Notizie Flash

Liguori storia di ordinario razzismo giornalistico

Secondo il giornalista Paolo Liguori la Sicilia farebbe parte dell'Africa se non ci fosse la Lombardia. Pregiudizio, verità, o banale razzismo?

di Daniela Giuffrida.

Senza la Lombardia la può solo finire in ”. Questa è stata l’infelice esternazione del direttore editoriale dei “nuovi media” del gruppo Mediaset, , nel corso della trasmissione “Stasera Italia” andata in onda su Rete 4 lo scorso 28 febbraio.

Ancora una volta − come spesso accade sulle reti televisive nazionali − l’attacco alla Sicilia è stato puntuale e diretto e, come al solito, ha finito col suscitare diverse e forti reazioni in chi ha seguito la trasmissione e ha potuto assistere ad interventi fuori dalle righe e, soprattutto, ha dovuto subire i “silenzi” di chi avrebbe potuto e dovuto intervenire e non lo ha fatto.

La reazione più forte (viene riportato da “I Nuovi Vespri“) è stata senz’altro quella di Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale, Movimento fondato dal giornalista e scrittore meridionalista, Pino Aprile; ma non sono mancate le reazioni sul Web, quella che può riassumerle tutte ci è stata inviata da Massimiliano Vertillo, il “siciliano” autore di una lettera aperta al direttore Liguori, lettera che di seguito pubblichiamo così come ci è pervenuta.

Forse un’attenta lettura del testo potrebbe far riflettere su fatti non sempre “provati” e su opinioni non sempre condivisibili.

 *************

“Egregio Direttore Fatti e misfatti – Paolo Liguori, ho letto dalla stampa che avrebbe detto durante una trasmissione televisiva su Rete4 questa frase:

“Senza senza la Lombardia la Sicilia può solo finire in Africa”.

Ora, io non so il contesto in cui è stata detta, poichè non è mia consuetudine seguire una trasmissione su Rete4, prendo per deontologicamente veritiero quanto affermato dalla stampa ed eventualmente saranno gradite smentite o eventuali scuse.

Ma andiamo ai fatti.

Innanzitutto questa frase ha due accuse gravi.

La prima è relativamente al continente africano che, si darebbe per scontato, è povero e quindi assimilabile ad una condizione di sola miseria e povertà. Sa, l’Africa è molto ricca di risorse e materie prime, molto più dell’ o della sua Lombardia. Il fatto in comune con la Sicilia è che sono entrambe ricche, fondamentalmente, con le risorse non utilizzate dagli abitanti, ma espropriate da una condizione di tipo coloniale. Il Suo cellulare è fatto anche con materie prime che sono estratte da bambini del Congo.

Ma veniamo alla mia terra, la Sicilia. Lei dimentica alcune cose importanti e, devo dire, è una consuetudine della maggioranza dell’informazione italiana che ha, in netta prevalenza, sede e riferimento nelle regioni come la Sua, al nord.

E’ fondamentalmente falso far pensare che la Sicilia dipenda da qualcuno e, nello specifico dalla Lombardia, poiché non esiste alcun trasferimento finanziario, o di altra natura, dalla Sua Regione alla Sicilia. E sfido chiunque a dimostrare il contrario con dati ufficiali e pubblici!

Invece è assolutamente e facilmente dimostrabile il contrario: il variegato contributo che la Sicilia dà alla Sua terra.

E veniamo ai fatti.

Il primo contributo è umano ed è riferibile alle migliaia di persone che, senza una libera opportunità alla pari, emigrano e portano la propria esperienza e il proprio denaro alla sua Regione. E’ umano il contributo dei tanti insegnanti che educano i bambini lombardi, ad esempio.

Il secondo è relativo all’emigrazione sanitaria. Conosce il dato della Regione Siciliana (e non regione sicilia come si ostina a chiamare l’informazione italiana) circa il finanziamento della Sicilia alla Sanità Lombarda, il Veneto e l’Emilia Romagna? Le risparmio la fatica di cercarlo, glielo dico: € 236,9 milioni (circa la metà alla sola Lombardia).
Tasse dei Siciliani per la sanità che, invece di essere investiti qui, vengono spesi nella Sua regione.

Il terzo. Le aziende lombarde che hanno stabilimenti produttivi in Sicilia versano le proprie tasse (IRPEF e IVA) allo Stato e alla Sua Regione, in Sicilia non rimane nulla! E questo contrariamente a quanto scritto nello Statuto dell’Autonomia (male assoluto e tremendo, causa dI infinite tragedie, comprese le locuste africane! Eppure è materia Costituzionale!). Solo le accise petrolifere prodotte in Sicilia − a cui naturalmente non resta nulla se non l’inquinamento e qualche migliaio di lavoratori − ammontano a 4 Miliardi!

Il quarto ed ultimo. Cosa sarebbe la Lombardia senza i prodotti primari della Sicilia? Cosa offrirebbero i mercati milanesi senza l’esportazione dalla Sicilia dei prodotti ittici e dell’ortofrutta? Lascio a Lei la risposta.

Cosa sarebbe la Sicilia senza la Lombardia? Sicuramente più ricca, perché sareste obbligati a pagare le tasse qui per chi guadagna col lavoro qui, come accade in qualsiasi altro posto del mondo. E non sono proprio tanto certo che saremmo collocati tra gli Stati africani.

In ultimo Le faccio sommessamente notare che i suoi corregionali bergamaschi qui sono stati accolti e riempiti di attenzioni, con l’autotassazione medici e infermieri hanno reso più accettabile la condizione di disagio per chi ha compiuto il compleanno durante la quarantena a Palermo.
Siamo gente di cuore e si è fin troppo approfittato di questa bontà per accusarci giornalmente con infamie che non meritano neanche i nostri nemici.

Io voglio sperare che, nel frattempo, abbia già smentito o chiesto scusa per questa frase.

Ma anche un bel grazie alla Sicilia sarebbe gradito.

Cordialmente, “un Siciliano.”