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L’Italia regala 4,365 miliardi di Euro alla Francia

 

Dopo essersi fatta carico dei 2/3 dei costi rispetto alla Francia; dopo aver concesso che a parità di costo 22 km di linea, originariamente computata nel progetto internazionale, soggiacesse a competenze ed oneri esclusivamente italiani, dal 2001 al 2012 l'Italia ha visto aumentare il suo impegno economico per la NLTL (Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, o Tav che dir si voglia) del 236%. Presidio Europa rifà i conti.

tunnel

L'Italia regala 4,365 miliardi di Euro alla Francia. Questa l’inevitabile conseguenza della ratifica dell’Accordo del 30 gennaio 2012 con la Francia per la costruzione del tunnel della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

Mentre il Governo cerca di sanare i bilanci pubblici, il Parlamento sta per regalare alla Francia € 4,365 miliardi. Mercoledì 31 luglio inizia alla Commissione Affari Esteri della Camera l’esame del Disegno di Legge governativo[1] di ratifica dell’Accordo con la Francia firmato a Roma il 30 gennaio 2012[2].


La ratifica dell’Accordo garantirà alla Francia un lucroso regalo di 4,365 Miliardi. Come se non bastasse questo importo crescerà al momento in cui si conoscerà il preventivo aggiornato del costo del tunnel di base di 57 km.
Così stabiliscono gli articoli 11 e 18 dell’Accordo tra Italia e Francia per la “Realizzazione di una nuova linea ferroviaria Torino Lione”.
Ma da dove nasce questo importo? Il conto è presto fatto. Il costo del tunnel, secondo una stima non definitiva e quindi destinata a crescere, sarà di € 8,2 Miliardi[3].
L’accordo capestro con la Francia impone all’Italia di pagare il 58% dei costi[4] per divenire proprietaria, al termine dei lavori, solo del 20% del tunnel di base (12,1 km in territorio italiano sui 57,1 totali[5]). La Francia sarà proprietaria dei rimanenti 45 km mentre l’Italia pagherà al km la sua parte del tunnel 5 volte più della Francia.
Un semplice calcolo aritmetico dimostra che l’Italia regalerà alla Francia €4,365 miliardi, considerando il maggior costo chilometrico che dovrà sostenere[6] e il trasferimento alla Francia – proprietaria di maggioranza del tunnel – di una parte importante del contributo europeo[7].

[1] http://www.camera.it/leg17/360?slAnnoMese=201307&slGiorno=31&shadow_organo_parlamentare=2077

[2] Accordo di Roma 30.1.2012 it

[3] Per un approfondimento dei costi del tunnel http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/quindicesimo-punto-sfuggito-monti/210119/. Ipotizzando un aumento del solo 100% dei costi dell’intera galleria di base, aumento cinque volte inferiore a quello registrato per la linea ferroviaria ad AV Torino-Milano, il costo a chilometro per l’Italia salirebbe da 235 a 628 M€/Km, circa il 200% in più.

[4] Articolo 18 comma 1 – Finanziamento del Promotore pubblico e della realizzazione della sezione transfrontaliera Sottratto il contributo dell’Unione europea e la parte finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie, per i costi della prima fase, la chiave della ripartizione scelta è del 57,9% per la Parte italiana del 42,1% per la Parte francese, nei limiti del costo stimato del progetto definitivo certificato da un soggetto terzo esterno.

[5] Articolo 11 comma 2 – Proprietà delle opere All’estinzione del promotore pubblico (LTF sas , N.d.R.), le opere di sua proprietà diventano di proprietà dello Sato sul cui territorio sono situate.

[6] Il costo medio del tunnel è di € 143 milioni al km (€ 8,2 miliardi diviso 57,1 km). Il costo medio per la Francia è di € 46,0 milioni al km (€ 2,07 miliardi diviso per 45 km). Il costo medio per l’Italia è di € 235,5 milioni al km (€ 2,85 miliardi diviso 12,1 km), ossia più di 5 volte quello francese.

[7] Questi conteggi sono stati fatti sulla base dell’ipotesi pretesa dai Promotori di un contributo europeo del 40%, pari a € 3,28 miliardi. Se il contributo europeo fosse inferiore, l’importo del regalo alla Francia non cambierebbe.

PRESIDIO EUROPA

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