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Ltf. Polverone sulla quota di partecipazione iscritta a bilancio 2013 da Rfi

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di Leonardo Capella

Un’altra polverosa vicenda avvolge la Torino-Lione. Questa volta non sono le polveri del cantiere di Chiomonte ad ammantare  il progetto della Nuova Linea Torino Lione  ma i dati contabili.

A ridosso della nascita del nuovo organismo che dovrà sostituirsi a Ltf Sas, i governi con i rispettivi ministeri si trovano ad affrontare un delicato problema contabile. Il problema risiede nella valorizzazione della quota di partecipazione in Ltf Sas in capo ai governi di Francia e Italia.

Il capitale sociale di LTF Sas ammonta a 1 milione di euro posseduti in parti uguali fra i due stati, quindi la partecipazione ammonta a 500 mila euro ognuno.

Controllando il bilancio di Rfi relativo all’anno 2013 però si evince che la sua partecipazione in Ltf è iscritta per ben 95,121 milioni di euro. Circostanza questa che crea qualche sconcerto.

Diviene del tutto evidente che nella formazione del nuovo soggetto lo Stato francese pagherà 500 mila euro ovvero l’esatto valore della partecipazione mentre per lo Stato italiano la cosa si complica. Da qui il braccio di ferro tra Rfi S.p.a. e Ministero del Tesoro.

La discussione fra i due enti sorge sulla valorizzazione della quota di partecipazione. Se Rfi dovesse ricevere il reale valore di 500 mila euro, dovrebbe probabilmente iscrivere a bilancio una svalutazione della sua quota di partecipazione (94,621 milioni di euro N.d.R.) che avrebbe quasi sicuramente ripercussioni negative sul bilancio.

Questo fatto singolare ovvero la moltiplicazione del valore di una partecipazione di ben 190 volte innescherà sicuramente una nuvola di nuove polemiche su quest’opera che da sempre più voci viene vista come inutile e dispendiosa, indipendentemente dagli artifici contabili che si potranno estrarre dal cilindro.

L.C. 20.10.14