Notizie Flash

Mare Nostrum al premio letterario “Caffè Convivio”

Mare Nostrum diventa un caso letterario premiato al Caffè Letterario Convivio. I racconti di chi fugge dalla guerra, dalla povertà e dalle sofferenze.

di Daniela Giuffrida.

Si è svolta lo scorso 30 giugno, nel salone di rappresentanza “M. Scelba” del Comune di Caltagirone (CT) la consegna del Premio Internazionale di Poesia “Caffè Letterario Convivio 2014”.

Il concorso letterario voluto dal presidente dell’Ass. Culturale “Caffè Letterario Convivio”, la poetessa Giusi Contrafatto, si è svolto sotto il patrocinio del Comune di Caltagirone (CT) e di Telethon ed ha visto fra i suoi giurati, nomi illustri della cultura siciliana.

Fra i giurati la poetessa Michela Rinaudo La Mattina, la prof.ssa Alfonsina Campisano, lo psichiatra dott. Gaetano Interlandi, dirigente del distretto di igiene mentale del Calatino e lo stesso presidente dell’ Associazione promotrice, la poetessa Giusi Contrafatto.

Mare Nostrum premio 2A presiedere la Giuria è stato chiamato il prof. Antonino Buttitta, antropologo e docente emerito presso l’Università di Palermo, nonché figlio del grande poeta dialettale Ignazio Buttitta, celebre anima pulsante della “sicilianità” più vera, venuto a mancare, novantottenne, nel 1997.

Come lo scorso anno, anche questa edizione del premio ha previsto una sezione a tema, un tema estremamente importante e attuale quale quello del “”.

Mare nostrum fu il nome dato dagli antichi romani, inizialmente soltanto al Mar Tirreno quindi, dopo la battaglia di Levanzo, avvenuta nel 241 a.C. che segnò la fine della supremazia dei Cartaginesi nel Mediterraneo, il nome passò a definire tutto il bacino del Mediterraneo.

Lontanissimi ormai  quei tempi, il termine latino è stato ripreso ed usato dalle forze della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare italiane, dall’ottobre 2013 al 1º novembre 2014 per denominare una “operazione” di salvataggio in mare dei migranti che, provenienti soprattutto dalle coste libiche e da quelle egiziane, cercavano di attraversare il Canale di Sicilia per raggiungere le coste siciliane e maltesi. Dalla novembre del 2014 la “gestione” delle operazioni di salvataggio di quei migranti ha cambiato denominazione, si chiama “Triton di Frontex” ed è diventata un programma, a guida UE e punta, più che altro, al controllo delle frontiere.

Il fenomeno della migrazione clandestina, dopo le modifiche avvenute nello scenario geopolitico dei paesi africani che si affacciano sulle coste del Mediterraneo, ha raggiunto livelli insostenibili per le piccole comunità isolane. Lampedusa così come tantissime altre località siciliane, brulicano di persone (non numeri), di poveri sfortunati, provenienti dalle località più disparate dell’Africa.

E sono popolazioni che fuggono, sopraffatte da guerre, violenze e miseria, uomini, donne e bambini che si spingono su barconi malmessi e affrontano pieni di speranza, quel “MARE NOSTRUM” che troppo spesso e per troppi di loro, invece, si trasforma in una tomba d’acqua. Intere popolazioni “sballottate” tra le rive del Mediterraneo e centri di “accoglienza” troppo spesso fatiscenti, dove vengono trattenuti per periodi troppo lunghi e in condizioni a volte anche peggiori di quelle dalle quali hanno deciso di fuggire. Fra i tanti migranti ospitati in Sicilia, un folto numero di loro  “vive” presso strutture site nei pressi di Caltagirone e, giorno 30, alcuni di loro erano presenti in quel salone di rappresentanza “M. Scelba” del Comune di Caltagirone, per leggere le opere vincitrici.

La selezione operata dalla Giuria sulle opere pervenute da diverse parti d’Italia, è stata estremamente meticolosa e dei quasi duecento partecipanti iniziali, solo 45 hanno superato la prima selezione del premio ed hanno visto le proprie liriche pubblicate insieme a quelle vincitrici, in una raccolta antologica.

“La forza dell’azzurro”  è il titolo dell’antologia che raccoglie le opere dei 46 poeti che hanno superato la prima selezione. Edita dall’ Ass. CaLeCo, la pubblicazione vede sul frontespizio della copertina un “dipinto” del maestro Turi Volanti.

Al prof. Buttitta si deve la prefazione all’opera, nella quale si legge: “La qualità evidente e singolare dei testi poetici raccolti in questa antologia merita una attenta riflessione sul valore della poesia anche rispetto alla realtà sociale e culturale del nostro tempo. Il poetico nelle sue diverse manifestazioni suscita, ancora oggi, malgrado il cinismo delle società contemporanee, esiti profondi di coinvolgimento emotivo. La spiegazione è da cercare nella forma di pensiero che chiamiamo simbolica, la stessa che ispira anche il magico come già sapevano i Greci quando, chiamando i poeti signori della memoria, attribuivano loro la funzione di orientare il rapporto dell’uomo con il mondo al fine di permettergli di vincere pene e dolori.

L’antologia è stata presentata dallo psichiatra dott. Gaetano Interlandi, dirigente del distretto di igiene mentale del Calatino, che svolge la sua attività anche a supporto dei centri di accoglienza dei migranti, il quale chiude il suo apporto al testo, affermando che: “I Paesi europei e in particolare l’Italia, stanno attraversando una fase storica di grandi difficoltà economiche, ma ciò non deve indurre a reazioni razzistiche ed egoistiche, anzi dovrebbe rendere le persone capaci di una migliore comprensione delle sofferenze degli immigrati e queste poesie rappresentano proprio la parte migliore del popolo italiano che capisce, coglie e ascolta la sofferenza mostrando di aiutare chi è ancora più infelice e sofferente.”

Due le poesie, prime classificate ex-aequo: “Occhi d’Africa” di Mina Antonelli e “Darfur” di Paolo Salamone. Mentre seconda classificata è stata la lirica “Il grido della rosa” di Umberto Vicaretti e terza classificata “Canto d’Amore” di Caterina Sardanelli. Non sono mancate menzioni e segnalazioni, segno dell’alta qualità degli elaborati giunti presso l’Associazione. Nelle parole del presidente dell’Associazione, la poetessa Giusi Contraffatto, che occhieggiano fra i volti di alcuni dei partecipanti al concorso, dal retro-copertina dell’antologia, tutto il dramma e la rassegnata disperazione, di uomini in cerca di speranza.

“Intinta nell’infinito mare, scorre di cuore la penna, tra naufragi di dolore e tempeste quiete d’amore..”

(D.G. 05.07.15)