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Megaelettrodotto Terna, un altro sfregio alla Val Susa.

Megaelettrodotto di Terna, un'altra idea per bucare qui e là la Valle di Susa.

di Massimo Bonato per _omissis_.

La Val di si trasforma nella Gran Groviera d’Italia. Del , per fortuna, ormai s’è parlato e si parla anche fuori dalla valle. Nel frattempo si è provveduto a raddoppiare il tunnel autostradale del Frejus, proprio mentre si tentava di avvalorare i benefici del nello smaltire il traffico merci su gomma. A questo si affianca ora un’altra grande opera: il Megaelettrodotto , gestore della rete elettrica nazionale.

L’elettrodotto dovrebbe collegare Italia e Francia, dalla stazione elettrica di Grand’Ile, in Savoia, a quella di Piossasco, a pochi chilometri da Torino.

I primi progetti risalgono agli anni Ottanta, e nel ’93 gli ambientalisti riuscirono a evitare che il valico del Moncenisio diventasse un portaspilli irto di tralicci dell’ (Valsusanotizie). Dal 2013 torna Terna, con il progetto di collegare Italia e Francia attraverso cavi interrati lungo l’asse autostradale: 190 chilometri, di cui 95 in Italia. Ma costa troppo intraprendere gli scavi sotto le numerose gallerie. Oggi se ne parla in termini di varianti. Ovvero 26 chilometri lungo strade statali e paesi da Salbertrand a , con un abbattimento dei costi, che si aggirerebbero comunque sull’1,4 miliardi di euro, 60 milioni dei quali già spesi nel potenziamento della stazione di Piossasco (notav.info). Denaro pubblico.

Ma se è vero, come ricorda in una nota Marco Scibona, senatore del M5S, che a passare sarebbe energia in corrente continua, non dannosa alla salute dei cittadini “non si capisce quale sia il senso di incentivare lo scambio di corrente elettrica (oltretutto prodotta da fissione nucleare) tra Francia e Italia, il nostro paese non è in sofferenza di produzione di energia, anzi siamo ormai da anni in overproducing, cosa diversa invece sarebbe la realizzazione di dorsali di backup in territorio nazionale per evitare il sovraccarico in momenti di eccessivo assorbimento o i blackout in caso di incidenti”.

Perché, l’Italia ha un surplus di energia di 25 GigaWatt, che corrisponde al 50% in più del fabbisogno italiano, scrive .info. Perché è energia, quella che verrebbe trasferita dalla Francia all’Italia, prodotta da centrali nucleari, “dunque funzionale ad un modello di sviluppo insostenibile e pericoloso, a cui il popolo Italiano ha detto NO con ben due referendum contro il nucleare, nel 1986 e nel 2011”.

Il movimento si è riunito, con i cittadini in una assemblea pubblica l’8 giugno, per valutare punto per punto ciò che si profila come una nuova minaccia per la Val di Susa e per l’economia nazionale. Verranno allestiti punti informativi, in concomitanza con quelli che Terna sta organizzando di giorno in giorno nei comuni della valle prima dell’approvazione del progetto da parte dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’ e dei Trasporti e dalla Regione Piemonte (ValsusaOggi). Cantierizzazione della valle, danni e disagi della posa in opera affrontati con la solita strategia della compensazione a una politica “in aperta contraddizione con i principi del risparmio energetico, della salute, della salvaguardia ambientale e della sovranità popolare, nonché in contrasto con lo sviluppo delle fonti energetiche piccole, pulite e rinnovabili”.