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Migliaia di cittadini in piazza Castello accolgono il Movimento 5 Stelle

Grillo non c'è ma ci sono deputati, senatori, consiglieri e futuri candidati. Un movimento che a dispetto delle malelingue e della cattiva informazione è cresciuto e si muove sulle proprie gambe abbracciando folle di cittadini che ascoltano e si informano

di Davide Amerio

Piazza Castello 0re 15: il camper di arriva in piazza dove dal mattino volontari montano il palco, lo schermo gigante  (offerto gratuitamente) e gli impianti audio e video. La gente già circonda le transenne da un pezzo e, sotto un sole caldo, attende l’arrivo dei 5 Stelle.

L’espulsione dei parlamentari del movimento da parte della Presidente della Camera (Boldrin) si è rivelato un vero e proprio boomerang per la casta. Gli espulsi non hanno certo trascorso questo tempo con le mani in mano a lamentarsi o per concedersi un riposo. Al contrario sono partiti per un tour in tutta Italia per incontrare i cittadini nelle piazze e far conoscere loro ciò che non sapranno mai dalla televisioni e dai giornali di regime

Ed eccoli arrivare: i deputati Laura Castelli, Ivan della Valle, Alessandro Di Battista e  Giorgio Sorial e il senatore torinese Alberto Airola.  Con loro i consiglieri comunali Chiara Appendino e Vittorio Bertola e i neo candidati promossi dalle votazioni on line per il futuro consiglio regionale e quelli per le elezioni europee: tra loro ritroviamo i valsusini Stefania Batzella, Francesca Frediani, Marco Sayn e Stefano Girard.

Qui nessuno ha offerto cappuccino e brioches, il posto è più scomodo che al Palaolimpico dove c’è Renzi  ma va bene lo stesso; la gente ascolta con attenzione, applaude, esulta. L’emozione si percepisce nell’aria; molti ricordano gli inizi e fanno il confronto con l’oggi; Di Battista racconta quando, dopo gli spettacoli di , ci si riuniva per discutere e per scrivere programmi per le prime liste civiche. Un giorno, racconta Diba (come lo chiamano tutti), eravamo in un bar e il cameriere ci chiese cosa stessimo facendo discutendo così animatamente. Quando gli rispondemmo che stavamo scrivendo un programma politico per entrare in Parlamento ci guardò con sufficienza e malcelata ironia. Dopo quattro anni siamo qui, diventati parlamentari e la piazza si riempie anche se non c’è Beppe Grillo ad accompagnarci.

Il perché di questo successo lo si comprende subito: gli argomenti trattati sono davvero tanti e i consiglieri e i parlamentari snocciolano notizie, avvenimenti, fatti che non vengono raccontati dai Tg e dai principali quotidiani.

Apre Chiara Appendino parlando del “”, quello di e , delle banche amiche e delle famiglie che detengono il potere sulla città sempre più oppressa dai debiti guarda caso con l’istituto Intesa San Paolo nella cui fondazione era stato parcheggiato il Chiampa. Davvero possiamo affidare ancora il Piemonte (e la città) a costoro? Il sistema Torino lo conoscono bene Chiara e Vittorio (Bertola) che combattono dentro il consiglio ogni giorno da inizio legislatura. Bertola ricorda che le elezioni europee sono una grande occasione per smettere di usare il Parlamento (Europeo) come un posteggio per politici trombati che tutto fanno meno che occuparsi dei problemi dei cittadini.

Tocca ai parlamentari documentare il difficile lavoro compiuto in Parlamento per difendere la Costituzione, i cittadini, le piccole medie imprese. Dicono che non facciamo nulla racconta Laura Castelli e per confutare questa bugia cita alcuni esempi di emendamenti promossi e approvati grazie ai 5 stelle: compensazioni per le piccole e medie imprese (oppresse da Equitalia) che vantano un credito nei confronti dello Stato; richiesta di restituzione degli aiuti finanziari alle aziende che ne hanno goduto se decidono di de-localizzare la produzione all’estero; la possibilità di riservare l’8 per mille a favore dell’edilizia scolastica.

Noi “sovversivi” sospesi dalla Boldrini perché abbiamo difeso la Costituzione, ricorda Ivan Della Valle, siamo contenti perché da Verona a Salerno abbiamo avuto le piazze piene di cittadini che sono venuti ad ascoltare le “verità” che i Tg non gli raccontano. Per esempio le implicazioni del Pd con le cooperative rosse, con gli inceneritori della Marcegaglia; mentre le piccole e medie imprese vengono soffocate il Pd sceglie il presidente delle cooperative come ministro del lavoro: ecco perché non hanno mai fatto una legge sul conflitto di interessi… per poterne usufruire! E il deputato ricorda l’ indagine “Minotauro” sulla ‘ndrangheta a Torino dove sono emerse intercettazioni tra deputati del Pd e i capi delle cosche per ottenere voti in favore di Fassino. Poi, sottolinea, modificano il 416Ter (codice procedura penale) per alleggerire le condanne ai politici collusi con la criminalità organizzata. Per forza!

Sulla cattiva informazione è caustico Alberto Airola: la peggiore del mondo, la definisce, ma dentro la commissione di vigilanza Rai finalmente ci sono cittadini (i 5 Stelle) che chiedono giustificazione ai dirigenti sugli appalti miliardari concessi a società di ex dirigenti, in un’azienda che ogni anno perde milioni di euro e ha una programmazione mediocre rispetto a quello che potrebbe offrire con le ricche professionalità che stanno al suo interno ma sono bloccate da politici e dalla lottizzazione.

Del voto di scambio, piaga nazionale, parla il senatore Giorgio Sorial; ci temono, aggiunge, perché hanno capito che non ci possono comprare; ricorda le “marchette” che molti deputati fanno inserendo modifiche alle leggi finanziarie per portare soldi a improbabili e misteriose associazioni che finiscono per risultare di loro “proprietà” o di amici ma per smascherarli basterebbe poco. Noi (5 stelle), racconta ironicamente, siamo andati su Google, abbiamo fatto delle ricerche sui nomi dei proponenti e abbiamo denunciato queste operazioni tra la sorpresa di alcuni deputati del Pd. Tra le tante denunce del movimento c’è stata quella sul buco di 13,7 miliardi di euro sulla legge di stabilità che ha trovato conferma (un mese dopo) nelle dichiarazioni della Corte dei Conti.

Siamo saliti sul tetto a difendere la Costituzione perché sapevamo, ha dichiarato Alessandro Di Battista, che questi signori (centro destra e sinistra) vogliono attuare delle false riforme che rappresentano gli obiettivi della P2 di Licio Gelli; disposizioni vergognose che attraverso la catena Berlusconi-Verdini-Boschi-Renzi vorrebbero imporre al Parlamento. La disobbedienza civile è un dovere prima ancora che un diritto quando si vive dentro una dittatura.

Vi diranno che noi siamo sempre e solo per il NO, sottolinea “Diba”, ma non è così; i nostri SI sono tanti: sulla legge per il conflitto di interessi, su una vera legge anti-corruzione, per la cacciata dei lobbisti dal Parlamento, per la cacciata dei camorristi dal Senato, per rendere il Parlamento sovrano, per eleggere un Presidente della Repubblica dignitoso, per rifiutare i soldi in politica. Bisogna togliere i soldi alla politica per farla tornare un’attività di governo in favore dei cittadini, ribadisce Di Battista. Tutti quanti dobbiamo spiegarlo con toni pacati e suggerisce alla folla, che lo interrompe con applausi, di “adottare” un elettore del Pd per spiegargli, pazientemente, come stanno davvero le cose in Parlamento.

Davide Bono torna sui temi caldi della campagna elettorale regionale (vedi qui): il debito accumulato dalla Regione Piemonte, i rapporti di Chiamparino con la Fiat, la Sanità e la mobilità. Non si discute ovviamente sulle grandi opere inutili: il No al è perentorio per il . Un discorso da governatore, senza tentennamenti.

Tra i vari interventi ci sono quelli di cittadini che raccontano esperienze di lavoro in aziende in crisi, di disoccupazione, di affetto e stima per il movimento. La folla li applaude tutti e si scatena un boato quando un taxista racconta che Forza Italia aveva proposto loro 100 euro per mettere la pubblicità del partito sui mezzi durante la campagna elettorale; poche le adesioni ma quando il nostro taxista ha suggerito di fare gratuitamente la pubblicità per il M5S… le adesioni sono state altissime.

La manifestazione si conclude con la presentazione dei candidati per il prossimo 25 Maggio: i soliti sconosciuti alle Procure della Repubblica; giovani e diversamente giovani che raccolgono la sfida per dare un futuro diverso al Piemonte e per fare la differenza in Europa. Ciascuno ha le proprie esperienze e una buona dose di competenza ma, come ci tiene a sottolineare Di Battista, più delle competenze e delle conoscenze (che si possono acquisire con lo studio e con il lavoro) è fondamentale essere persone con la “schiena dritta” disposte a non piegarsi al sistema che ha distrutto il nostro paese e a quello che, per altri motivi, potrebbe distruggere l’Europa.