Muos, ciò che era prevedibile è avvenuto

Muos, gli americani con l'aiuto delle forze dell'ordine italiane mandano all'aria la sentenza del TAR siciliano, ne parla l'avvocato Nello Papandrea

di Daniela Giuffrida

Muos la sentenza del TAR siciliano parlava chiaro, ma ciò che era prevedibile è avvenuto ieri mattina. Attivisti e mamme si sono di nuovo ritrovati in strada, davanti ai cancelli della base NRTF di contrada Ulmo a , per tentare di impedire l’accesso alla base di operai e militari americani. Gli attivisti hanno cercato di fermare un lungo convoglio di auto e mezzi, scortati da agenti di polizia e carabinieri ma questi, con la solerzia che li contraddistingue, anche stavolta hanno fatto il “loro mestiere” e facendo spostare gli attivisti hanno permesso ai Marines e agli operai di entrare all’interno della base”.

Alcuni minuti dopo l’ingresso pare che le parabole, che erano rimaste ferme dal 13 marzo scorso, giorno della pubblicazione della sentenza che ne dichiarava l’illegittimità, abbiano ripreso a “funzionare”.
Il cantiere Muos, lo sappiamo, è stato dichiarato abusivo dal Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ma il Ministero degliNiscemi NoMuos 2 Interni, ancora una volta si è schierato contro gli interessi della popolazione di Niscemi. Perchè?
Abbiamo voluto sentire l’avvocato Nello Papandrea, uno dei legali del Coordinamento dei Comitati nel ricorso contro la “revoca delle revoche”.

D. Avvocato che cosa è successo oggi.
R. Oggi, dopo l’ingresso degli operai scortati dalla Polizia è stata osservata una movimentazione delle parabole che al momento attuale dovrebbero essere disattivate e questo a nostro avviso costituisce un illecito che le forze dell’ordine presenti avrebbero dovuto impedire e, comunque, denunciare. Ci auguriamo che ciò sia regolarmente avvenuto.

D. Quindi oggi è stato compiuto un illecito.
R. Oggi è stato eluso ancora una volta il blocco dei lavori. La Sentenza del TAR è chiarissima nel suo assunto ed afferma che le opere sono “abusive” quindi il loro utilizzo costituisce sicuramente un illecito.

D. Chi deve far rispettare la sentenza?
R. All’osservanza della Sentenza sono tenute tutte le Amministrazioni interessate, ma anche le Forze dell’Ordine, queste sono tenute a vigilare sull’eventuale commissione di reati.

D. Sappiamo che non è andata così, il comunicato del Coordinamento dei Comitati No Muos è chiarissimo anche lui, le forze dell’Ordine hanno fatto sgomberare dall’ingresso gli attivisti.
R. Si questo è vero però, purtroppo, non tutta la base è abusiva. Le Forze dell’Ordine potrebbero affermare che stavano scortando gli operai per la manutenzione delle antenne NRTF e questo sarebbe difficile contestarlo se, fatto estremamente grave, dopo l’ingresso non si fossero mosse le parabole.

D. Quindi forse gli operai dovevano occuparsi di “altro”.
R. Potrebbero anche affermare e, in buona fede, che pensavano che gli operai stessero entrando per un’attività lecita e sarebbe difficile sostenere il contrario. Ma in questo caso non si capisce il perché del Niscemi NoMuos 1grosso dispiegamento di forze da parte della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

D. Quindi dobbiamo andare con i piedi di piombo nell’interpretare il motivo della presenza di operai e Marines all’interno della base? Sappiamo che sono stati girati dei filmati dell’attività delle parabole, ce lo conferma?
R. A prescindere dalla presenza di filmati o meno, se gli Americani ritengono di essere nel giusto, il Muos continuerà ad essere attivo e ci sarà modo e tempo per constatare l’illecito.

D. Il Tribunale Amministrativo chiude la sentenza con una disposizione precisa: “Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.” Cosa significa, chi deve far rispettare la Sentenza?
R. Questa è una bella domanda. In base a quanto disciplinato dall’annesso “A” al Memorandum di intesa tra il Ministero della Difesa della Repubblica Italiana ed il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti D’America relativo alle installazioni/infrastrutture concesse in uso alle Forze Statunitensi in Italia, del 2 febbraio 1995. Con il termine “uso esclusivo” si intende l’utilizzazione da parte di una forza appartenente ad una singola Nazione di installazioni e/o infrastrutture, definite e comprese nel perimetro dell’installazione, per lo svolgimento di attività correlate alla missione e/o dei compiti assegnati a detta forza dal Governo dello Stato di origine. Ora, l’attribuzione di “uso esclusivo” ad installazioni e/o infrastrutture utilizzate dalle forze non limita in alcun modo l’esercizio della sovranità dello Stato Italiano, secondo quanto stabilito dall’art. VII del Trattato”. Da questo si evince come l’ordine pubblico interno alla base debba essere garantito dal Comandante Italiano, quindi dal Comandante di Sigonella, e ritengo che per “ordine pubblico interno” debba intendersi anche il rispetto delle norme e delle sentenze degli organi giurisdizionali.

D. Chi altri ha voce in capitolo in questa strana querelle?
R. Sicuramente avrebbe voce in capitolo l’Ente Regionale Gestore della Riserva ovvero l’Agenzia delle Foreste Demaniali e anche la Soprintendenza che dovrebbe, però, rivolgersi alla Forestale o allaNiscemi NoMuos 3 Polizia di Stato. Non credo, invece, che il Comune possa intervenire con la polizia urbana, non avendo lui concesso le autorizzazioni, non ha neanche il potere opposto e cioè di chiedere la demolizione.

D. Come si fa rispettare una sentenza del Tar?
R. Normalmente, si procede per ottenere un Giudizio di Ottemperanza, questo richiede il passaggio in giudicato della sentenza, quindi viene nominato un commissario ad acta. Se non si arriva al Giudizio di Ottemperanza, dovrebbe provvedere il Ministero dell’Interno, per mezzo del Comandante Italiano della base, il quale non metterebbe sigilli, ma dovrebbe intimare ai militari americani di non avvicinarsi alla struttura.

D. Cosa accadrà adesso? Come pensate di fare, voi, legali delle Associazioni e dei Comitati No Muos?
Stiamo già lavorando, stiamo provvedendo a compulsare tutti gli enti coinvolti e procederemo con tutti i mezzi che il Diritto, anche Penale, ci permette. Presto vi faremo sapere sui passi compiuti.

Nel frattempo gli attivisti promettono: “Torneremo ancora in contrada Ulmo con blocchi e azioni per contrastare l’opera “illegitima, illegale e abusiva”.

D.G. 27.2.15