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MUOS, il ricorso del ricorso al TAR Sicilia

Nessuna sorpresa nella risposta del Ministero della Difesa, alla Sentenza del TAR Sicilia dello scorso 13 febbraio. Richiesti la sospensione della Sentenza e l' annullamento della stessa.

di Daniela Giuffrida

Così come previsto, Il ha presentato giorno 17 marzo, ricorso in appello al CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) contro la sentenza n. 461 del 13 febbraio scorso, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)  di Palermo dichiara, di fatto, “abusiva” l’installazione delle tre parabole del nella base NRTF di Niscemi e ne ordina, in pratica, la dismissione, così come dovrebbe avvenire per qualsiasi manufatto “illegale”. La sentenza, lo ricordiamo, ha accolto il ricorso presentato da Legambiente, dal Movimento No e da diversi cittadini assistiti dai legali del Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos ed ha evidenziato l’illegalità dei lavori all’interno della base americana di Niscemi, essendosi questi svolti in assenza di autorizzazioni valide e in presenza di gravi carenze nelle documentazioni prodotte. La Sentenza non è stata osservata però e già, dal giorno dopo la sua pubblicazione, i lavori dentro la base sono ripresi ai ritmi di sempre. A nulla son servite le proteste degli attivisti, a nulla i tentativi di blocco-stradale: marines e operai dipendenti delle ditte che operano all’interno della base, scortati da ingenti Forze dell’Ordine sono sempre riuscite a varcare quel cancello n.1 che conduce all’interno della base ed il Muos ha ripreso le sue prove tecniche. A nulla son servite nemmeno le diffide e gli atti che i legali dei No Muos hanno indirizzato agli organi preposti al rispetto di un atto di Giustizia Amministrativa definitivo così importante come una sentenza del TAR.

La Questura di Caltanissetta ha dichiarato di non aver ricevuto il primo atto moratorio di Legambiente, Il Ministero dell’Interno hano muos2 declinato le sue competenze, riguardo all’operato delle forze di Polizia nella questione Muos. Nella confusione di competenze e risposte non date, qualche giorno fa l’Associazione Antimafie “Rita Atria” ha presentato una denuncia contro le forze di Polizia “Abbiamo ritenuto GIUSTO e doveroso – rivendica l’Associazione in un suo comunicato ufficiale – denunciare quelle istituzioni che nonostante abbiano giurato sulla Costituzione stanno umiliando e offendendo quel giuramento. Abbiamo denunciato quella polizia di stato che anzi di identificare chi continua ad operare nel cantiere del MUOS li scorta.” Due giorni fa, infine, la risposta del Ministero della Difesa alla Sentenza.

Nel ricorso, il Ministero attraverso l’Avvocatura dello Stato, avanza delle “censure” sulle decisioni del Giudice Amministrativo e prova a dimostrare come non vi siano carenze istruttorie sui vizi ambientali, tali da inficiare le autorizzazioni rilasciate nel 2011 e riferisce dati e conclusioni riferentesi ad uno “studio ISS” ampiamente confutato dagli studi prodotti, ancora il 21 luglio 2013, nella relazione di 150 pagine, dagli scienziati e dagli esperti auditi dal verificatore del TAR, prof Marcello D’Amore. Una di queste riguarda, per esempio, i pareri resi dall’Enav sulla sicurezza del traffico aereo nella zona. Secondo il Ministero della Difesa: “ribadito che la materia della sicurezza del muostraffico aereo (specialmente se connessa a esigenze operative militari internazionali) appartiene alla competenza esclusiva dello Stato e non alla regione Siciliana e tanto meno all’ARTA, è appena il caso di ricordare il dato assolutamente positivo che emerge dagli studi dell’ENAV (“i ricevitori di terra dei sistemi CNS – Comunicazione, Navigazione e Sorveglianza non risultano interessati dal Muos ; la probabilità che un aeromobile si trovi alla stessa quota raggiunta dal fascio è molto bassa e comunque il tempo sarà dell’ordine della frazione di secondo”). A proposito della sicurezza del traffico aereo che dovrebbe appartenere allo Stato piuttosto che alla Regione Siciliana ci chiediamo a QUALE STATO si riferisca il Ministero SE LA BASE NRTF E’ DI “USO ESCLUSIVO” DELLA U.S. NAVY, così come disciplinato dall’annesso “A” al Memorandum di intesa tra il Ministero della Difesa della Repubblica Italiana ed il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti D’America relativo alle installazioni/infrastrutture concesse in uso alle Forze Statunitensi in Italia, del 2 febbraio 1995.). Senza contare che nel d.lgs 66/2010 si stabilisce che che le basi di partner nato sono considerate opere per la difesa solo ai fini urbanistici e non anche funzionali. E la base NRTF di Niscemi è una base ad “uso esclusivo”.

Riguardo invece alle dichiarazioni dell’Enav cui fa riferimento il Ministero, va comunque considerato che nell’ultima relazione prodotta al TAR, l’Enav dichiara di non essere in grado di dire se il fascio d’onde del Muos possa arrecare danni alle strutture dei velivoli o alle persone trasportate non essendo questa materia di sua competenza. Lo stesso Gruppo di studio diretto dal Prof Zucchetti del Politecnico di Torino, dedica a questa questione, ampio spazio nella relazione di 150 pagine presentata alla Regione Siciliana e da questa mai considerata. “Un rappresentante dell’ENAV si è poi espresso a riguardo – affermano gli scienziati – durante l’ Audizionemuos2 congiunta Commissioni IV e VI dell’ARS del 5 febbraio 2013. Dal resoconto stenografico si evince come, in assenza di informazioni più precise le autorità, allo stato attuale, non sono in grado di garantire la sicurezza dei voli negli aeroporti sopracitati”. E ancora a proposito del possibile rischio di incidente aereo dovuto ad irraggiamento accidentale, durante il funzionamento ordinario, ricordiamo che (per stessa ammissione degli Statunitensi ) il Muos non è stato installato a Sigonella per la possibilità del verificarsi di incidenti, mentre nella stessa relazione del Gruppo di studio del prof Zucchetti si legge: “Durante il funzionamento ordinario il fascio emesso dalle parabole MUOS è diretto verso il cielo con un angolo di elevazione molto piccolo (il minimo è di appena 17° sull’orizzonte). In queste condizioni a 30 Km di distanza, il fascio attraverserebbe il cielo alla quota 10.000 metri di altezza (a distanze inferiori la quota è ovviamente più bassa), con rischio di investire accidentalmente gli aerei e provocare gravi interferenze, guasti e malfunzionamenti alla strumentazione di bordo. L’area circostante Niscemi è interessata da un intenso traffico aereo: l’aeroporto di Comiso si trova a circa 20 Km di distanza, Sigonella a 52 Km, Fontanarossa (Catania) a 67 Km.”Infine Il Ministero attraverso l’avvocato dello Stato chiede la sospensione degli effetti della Sentenza, poiché ritiene che sia “ragionevolmente da escludere che l’esecuzione della decisione di primo grado, in pendenza dell’appello, possa avvenire, secondo un’ ottica autoritaria ed integralista, mediante la dismissione dell’intero sistema satellitare e la riduzione in pristino dei luoghi […] e non va neppure sottaciuto il gravissimo e immediato pregiudizio economico che subirebbe l’Amministrazione della Difesa ove dovesse dare (in termini materialmente ripristinatori) esecuzione alla sentenza de qua( ovviamente anche di ciò risponderebbe poi in via risarcitoria l’Amministrazione regionale): ingenti somme di denaro pubblico, infatti, sarebbero sottratte ai fini istituzionali compromettendone irrimediabilmente il buon esito.”Testo integrale del ricorso in appello al CGA.

D.G. 19.3.15

Qui il ricorso revoca: http://www.nomuos.org/documents/ricorso-revoca-revoca_appello-difesa_2015-03-18_copia-legambiente.pdf