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Muos. La relazione del professor D’Amore depositata al Tar

D'Amore conferma i dubbi sul Muos.

Salvatore Giordano
Gruppo comunicazione
Coordinamento regionale dei Comitati No

Giorno 12 settembre è stata depositata alla Prima Sezione del TAR Palermo l’attesissima relazione di verifica del professor  Marcello D’Amore riguardante il MUOS. Il TAR, in esito all’udienza dello scorso 27 Marzo aveva chiesto infatti al professor  D’Amore di integrare la propria relazione tenendo conto dello studio condotto dall’ISS e di quello dell’ENAV.
Il Verificatore, nelle proprie conclusioni scrive che “l’Istituto Superiore di Sanità, a causa del tempo limitato previsto per svolgere le proprie valutazioni non è stato in grado di procedere all’acquisizione né dei codici di calcolo, né dei dati dettagliati necessari, come si legge nella relazione dell’11.07.2013, per cui è dovuto ricorrere a procedure di calcolo semplificate ritenendo che tali procedure potessero dare indicazioni nell’ottica del caso peggiore”
Secondo D’Amore tale modo di operare rende per alcuni versi erroneo e, per altri, inattendibile il lavoro dell’ISS: “i valori di picco della densità di potenza e del campo elettrico lungo l’asse del fascio calcolati nella verificazione, contrariamente a quanto stimato dall’ISS, con approccio conservativo risultano superiori ai limiti previsti”… “L’affermazione dell’ISS di danno trascurabile conseguente all’esposizione di una persona agli elevati valori della densità di potenza e del campo elettrico lungo l’asse del fascio a 1600W e 31 GHz, nel caso di malfunzionamenti dei sistemi di puntamento o di eventi sismici, non è condivisibile. Al contrario si ritiene che tale evento debba essere evitato”…
Altri rischi il verificatore coglie, nello stesso studio dell’ISS per il corretto funzionamento degli apparecchi elettromedicali per i quali lo stesso Istituto Superiore di Sanità indicava la necessità di un’attente verifica sul funzionamento corretto di quelli già impiantati e di appositi avvisi ai costruttori per evitare interferenze e malfunzionamenti su quelli ancora da impiantare.
Infine coglie la preoccupazione espressa dall’Istituto Superiore di Sanità per la già critica situazione sanitaria del territorio interessato, già penalizzata dalla presenza del Petrolchimico e di altri inquinanti da correlarsi alla mancanza di studi sull’interazione delle diverse forme di inquinamento (chimico ed elettromagnetico).
Non va meglio sotto il profilo dei rischi per il traffico aereo. Infatti l’ENAV avrebbe basato le proprie valutazioni utilizzando algoritmi per il campo lontano, mentre, come già chiarito nella prima verificazione, il campo vicino per questo tipo di impianti ha una lunghezza di ca 67 Km. Ciò oltre ad inficiare le valutazioni fatte dall’Ente, le rende parziali ed insufficienti non essendo stata valutata assolutamente l’interferenza con gli aeroporti di Catania e Sigonella che pure rientrano nel capo vicino del fascio d’onde prodotto dalle parabole del MUOS. Al riguardo va ricordato che la realizzazione del MUOS venne trasferita da Sigonella, dove originariamente era stata progettata, a Niscemi per il rischio che le onde provocassero l’innesco degli ordigni collocati sugli aerei.
Ora la decisione spetta al TAR che ha fissato la prossima udienza per il 25 novembre e che dovrà tener conto di quanto riferito dal Verificatore.
Una nota a parte va comunque riservata all’operato delle Regione. Finalmente infatti, un tecnico indipendente ha certificato quanto affermato da tempo dagli avvocati e dai comitati NO MUOS, riguardo il fatto che l’elaborato dell’ISS conteneva degli elementi di preoccupazione che non giustificavano la cd “revoca delle revoche” del 24 luglio 2013. Anzi, c’erano tutti gli elementi per confermare e mantenere la revoca (o meglio l’annullamento) delle autorizzazioni. Ricordiamo in proposito che l’Associazione Antimafie Rita Atria aveva querelato il Dirigente Gullo, proprio per aver utilizzato in modo parziale e tendenzioso la relazione estrapolandone solo alcune parti al fine di farla apparire più tranquillizzante di quanto in effetti non fosse. In tale procedimento il GIP ha rigettato la richiesta di archiviazione chiedendo un maggior approfondimento che ora dovrà, probabilmente, tener conto anche di quanto risulta dalla relazione del professor  D’Amore.