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Muos, lo stato difende gli americani

Lo Stato contro le ragioni dei No Muos, ovvero il Ministero della Difesa, contro le decisioni del TAR Sicilia in un procedimento amministrativo, ma anche contro una Procura siciliana in un procedimento penale e questo strano “gioco” va avanti già da parecchio tempo.

di Daniela Giuffrida

Si muove attraverso l’Avvocatura dello Stato, il Ministero della Difesa italiano e lo fa con uno strano alternarsi e concorrere di azioni e reazioni. Da una parte, dunque, il TAR che accetta il ricorso dei , di Legambiente e di attivisti del Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos e si pronuncia con una sentenza inappuntabile, la 461 del 13 Febbraio scorso, con la quale viene sancita l’assoluta inedificabilità del sito che ospita le tre parabole del Muos, “edificate” in assenza di valide autorizzazioni e pertanto abusive.

Il passare del tempo sancisce un fermo fra Questure, che non ricevono poste certificate; i Ministeri dell’interno che disconoscono le proprie responsabilità per quanto “eseguito” dalle Forze dell’Ordine, il procuratore capo di Caltagirone (CT), Giuseppe Verzera, che sta indagando e verificando dati relativi al vecchio sequestro (6 ottobre 2012) del procuratore Paolo Giordano, che verifica l’esistenza ed il protrarsi di un atto “illecito” e richiede al Gip della stessa Caltagirone di apporre i sigilli al cantiere del Muos.

Fino a quando, il Ministero della Difesa italiano ricorre in appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa e presenta una richiesta di sospensione cautelare del sequestro perché l’esecuzione della sentenza richiederebbe la demolizione del Muos ed un risarcimento del danno agli statunitensi, che graverebbe “ovviamente”, sulle casse della Regione Siciliana, arrecando alle stesse gravissimo danno. Ma vi è di più, l’Avvocatura dello Stato presenta al giudice amministrativo anche una richiesta giunta loro dagli statunitensi, tramite e-mail, con la quale gli stessi rappresentano la loro esigenza di permettere a tecnici ed operai di entrare all’interno dell’area sequestrata, per compiere opere di manutenzione sul software. La richiesta però viene presentata senza riguardo ai termini di scadenza, sicché gli avvocati dei Comitati e delle associazioni ne chiedono l’inammissibilità. In seguito a questa richiesta, il presidente del CGA non solo decide di anticipare i tempi per l’udienza di merito (quella che dovrebbe essere definitiva..) fissandone il termine al prossimo 8 luglio, ma rigetta la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocatura dello Stato poiché secondo il CGA non ci sono i presupposti per sospendere gli effetti della sentenza del TAR.

Ma non è finita, ancora il Ministero della Difesa risponde, attraverso l’Avvocatura dello Stato, ricorrendo anche contro l’ordinanza di sequestro del procuratore Verzera, tale ricorso dovrebbe essere discusso, il prossimo lunedì 20, davanti al Tribunale del Riesame di Catania. Questo rincorrersi di procedure e di ricorsi da l‘esatta misura di quanto l’argomento sia estremamente scottante per le parti in gioco e di come stia accadendo, piuttosto di frequente, che qualcuna fra quelle parti si agiti eccessivamente, cercando di trovare ragioni dove non ve ne sono.

Era già successo e ne abbiamo parlato qui, come uno degli scienziati più autorevoli nella lotta contro il Muos, il prof Zucchetti del Politecnico di Torino, fosse preso di mira dalle “assenze istituzionali” della Regione Siciliana. Protagonista di una vicenda assurda che parla di incarico dato e poi negato, quindi, addirittura disconosciuto, di segnalazione fatta all’Istituto Superiore di Sanità dagli allora assessori Lo Bello (Territorio e ambiente) e Borsellino (Salute), durante la riunione del 21 marzo 2013, presso il Ministero della salute. A questa riunione cui parteciparono, lo ricordiamo, anche i Ministri della Salute e della Difesa ed il presidente dell’ISS, seguì l’istituzione da parte dello stesso Istituto di un tavolo tecnico che vide il prof. Zucchetti insieme con il dott. Mario Palermo, dirigente della stessa Regione ed il dott. Sansone Santamaria dell’Arpa Sicilia.
Ma non finisce qui, nella sua ultima “Memoria”, a colmare la misura, l’Avvocatura dello Stato fa uno strano gioco, combina un cocktail di incarichi dati ai due scienziati Zucchetti e Palermo, firmatari di una relazione finale sui lavori compiuti durante quel tavolo tecnico, ma dichiara che né il prof Zucchetti, né il dott. Palermo erano stati incaricati dalla Regione Siciliana. Quindi si lascia andare a delle affermazioni dubbie e prive del minimo gusto oltre che lontane dal vero, anni luce. Noi preferiamo non commentare quest’ultimo episodio, lasceremo che a farlo sia il Movimento No Muos Sicilia, in questo comunicato.

D.G. 17.3.15