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Muos rischio idrogeologico per il WWF

Il WWF siciliano denuncia da tempo l'alto rischio idrogeologico connesso con il Muos di Niscemi. Ma la Regione Sicilia fa orecchie da mercante.

di Daniela Giuffrida.

Resa pubblica una nota ufficiale del WWF , inviata lo scorso novembre 2018 a tutti gli Enti regionali preposti alla tutela del territorio. Ma come è ormai noto, la Regione Siciliana considera ostico l’argomento “” e preferisce tacere anziché dare risposte o pronunciarsi in maniera decisa, seguendo le indicazioni di esperti, studiosi, attivisti e semplici abitanti di .

Era il 5 novembre 2018 quando il Dott. Cirino Strano, davanti alla richiesta americana di intraprendere diversi lavori di “ristrutturazione” e di consolidamento all’interno della stazione satellitare NRTF di Niscemi, in qualità di referente regionale del WWF Sicilia per il MUOS, inviò a tutti gli Uffici regionali, competenti in materia di valorizzazione e tutela del territorio, una nota esplicativa di quali siano sempre stati e rimangano i problemi legati alla concessione di quelle autorizzazioni.

Il medico chirurgo vittoriese non è solo referente regionale del WWF Sicilia per il MUOS, è anche vicepresidente e consigliere scientifico dell’Ass. “Movimento No MUOS Sicilia” oltre che membro della Commissione di esperti che relazionò al Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano sulle criticità riguardanti l’installazione statunitense di Niscemi, criticità non tenute in considerazione dal CGA che, al tempo, sovvertì inaspettatamente le decisioni adottate in primo grado dal TAR Palermo.

La nota in cui il WWF Sicilia contesta tutti gli interventi richiesti – non sono conformi alla normativa della Regione Siciliana e non rispettano le Direttive Europee SIC di tutela ambientale – fu inviata agli inizi dello scorso novembre dal Dott. Strano al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, agli assessori al Territorio e all’Ambiente, a quello regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, e poi all’Assessore alle Risorse Agricole, al Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, all’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Urbanistica ma anche al Comando del Corpo Forestale e ai dirigenti dell’Ufficio Speciale Valorizzazione del Territorio. Dopo oltre otto mesi da quel 5 novembre, il Dott. Strano – e con lui il WWF Sicilia – non ha ricevuto alcuna risposta da parte delle istituzioni interpellate. 

Dott. Rino Strano

Di seguito il testo integrale del comunicato.

WWF – MUOS A RISCHIO IDROGEOLOGICO

È in aumento la preoccupazione a Niscemi non solo per la ingombrante presenza del MUOS, nonostante le inquietanti rassicurazioni provenienti da ambienti vicini al potere politico, ma anche per il silenzio pressoché totale delle istituzioni.

Non si è avuta alcuna notizia delle nuove centraline per la misurazione dei CEM, che erano state promesse in campagna elettorale. Nessuna notizia neanche dei promessi studi epidemiologici sulla prevalenza dei tumori in questo territorio tanto martoriato dall’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne del sistema UFO-NRTF della base Ulmo e dal MUOS. Lo stesso dicasi per una fantomatica Commissione Permanente, promessa sempre in campagna elettorale e mai istituita.

In tutto questo assordante silenzio istituzionale veniamo a sapere, invece, che al posto di porre in essere tali azioni di prevenzione, verrebbero autorizzati dei lavori di ristrutturazione del campo che ospita il MUOS. Ma come è possibile che i lavori di costruzione delle parabole completati di recente rendano necessari già ulteriori interventi perché le strade stanno cedendo alle intemperie per il dilavamento delle piogge e la terra da riporto che copre i fianchi della collina spianata sta scivolando giù a valle?

Come è possibile che tali lavori vengano autorizzati senza  nessun coinvolgimento di cittadini e associazioni, trincerandosi dietro il freddo muro della procedura burocratica, con una blanda e grigia conferenza di servizio, avvenuta sottotraccia e in sordina, guardandosi bene dal lasciar trapelare all’esterno luogo, data e orario di tale riunione, non consentendoci di partecipare, anche se, così hanno detto, “le carte sono tutte a posto”.

I lavori in oggetto riguarderebbero interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione, con demolizione e ricostruzione delle strutture esistenti all’interno della base di contrada Ulmo. Dagli elaborati non si evincerebbe che tali preesistenze siano legittime, visto che il MUOS è stato dichiarato “Opera Abusiva all’interno della fascia A, cioè di massima tutela e di assoluta inedificabilità della R.N.O. Sughereta di Niscemi”. Inoltre i lavori prevederebbero la sostituzione di due strutture già esistenti in prefabbricato con altre strutture di dimensioni maggiori.

Il regolamento della riserva vieta tassativamente la demolizione e ricostruzione di manufatti anche prefabbricati con l’eccezione e deroga solo per manufatti in precarie condizioni (il che non è nel nostro caso) e solamente mantenendo la stessa cubatura. Infine, gli interventi di consolidamento della scarpata terrazzata, ricavata con terra da riporto proveniente dal devastante spianamento della collina che ospita le parabole, prevederebbero la costruzione di opere in cemento armato volte a fermare lo scivolamento a valle della collina.

L’incidenza di impatto ambientale causato dall’uso di materiali non ecocompatibili e l’uso di grandi mezzi meccanici è enorme perché i lavori presuppongono l’introduzione di prodotti incompatibili con la riserva e l’uso di ruspe, betoniere e altri grandi automezzi all’interno della base che produrrebbero grande contaminazione dei terreni, inquinamento acustico e ammorbamento dell’aria per i gas combusti prodotti dagli automezzi. Questi lavori sono la dimostrazione che la collina spianata e sventrata dalla costruzione delle parabole su cui sorge il MUOS non è geologicamente stabile come obbligatoriamente dovrebbe essere una struttura strategica di cotanta importanza mondiale.

Considerazioni aggravate dalla realtà che il MUOS sorge in un territorio con assetto idrogeologico instabile e ad alto rischio sismico, così come risulta dalle mappe in possesso alla Regione Siciliana prodotto dall’Isituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia. Se così non fosse ci si chiede:

1)Dove sono le mappe georadar del sottosuolo dove sorge il MUOS che possano dichiarare la solidità del terreno su cui è stato costruito?

2)Dove sono gli studi di antisismicità delle costruzioni in cemento armato che sorreggono le enormi parabole del MUOS?

Per tutti questi motivi e non solo, i lavori di ristrutturazione preventivati non possono essere realizzati perché in contrasto sia con la Legge Regionale n.14/88 che ha istituito la riserva, sia con le leggi europee di tutela ambientale.

Infatti la riserva è pure un sito SIC “Sughereta di Niscemi – codice ITA05007 della Rete Europea Natura 2000” per cui i lavori violano le norme di diritto comunitario ed esattamente l’art. 6, comma 3 e 4, della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica. La biocenosi della sughereta sarà quindi devastata dagli interventi provocati dall’uomo.

Il WWF contesta, sul metodo, la modalità dell’esame dei progetti durante la procedura della conferenza di servizi.

Contestiamo tutti gli interventi previsti, visto che non sono conformi alla normativa della Regione Siciliana e non rispettano le Direttive Europee SIC di tutela ambientale.

Come fa una struttura strategica, come dicono sia il MUOS, ad essere destinata alla sicurezza mondiale se non è sicura neanche per se stessa?

Auspichiamo un autorevole intervento della Regione Siciliana sull’iter dell’approvazione di questi lavori di ristrutturazione del MUOS di Niscemi al fine di scongiurare l’ennesimo esercizio di violazione delle leggi.”

Vittoria, 5 Novembre 2018

(D.G. 21.07.19)