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NO al Carbone. Agli attivisti sotto processo chiesti 4 milioni di euro

Il consolidato metodo della richiesta di risarcimenti astronomici atta a tacitare i movimenti d'opposizione colpisce anche i No Carbone.

di Leonardo Capella

Il consolidato metodo della richiesta di risarcimenti astronomici atta a tacitare i movimenti che si oppongono alle opere devastanti per l’ambiente e nocive per la salute ha colpito questa volta quattro attivisti del Coordinamento Associazioni Area Grecanica.

La società SEI S.p.A. (Saline Energie Ioniche, controllata della svizzera Repower), proponente del progetto per la realizzazione di una centrale termoelettrica a carbone da 1320 MWe e relative opere connesse in di Montebello Jonico (RC), ha citato in giudizio i quattro attivisti per presunto danno d’immagine in relazione a delle vignette da loro diffuse. Per la SEI S.p.A. questo danno è quantificabile in 4 milioni di euro.

Il No al carbone è pressoché unanime sul territorio locale ovvero 78 associazioni e dieci partiti hanno espresso la loro contrarietà. Mentre tutti sottolineano la pericolosità per la salute pubblica (la letteratura scientifica evidenzia un aumento di tumori) e l’ambiente della tecnologia legata al carbone il Ministero dell’Ambiente avvalla, dando l’autorizzazione  alla Valutazione di Impatto Ambientale, questa scelta. In merito al legame fra centrali a carbone e salute pubblica giova riportare le conclusioni pubblicate su “Progetto ambiente e tumori” (giugno 2011 – Associazione Italiana Oncologia Medica) dal Dott. Paolo Franceschi dell’Ospedale San Paolo di Savona: 

“Le centrali a carbone, nelle aree in cui sorgono, causano un’alta percentuale di inquinanti rispetto alle altre fonti di inquinamento. I territori nei quali sono insediate centrali a carbone pre- sentano elevati livelli di inquinamento ambientale, rilevati mediante le metodiche di biodiversità e di bioindicazione lichenica.

Gli studi condotti sulle popolazioni residenti nei pressi di centrali a carbone hanno dimostrato un aumento dell’incidenza di tumori di laringe, polmoni e vescica. Gli studi di stima di impatto ambientale dimostrano uno stretto rapporto fra livelli di emissioni, numero di persone esposte e danni sanitari, compreso il cancro.

Sono inoltre segnalati aumenti dell’incidenza di cancro della cute non melanoma e di cancro dello stomaco.”

I cittadini e le associazioni del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica, nato nell’agosto del 2007 in seguito alla diffusione della notizia relativa alla costruzione di una centrale a carbone da realizzarsi nell’area della ex Liquichimica a Saline, non si oppongono dunque al progetto per il famigerato effetto NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) ma per una più che giustificata preoccupazione sulla salute.

L.C. 2.10.14