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No Muos. Installazione della terza parabola

No Muosdi Daniela Giuffrida

Dopo settimane di calma solo apparente, visto che i lavori non si sono mai fermati, due giorni fa all'interno della base NRTF di Niscemi è stata posizionatala la prima delle tre parabole del MUOS, su una delle tre torrette già pronte da mesi.

Questa mattina è stato il turno della seconda. Tutto lascia presagire che anche la terza parabola verrà posizionata nelle prossime ore e dopo il collaudo il "Muos…tro" verrà “acceso; il circuito sarà chiuso e l’intero sistema di controllo e di guerra  sarà pronto per l’utilizzo su tutto il pianeta.

Parliamo del M.U.O.S., il “Mobile User Objective System” il sistema di trasmissioni satellitari che gli Stati Uniti stanno ultimando, in queste ore, all’interno della base NRTF di c.da Ulmo a , nel cuore della più antica sughereta d’Europa – sito protetto dalla stessa CE- in violazione delle più banali regole civili e nella totale mancanza di rispetto verso la “sovranità popolare” di un’ intera regione.

Le radiazioni delle tre parabole si aggiungeranno a quelle delle 44 antenne del sistema U.F.O. , site all’interno della stessa base americana che da 22 anni massacrano la salute della popolazione di Niscemi e dei centri limitrofi, il tutto all’ombra delle ciminiere e degli impianti del petrolchimico di Gela. Un territorio “minato” già in partenza su cui due delle tre parabole del Muos già da oggi stanno facendo bella mostra di sé. Visivamente poco impattanti per via dei colori utilizzati nel “rispetto” (per usare un eufemismo) dell’ambiente circostante: sfumature dell’ argilla rivestono le torrette e un azzurro cielo è stato usato per gli elementi basculanti e le parabole.

Il M.U.O.S., lo ricordiamo, è anche un arma da guerra, serve al controllo di tutta l’area che si spinge dal Mediterraneo fino all’Oceano Indiano e da Niscemi gli Stati Uniti potranno controllare i movimenti di tutte le forze armate di quei paesi che occupano quella fascia. Una volta operativo  il M.U.O.S. di Niscemi, attraverso tutte e quattro le installazioni (Virginia, Hawaii e Australia), consentirà il controllo statunitense su tutto il pianeta. Le lotte, le manifestazioni e tutto ciò che in questi due anni ha caratterizzato la “guerra” al MUOS di Niscemi non sono però finite e mentre oggi pomeriggio due attivisti del Coordinamento Regionale si sono incatenati , in segno di protesta, al cancello d’ingresso della base, si attendono per il 27 Marzo p.v. le sentenze del Tar Sicilia riguardo ai due ricorsi presentati dai Comitati .

Di seguito il Comunicato ufficiale lanciato questa mattina dal Movimento No Muos Sicilia:

L’innalzamento della seconda e della terza parabola della stazione MUOS di Niscemi avviene nel più assoluto silenzio e disinteresse da parte delle istituzioni locali e di quegli amministratori che hanno speso sulla vicenda solo  parole e mai compiuto atti incisivi, . Nonostante in più occasioni sia stato denunciato il palese e colpevole travisamento del contenuto e delle conclusioni della relazione dell’Istituto Superiore di Sanità, nonostante eminenti studiosi – tra cui lo stesso verificatore del TAR Sicilia – abbiano contestato sia il metodo scientifico usato, che la validità del monitoraggio eseguito da ISPRA, nonostante ancora il monitoraggio di ARPA Sicilia legittimi più di un sospetto di irregolarità commesse dai tecnici dell’ISPRA stessa, ebbene il Presidente della Regione, ignorato il parere dei tecnici nominati dalla sua stessa Giunta, ha dato il via libera ai lavori, tradendo la sua promessa elettorale con una vergognosa marcia indietro e sfuggendo al confronto con gli attivisti e la gente di Niscemi. ci ha lasciato soli, gli amministratori locali ci hanno lasciato soli. Dov’è il Coordinamento dei Sindaci, che a più riprese ha promesso impegno e sostegno alle nostre iniziative, a cominciare da quelle legali, e che sono stati invitati a mezzo fax in più occasioni? Dopo un primo incontro ad Acate, ha avuto nuovamente la meglio il vecchio vizio del disimpegno. Che fine ha fatto il Consiglio Comunale di Mirabella Imbaccari, la cui presidente, vantando un lungo passato di lotta contro il MUOS (!), aveva promesso un nuovo incontro per la metà di ottobre 2013? I Sindaci avevano promesso di mettere in contatto i propri uffici legali con i nostri avvocati ma, ad oggi, nulla è successo. In questo quadro avvilente, chiediamo all’Amministrazione niscemese un sussulto di dignità e coraggio: smetta di accodarsi e si faccia, finalmente, promotrice di nuove e più incisive azioni di contrasto alla messa in funzione del sistema militare. Il sindaco organizzi subito un dibattito pubblico, nel quale la Giunta Regionale chiarisca “pubblicamente”, ai siciliani tutti, i motivi tecnici e politici delle proprie decisioni in merito al MUOS.