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No Muos. Vattimo “all’ombra delle antenne in fiore”

di Daniela Giuffrida 1898134_10202497230488016_1341453731_n

Una locandina apparsa su un net work come dal nulla, qualche giorno fa, parla chiaro: “Organizzato dal locale Liceo scientifico Leonardo Da Vinci, il 10 febbraio, il filosofo Gianni Vattimo incontrerà gli studenti dello stesso istituto”. L’evento è davvero importante per lasciarselo sfuggire.

Contatto il Sindaco, col quale ormai esiste un rapporto di stima e di simpatia reciproca e chiedo “Francesco, scusa, cos’è questa cosa di Vattimo?” Il Sindaco, cordiale come sempre, mi conferma la presenza del filosofo, voluta dal liceo scientifico e avallata dal gruppo IDV locale e, confidenza per confidenza, “Non è stato preannunciato, ma Massimo Zucchetti accompagnerà Gianni Vattimo in questa breve visita.”

Non mi sembra vero: due interviste al “costo” di una, a due rappresentanti così importanti nel campo del “pensiero” filosofico e scientifico , meritano assolutamente che li raggiunga.

Mi offro di accompagnarli, vengo da Catania e Fontanarossa si trova sulla mia strada.

È lunga la strada per , arriviamo in città che è già ora di cena, una passeggiata per le vie del centro ed una visita al Belvedere che dà sulla piana di Gela sono obbligatorie. Una discreta luna illumina la scena e laggiù, verso sud, le tetre luci del petrolchimico ci ricordano esattamente “dove” ci troviamo.

Vola in fretta la notte e, all’alba, un sole primaverile e uno straordinario profumo 1229875_10202497271569043_1929704056_ndi mimose ci fanno per un attimo dimenticare di trovarci “all’ombra delle antenne in fiore”. Ma è solo per un attimo, la presenza della “LF”,  l’antennone alto oltre 140 metri che tiene il collegamento con tutti i sommergibili di mezzo pianeta, la fa’ da padrone.. ci rechiamo al centro sociale, i ragazzi aspettano.

Il centro socio-culturale Totò Liardo di Niscemi, è gremito di giovani delle classi quarte e quinte dei due licei locali ed altri giovani arrivano dal liceo classico di Gela. E’ straordinaria la loro partecipazione “attiva” e le domande “scritte”, fioccano sul tavolo dove i due ospiti, il coordinatore dei lavori (prof. Buccheri) il preside del liceo (prof. Cannizzo), il contatto IDV (Consigliere Rizzo) e il sindaco siedono.

Domande interessanti, si parla di filosofia del “pensiero debole”, di quella filosofia che ha reso noto Vattimo in molti paesi. È una filosofia che pensa alla storia dell’emancipazione umana come a una progressiva riduzione della violenza e soprattutto al superamento dei dogmatismi che sono alla base delle stratificazioni sociali.

La sua volontà a battersi contro quei luoghi comuni che alimentano ogni sorta di limitazione (violenze ed ingiustizie sociali) per l’uomo, traspaiono in ogni sua parola e nell’esternazione di ogni suo pensiero, ascoltarlo parlare diventa un piacere, oltre che uno stimolo ad attenzionare ogni piega del suo dire. Anche l’impegno politico e sociale del prof torinese si evince dalle sue parole.

1624245_10202500667853948_17866225_nÈ un “-deputato” Gianni Vattimo, e da -deputato è stato membro titolare della Commissione per la cultura, la gioventù, l’istruzione, i mezzi di informazione e lo sport. Ha partecipato ai lavori della Commissione  per i diritti e le libertà dei cittadini ed a tante, tantissime altre attività del Parlamento Europeo.

Scorre in fretta la mattinata e il pranzo segna il passaggio di consegne fra il filosofo Vattimo e lo scienziato Zucchetti, mentre gli impegni dei due prof, si accavallano e si snocciolano come in uno strano “rosario”: ore 14.30 passeggiata alle parabole del M.U.O.S., 16.30 visita alla sede del Coordinamento Regionale e dei Comitati No , ore 18.00 ancora il centro socio-culturale “Totò Liardo dove avviene l’incontro con le altre due realtà del popolo No : il Comitato delle “Mamme No ” e gli attivisti dell’associazione Movimento No Sicilia.

Che dire dei due “pensieri” che hanno attraversato e visitato Niscemi…

Quello scientifico di Massimo Zucchetti ha, come sempre, interessato e coinvolto tutti i presenti alle attività del pomeriggio ed ha trovato un attento e curioso osservatore nello stesso “filosofo” che non ha mancato, nel corso dell’intera giornata, di far sentire il suo bisogno di conoscenza dei problemi legati alla vita della città nissena e di tutto il comprensorio. Vattimo è sembrato davvero “patire” alla vista delle antenne e delle parabole del Muos, ha notato il contrasto delle stesse col paesaggio intorno, l’assenza di segnali di vita ed il silenzio irreale che sembra regnare sovrano intorno alla base americana.

Anche il pensiero filosofico di Gianni Vattimo, ha preso tutti, anche quando si è soffermato sulla “ trasparente” e lo stesso filosofo ha mostrato chiaramente la sua “simpatia” per l’esplosione della comunicazione e della multimedialità che, dal dopoguerra in poi, ha travolto la nostra che lui definisce “post-moderna”.

Ora che Dio è morto – ama ripetere Gianni Vattimo – vogliamo che vivano molti dèi. Vogliamo poterci muovere liberamente, ma senza alcuna rotondità classica, tra molti canoni, tra molti stili – di abbigliamento, di vita, di arte, di etica – vivendo come un autentico dovere etico e religioso la “Thlipsis” , il tormento della molteplicità”.

Il tormento della molteplicità, la libertà di epressione, di pensiero e quant’altro, ci riportano in mente, inevitabilmente, una “libertà” negata ad una popolazione intera, quella di poter decidere del proprio futuro, quel diritto alla propria popolare che per i “signori dei piani alti del potere” merita di essere frustrata, derisa e piegata dall’invasore di turno.