No Muos. Violata nella notte la base NRTF-8. Sette attivisti sulle antenne

Violate le recinzioni della base NRTF-8 di contrada Ulmo a Niscemi. Sette attivisti salgono sulle antenne con uno striscione contro il Muos, gli F35 e la violenza su Gaza.

di Daniela Giuffrida

Se qualcuno credeva di averli spaventati o fermati, soltanto devastando il loro presidio o vietando l’ingresso nel niscemese a 29 di loro, si sbagliava di grosso, ieri sera, 7 agosto, intorno alle 22.00,  un gruppo di attivisti ,  si è arrampicato sulle stesse antenne che il 9 agosto di un anno fa li avevano visti protagonisti della prima “violazione” di una base militare statunitense, nella storia della U.S. Navy.

La base americana, che da vent’anni ospita 44 antenne radiotrasmittenti, e che ha visto di recente anche l’ultimazione dei lavori di installazione delle tre parabole del Muos, ancora al centro  dell’attenzione, dunque,  a soli due giorni dalla grande manifestazione nazionale radunerà a Niscemi  attivisti, provenienti da tutte le parti della e d’Italia, insieme con  artisti, istituzioni, sindacati, partiti politici, intellettuali, scienziati, associazioni e cittadini comuni, così come dichiarano in un comunicato ufficiale i Comitati del Coordinamento Regionale.

Gli attivisti, hanno portato con loro, sulle antenne, uno striscione che grida la loro denuncia contro il Muos, ma anche contro l’acquisto degli F35 e non ultimo, esprimono piena solidarietà con il popolo palestinese e  con quanto sta accadendo nella striscia di Gaza.

Non conosciamo l’identità dei sette attivisti, ma conosciamo il contenuto di un loro comunicato, lo riportiamo di seguito.

QUESTA VOLTA VOGLIAMO TUTTO IL DIRITTO DI VIVERE IN PACE

Dall’alto di queste antenne contempliamo la bellezza della sughereta, dell’alba e del tramonto, la luna e l’abbondanza della natura. La vista delle parabole, delle antenne e l’aridità della base ci fa percepire tutta la bruttezza della guerra. Si tratta di strumenti orribili che servono a uccidere, bombardare, creare sofferenza, mutilazione, paura, morte.

Noi oggi decidiamo di restare a oltranza, su queste antenne diaboliche e maligne, perchè vogliamo liberare il pianeta, la Sicilia, la sughereta da un pezzo importante di questo incubo. Amiamo la libertà, ma siamo disposti ad affrontare l’orrore del carcere pur di ottenere una vera liberazione dalla logica e dalla logistica della guerra. Soprattutto questa volta siamo determinati a ottenere tutto.

1. Lo smantellamento della base e la sua riconversione in centro internazionale per l’accoglienza, la solidarietà e la pace.

2. Il trasferimento del denaro per gli F-35 per progetti sociali ed ecologici elaborati dal basso.

3. La fine della collaborazione militare e commerciale con Israele, da poco condannato per violazione dei diritti umani, fino a quando si arrivi a una soluzione giusta e condivisa tra Israele e Palestina. Il bloccco delle vendite di aerei e armi da combattimento da parte delle nostre fabbriche a tutti i paesi violatori di diritti umani.

4. La conversione del denaro e degli sforzi militari e polizieschi (Marenostrum, Cie, Cara) usati per solo per rinchiudere migranti e deportarli, creando e rendendo operativo da subito un piano di accoglienza solidale e diffuso che preveda il salvacondotto consolare europeo per i migranti che scappano da guerre e dittature, dando l’esempio agli altri paesi.

Questo è fare politica. Il Movimento No Muos crede in soluzioni pratiche, umane e solidali per il benessere collettivo e per la salute di madre terra (come la chiamano gli indigeni delle Americhe). Fino ad adesso il Parlamento, il Governo e la Presidenza della Repubblica hanno ignorato il problema della guerra e si sono rifiutati di interloquire con il Movimento. Noi oggi chiediamo un cambiamento e lo domandiamo a partire da richieste precise e concrete. Ai compagni e alle compagne, ad amici e parenti, a tutte le persone che amano la pace, la libertà e la terra domandiamo: vogliamo veramente mettercela tutta per fermare l’orrore e creare la bellezza?

Gaza brucia, bambini e grandi vivono e muoiono nella disperazione della guerra. Militari di tutto il mondo giocano e interpretano il ruolo dei boia perdendo l’umanità nelle loro divise. In solidarietà al popolo palestinese abbiamo colorato simbolicamente il nostro corpo di rosso.

Per liberarci dalla rassegnazione e ribellarci alla guerra, se lo vogliamo, il momento è ora, Il momento è qui: a Niscemi. Siamo qui a riprenderci la terra per terminare questo stupro fatto alla sughereta e rifertilizzarla con alberi e allegria. Ora è il momento di ottenere tutto. Ora vogliamo il diritto di vivere in pace.

Ai giudici e ai magistrati che vogliono veramente esercitare un’azione di giustizia, chiediamo di appoggiare quest’azione e tutte le azioni di liberazione della sughereta e della terra dalla guerra. Chiediamo di desistere dalla bieca applicazione di leggi lontane dal rendere giustizia nei confronti di popoli oppressi che vogliono una libertà vera.

D.G. 08.08.14