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No Tav – Alberto Perino nel mirino della Procura torinese

perinoQuesta mattina all'alba, Condove ha nuovamente visto la Sezione investigativa entrare nell'abitazione di Alberto Perino un No Tav di vecchia data. I funzionari si presentano con un mandato di perquisizione dei giudici Rinaudo e Padalino della Procura di Torino. Perino era stato da poco sentito in Procura come persona informata sui fatti relativi alla diffusione di dati “sensibili” delle ditte impegnate nei lavori del Tunnel geognostico della Maddalena.

Quando arriviamo nei pressi dell’abitazione di Alberto Perino  sono già presenti diversi funzionari e molti No Tav. Non c’è tensione. Nell’aria, la sfiducia è palpabile: rimane un atto contro chi è diventato per molti simbolo della lotta non violenta. Molti rispondono in piemontese:  “Sono qui a disturbare. Aveva ragione lui quando tempo fa diceva che ci avrebbero attaccato e sarebbe stato un autunno caldo“; “Ma come funziona? prima ti chiamano per chiederti e poi ti inquisiscono. Ma allora non andiamo più in quella procura, tanto fanno come vogliono“; “Ha fatto quello che abbiamo fatto tutti, solo che con lui si fanno gli articoloni sui giornali, siamo allo schifo più totale “.

Alberto Perino è indagato per istigazione a delinquere per aver divulgato sul web delle targhe di alcuni mezzi pesanti in transito sull’autostrada del Frejus: Se Alberto è un “istigatore a delinquere”, allora lo sono anch’io” qualcuno dice; “Quando se la prendono con il meno violento d’italia allora siamo sicuri di aver ragione” incalza un altro. Tutto sembra però tranquillo e la gente, su richiesta di Alberto, decide di lasciare casa sua; restano gli avvocati, e la Digos, che copia tutti i documenti presenti nei supporti informatici di Perino.

Il Comitato No Tav Susa-Mompantero ha quindi indetto per le 15.00 al presidio di San Giuliano (Susa) una conferenza stampa sulla raccolta firme contro la militarizzazione di Susa e della Valle e sul clima minaccioso e intimidatorio venutosi a creare in città. Clima esacerbato anche attraverso la recente affissione di volantini recanti minacce di morte da parte di anonimi  “Disoccupati della valle di Susa”.

A quelli lì nessuno fa le perquisizioni, a quelli lì che ci bruciano i presidi e ci bucano le gomme non li arrestano”  sbotta  qualcuno.

Il Movimento 5 Stelle ha inviato un comunicato:

Com.Stampa. SOLO ALCUNE INDAGINI SONO AD ALTA VELOCITA’

Stiamo assistendo ad indagini ad altissima velocità su ipotesi di reato tutte da verificare, rimangono invece su un binario morto quelle relative all’illegittimità del cantiere TAV di Chiomonte (TO).E’ proprio questa illegittimità che contribuisce, in maniera preponderante,  all’innalzamento della tensione in Valle di Susa.Più e più volte cittadini,  comitati, associazioni ed anche parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno segnalato con documenti e rilievi le discrepanze fra ciò che dice la legge e ciò che lo Stato compie in Clarea ma la Procura torinese indaga sempre ed unicamente su un fronte.La Magistratura è amministrata in nome del popolo, dice la Costituzione, evidentemente a Torino hanno sostituito il popolo con i potenti.Vogliamo un giustizia sì bendata/imparziale…ma non cieca!

Marco Scibona – senatore M5S – Laura Castelli – Ivan Della Valle – deputati M5S

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