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No Tav, arresti e perquisizioni

Binomio provvido quello tra No Tav e terrorismo. L'aria riecheggia ancora gli appelli dei giuristi che dal convegno di Bussoleno richiamano alla sobrietà la Procura di Torino, e ne chiedono l'equità ricordando ora come più volte ormai quanto parlare di terrorismo sia pericoloso e fuori luogo. La risposta non si fa attendere e di nuovo la ruota della Grande Inquisizione gira e si presenta sul limitare della notte per arresti e perquisizioni.

L’imputazione per i quattro arrestati a Torino è quella appunto di . L’imputazione è il 280 bis (attentato per finalità terroristiche o eversive) e si riferisce a una iniziativa in val Clarea nella notte tra il 13 ed il 14 maggio 2013.  sono avvenute a Torino e a Milano alle 5,30 del mattino.

Quella che sembrava essere un’operazione di sgombero contro l’Asilo Occupato di via Alessandria e l’occupazione abitativa di via Lanino a Porta Palazzo – con l’arrivo di parecchi blindati della Polizia, irruzione e perquisizione -, si è rivelata molto presto un’attività guidata dai Pm Padalino e Rinaudo, che porta in carcere Chiara, Mattia di Milano, mentre Nicolò si trova già agli arresti alle Vallette,  un mandato di cattura contro Claudio,  irreperibile.

La Questura di Torino rende noto che “Sono state, inoltre, eseguite perquisizioni a carico di soggetti militanti nell’area anarchica radicale, allo stato non indagati (3 perquisizioni rispettivamente nei comuni di Castellamonte (TO), Rueglio (TO) e Oglianico (TO), 5 perquisizioni a Torino, 2 a Milano ed una a Teramo)”.

M.B. 09.12.13