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No Tav. Processo per terrorismo. Importanti precisazioni e momenti di commozione in aula bunker

“Bombe molotov? Io preferisco chiamarle bottiglie incendiarie" non sono bombe, non sono armi. Il "mortaio" un'arma da guerra? "un tubo lanciatore di fuochi artificiali, nient’altro". Parola di consulente

di Gabriella Tittonel

È Stata un’importante udienza quella di ieri, giovedi 9 ottobre, nella vicenda del processo terrorismo, udienza che ha saputo fare chiarezza su alcuni aspetti finora non chiariti o meglio presentati in modo enfatico e quindi destinati ad essere non ben compresi.
Un processo iniziato con la deposizione della dottoressa Cristina Villa, dell’antiterrorismo di Milano. Teste che illustrando materiali rinvenuti e sequestrati nella perquisizione in casa di uno degli imputati cita anche l’opuscolo «Lavanda» e alcune annotazioni sul misterioso gruppo di Giacu.
Alla Villa è seguito il dottor Petronzi, che ha relazionato sull’attività di rilevazione svolta al cantiere in concomitanza coi fatti del 14 giugno 2013.

Ma le novità sono venute dall’ascolto dei due consulenti della difesa, Maurizio Abbà, geometra di Susa e Luca Soldati, consulente tecnico in armi, munizioni, esplosivi, iscritto all’Albo Periti di Milano.
“Ho notato discrepanze , facendo il rilevo topografico in dettaglio della zona, questo il 20 maggio, con quello realizzato dalla Polizia. Mi sono avvalso anche del materiale fotografico e video prodotto… Ho notato lo spostamento dell’impalcatura del tubo di aereazione, ho verificato le varie distanze tra i punti di lancio e i punti di ritrovamento dei reperti” – così ha sottolineato Abbà. Le sue osservazioni saranno certamente preziose per verificare i fatti.
“Bombe molotov? Io preferisco chiamarle bottiglie incendiarie… la definizione ‘bomba’ indica  manufatto in metallo che contiene materiale esplosivo… la bottiglia incendiaria contiene normalmente benzina, le sue potenzialità sono quelle di un liquido infiammabile, sono quindi manufatti a combustione semplice… altri sono gli esplosivi, deflagranti e detonanti, sono questi capaci di creare energie distruttive…. La combustione semplice non rientra  nella categoria degli esplosivi… Fa parte di un sistema ideato per fermare i carri armati, nel 1936, nella guerra di Spagna, utilizzato poi nelle manifestazioni di piazza degli anni ’70… ma non è un’arma, nessuna Forza armata ha mai adottato le bottiglie incendiarie, non può essere catalogata come arma di guerra… per quanto riguarda il mortaio qui non si tratta di arma da guerra ma di tubo lanciatore di fuochi artificiali, nient’altro…. Un tubo fissato nel terreno, interrato per i due terzi, questi oggetti in realtà sono di libera vendita, non sono armi ed è impossibile utilizzarli come strumenti lanciatori per bottiglie incendiarie…

A termine udienza è stata bocciata la richiesta, da parte dei PM, di presentare ulteriori documenti, tra i quali una consulenza della Bocconi di Milano.

Tra le note a fianco dell’udienza l’eliminazione tra le proteste del pubblico dei tanti cartelli incollati sui vetri separatori in aula tra la Corte ed il pubblico, cartelli posti per esprimere vicinanza e gioia a Chiara Zenobi, neo sposa dal giorno precedente. Una giovane donna gioiosa, nonostante tutto, alla quale è giunto l’augurio di tutto il movimento attraverso un bouquet da sposa: tante rose rosa, un nastro con su scritto “Auguri resistenti Non Tav – fino all’ultima battaglia, fino all’ultima bottiglia”. (bottiglia, a scanso di equivoci,  del neo nato gruppo NPA – Nucleo pintoni attivi)… A consegnarglielo, a fine udienza, dall’avvocato Novaro.

Ora il processo riprenderà il 6 novembre, seguiranno il 14 ed il 26. Il 17 dicembre, ad un anno dalla carcerazione dei quattro imputati, è prevista la sentenza. Una sentenza in cui l’accusa vorrebbe vedere considerati anche i danni di immagine…

G.B. 10.10.14