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No Tav. Processo per terrorismo

No Tav. Processo per terrorismo No Tav. Processo per terrorismo

Aria fredda. Grande dispiegamento di forze all’Aula bunker dove verrà letta oggi la sentenza per i quattro attivisti – Claudio Alberto, Nicolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi – in carcere da luglio con l’accusa di terrorismo. Un processo storico, che affianca il maxiprocesso ai 53 indagati, se non per la quantità, per la qualità delle accuse iperboliche che hanno portato i Pm a chiedere 9 anni e 6 mesi di carcere per i fatti della notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, in cui venne condotta un’azione contro il cantiere di Chiomonte dell’alta velocità e venne distrutto un compressore.

Ore 12,00.  L’ansia si è sciolta. La sentenza è di 3 anni e 6 mesi, 5000 euro ciascuno di ammenda, più 6350 euro in solido per le spese processuali. Non sono state accolte le istanze né di Ltf né dei sindacati. Ora la sentenza  ha 90 giorni per essere depositata e tenendo conto che 1 anno e oltre di reclusione è già stato scontato dai 4, si dovrà trovare la formula (per esempio gli arresti domiciliari) con la quale sarà possibile farli uscire al più presto.

Ore 11,45. Assolti per il capo a e il capo b dell’accusa: Attentato per finalità terroristiche e detenzioni di armi. Condannati a 3 anni e 6 mesi e 6000 euro di spese

Ore 11,39. Entra la Corte.

Ore 11,20. I ragazzi sono stati fatti uscire dall’aula. Fanno entrare molto lentamente il pubblico, e con esso i familiari. C’è molta trepidazione e attesa. ormai manca poco. I quattro ragazzi verranno fatti rientrare per la lettura della sentenza.

Ore 9,30. Il dispiegamento di forze è ingente, in tutti i sensi. Molta la Digos, ma molti i giornalisti delle grandi occasioni. Fuori qualche centinaio di No , a sostegno dei quattro ragazzi imputati. Fuori. Perché, anche se l’aula conterrebbe 60 uditori tra il pubblico, il pubblico ha preferito lasciarla vuota. La sua sola presenza avrebbe causato la permanenza dei quattro non in aula, al caldo, ma in celle fredde in separata sede. Così, la gente ha preferito evitare di prestare il fianco a inutili successive repressioni ai danni dei quattro, lasciando che fossero loro a godersi un minimo di agio nell’attesa.

Sostituito all’ultimo minuto un giudice popolare, il ritiro in camera di consiglio è avvenuto attorno alle 9,30, e si pensa che l’attesa della sentenza si protrarrà almeno fino alle 11,30.

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