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Nonviolenza e informazione

Al quarto incontro sulle potenzialità dell'azione nonviolenta si è discusso di informazione, controinformazione, di rapporto tra giornalisti e Potere, di ruolo attivo dei cittadini nell'interazione con i propri media.

di Fabrizio Salmoni

Come sarebbe andata al Vernetto, in quei giorni di febbraio 2012, se invece di trenta-quaranta persone si fossero seduti sull’autostrada per bloccarla due-trecento persone? La mia risposta personale è che sarebbe andata più o meno nello stesso modo con un’aggiunta di gas e bastonate per tutti ma cosi non sembrano pensare quei valsusini che hanno dato vita a partire da Settembre a una serie di seminari improntati alla riflessione sull’utilizzo in prospettiva delle forme di lotta nonviolenta sotto il titolo Resistenza per tutti- Corsi di lotta popolare nonviolenta.

Sabato 10 Gennaio a San Didero si è tenuto l’ultimo appuntamento del programma, dedicato all’ e all’uso che se ne deve fare per contrastare quella delle maggiori testate  giornalistiche che sostengono la realizzazione della Torino-Lione.

Hanno dato il loro contributo alla discussione i redattori del TG Vallesusa in qualità di protagonisti della valsusina. Era presente il consigliere di Città Metropolitana Dimitri de Vita (M5S).

Si sono affrontati i temi del linguaggio, della manipolazione e del rapporto stretto tra giornalisti, politica e Potere. Si è discusso di militante, degli strumenti tecnologici della professione giornalistica ma anche di ruolo attivo degli utenti. Per una comunità in lotta – si è sottolineato nelle conclusioni – è importante stringersi intorno ai media che si ritiene condividano identità e valori, fare corpo unico per facilitare lo scambio e l’afflusso delle informazioni.

“Il bilancio dei seminari – dice Luigi Robaldo di Rubiana, coordinatore del programma – è positivo ma quello che è più importante è che si siano stimolate nuove idee da mettere eventualmente in pratica”.

Se ne avrà seguito con iniziative collegate ai tanti eventi culturali che pullulano in Valle in ogni momento dell’anno ma quello che verrebbe reputato un vero successo sarebbe la definizione di un’area omogenea che portasse la propria voce con proprie proposte nelle sedi in cui si decidono collettivamente le azioni di resistenza. Senza naturalmente fare sconti alla controparte sulla determinazione dell’opposizione alla Grande Opera. E per smentire nei fatti chi pensa che la sia innocua e inefficace.

F.S. 11.1.2015