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Nuovo accordo per una VIS alla Maddalena

VIS, valutazione di impatto sanitario, dopo l'ARPA si fa avanti anche un altro ente, stesse polveri, nuovi occhi a ragionare sui dati. Sperando che ci siano tutti.

CANTIERE DELLA MADDALENA Scava la talpa GEA

di Report

Siglata una convenzione tra TELT, Tunnel Euralpin Lyon Turin, e il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e pediatriche dell’Università degli Studi di Torino per la realizzazione di uno studio di Valutazione di Impatto sulla Salute () relativo ai lavori del cantiere di Chiomonte. Un gruppo di lavoro con  capo il Prof. Enrico Pira, ordinario di medicina del lavoro, analizzeranno l’impatto sulla salute della popolazione del territorio.

Un incontro in cantiere ha siglato l’accordo, c’erano i sindaci dei due comuni interessati dal cantiere,  Silvano Ollivier, Sindaco di Chiomonte che ha preso il passo a Renzo Pinard il primo cittadino che ha dato via all’opera nel suo territorio, e Enzo Paini, Sindaco di Giaglione che fino a qualche tempo fa aveva declinato tutti gli inviti.

Il tema dal titolo “Sicurezza e Salute di maestranze e Forze dell’Ordine impegnate nel Sito di Interesse Strategico Nazionale” da la misura dell’impegno e anche a chi è rivolto, fanno segnare la loro presenza in cantiere ovviamente il Prof. Enrico Pira di UniTo, del Responsabile Dipartimento Tematico Geologia e Dissesto ARPA Piemonte, Paola Balocco, referente di ASL/SpreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), Barbara Galla, Coordinatrice della Sicurezza del cantiere, e il Direttore Generale di TELT, Mario Virano (anche commissario speciale alla Torino-Lione).

Un incontro che tiene anche conto dei valori ante operam che però nessuno sa quali siano e a quale data, tant’è che delle contestazioni al Cipe, l’ultima è del gennaio 2015. La collaborazione è iniziata a febbraio e durerà fino al termine dei lavori, le rilevazioni saranno svolte presso le strutture del Dipartimento, presso il cantiere della Maddalena e nei comuni di Chiomonte, Giaglione, Exilles, Gravere e Susa, come quelli fino ad ora svolta da ARPA e contestati dai siti No come dati mancanti e addirittura alle volte con sforamenti che vanno ben oltre il livello massimo consentito per legge. Vengono quindi demandate anche all’Istituto le relazioni periodiche sullo stato di avanzamento dei lavori e sui risultati parziali raggiunti e la relazione finale. I No sperano che almeno questa volta “i dati non vengano presi dalla ditta lavorante, mandati ad Arpa e poi mandati appunto al Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica, nuovamente il controllato che fornirebbe i dati al conmtrollore, e il ‘sistema’ va avanti”.

V.R. 26.3.15