Ogm: il nuovo Regolamento Ue rende liberi gli Stati di scegliere

Nuovo Regolamento Ue sugli Ogm. Gli Stati decidano in proprio.

di Leonardo Capella

Dal Consiglio della Ue arriva una nuova regola che consente agli Stati membri di legiferare autonomamente in relazione alla coltivazione di Ogm (organismi geneticamente modificati ). L’entrata in vigore è prevista già per marzo 2015 se vengono rispettati i tempi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea.

Janis Duklavs, il ministro dell’agricoltura della Lettonia, commentando le nuove regole ha dichiarato che  “daranno agli Stati membri la libertà di scelta: possono decidere se vogliono che colture geneticamente modificate vengano coltivate sul proprio territorio oppure no”.

Applicando la nuova norma un singolo Paese potrà chiedere di limitare o vietare la coltivazione anche di un singolo Ogm. Questa limitazione o divieto può avvenire, debitamente motivata, sia durante l’iter autorizzativo che successivamente. Queste motivazioni possono essere “legate a obiettivi di politiche ambientali o agricole, oppure alla pianificazione urbana e del Paese, uso del suolo, impatto socio-economico, politiche pubbliche o di co-esistenza”.

La precedente normativa limitava le possibilità di limitare o di vietare solo temporaneamente l’uso di un Ogm ai soli casi d’emergenza o in sopraggiunte nuove prove relative al rischio di questo organismo geneticamente modificato per la salute umana o per l’ambiente.

Un altra novità introdotta riguarda la preoccupazione e l’attenzione che gli Stati membri nei quali gli Ogm sono coltivati devono mettere al fine di evitare contaminazioni dei terreni dei vicini dove gli stessi Ogm sono vietati.

Resta sempre nelle facoltà degli Stati membri di tornare sui propri passi e riammettere alla coltivazione un Ogm sul proprio territorio.

L’europarlamentare Monica Frassoni (co-presidente dei Verdi Europei) commenta la nuova normativa con queste parole: “La ri-nazionalizzazione delle decisioni è una facile scorciatoia, rispetto all’impossibilità di trovare una soluzione tra la dura opposizione agli OGM di almeno 19 stati membri e la determinazione, in particolare di Commissione UE, Spagna e Regno Unito, a mantenere l’impossibilità di un’Europa OGM-free. Questa nuova normativa lascerà aperta la strada per la coltivazione degli OGM in Europa, non risolvendo la questione del necessario miglioramento della procedura UE di autorizzazione, pur se in tutti i paesi la stragrande maggioranza dei cittadini sono contrari agli OGM. È certo positivo che ai paesi che si oppongono agli OGM sia stato data la possibilità di dire No, ma manca la garanzia assoluta di una solida base legale che ne garantisca l’attuazione e la non attaccabilità davanti ai tribunali dell’WTO ”.

L.C. 02.03.2015