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Olimpiadi Torino 2006, la grande opera.

Ora che i costruttori ci hanno lucrato, per la Regione è di colpo naturale ammettere che "è ovvio che per i primi anni i bilanci saranno in deficit come è capitato a tutte le Fondazioni analoghe nate negli altri paesi dove si sono svolti i Giochi ".

olimpiadi2di Valsusa Report.

Seoul 19.6.1999, viene firmato il contratto di candidatura con CIO (Comitato Internazionale Olimpico) a capo del vertice delle olimpiadi. In quell’occasione vengono fornite le istruzioni generali del contratto di candidatura. Nel dossier di candidatura una delle dichiarazioni ricorrenti era “l’unicità dell’impianto ne garantisce l’utilizzo post-olimpico”

Secondo Repubblica (21.02.2006) e La Stampa i dati forniti dagli enti pubblici parlebbero di un deficit: tra i 5 e i 7 milioni e mezzo l´anno per 5-6 anni. Al punto che Repubblica dichiarò – “anche se non funzionanti il mantenimento delle strutture ha un costo annuo di 6 milioni e 700 mila. Se invece gli impianti ospitano attività sportive di base il costo sale a 16 milioni e 22 milioni se vengono organizzati grandi eventi. Per l´avvio della Fondazione serve un capitale iniziale di 61 milioni”.

olimpiadiSiamo nell’inverno 2004-2005 il Toroc è fallito, il Sindaco di Sergio , constatata la situazione finanziaria deficitaria di “Toroc” (del quale, egli è membro del Consiglio di Amministrazione), pesante risulta anche il ruolo ricoperto da Mario Pescante, Sottosegretario, membro del “Toroc”, membro del C.I.O. e – apparentemente – soggetto destinato a ricoprire per conto del Governo il ruolo di “supervisore” di “Toroc” in futuro. Viene anche da chiedersi in che valutazione bisogna mettere il ruolo ricoperto negli anni da Valentino Castellani, già sindaco di Torino e presidente del “Toroc”.

Il Comitato Organizzatore delle olimpiadi invernali 2006 è stato battezzato con l’acronimo TOROC (dalle parole Organising Committee of the XX Olympic Winter Games in Torino). In realtà non è un Comitato, bensì una Fondazione operante sotto il diritto italiano e dal nome “Comitato perstadio l’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali – Torino 2006”. La Fondazione è stata costituita nel dicembre del 1999 dal Comune di Torino, dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano – ente di diritto pubblico -) e successivamente riconosciuta da Provincia di Torino e Regione Piemonte.

Dunque nel corso dell’inverno 2004-2005 il Toroc è fallito. Dopo un anno passato a smentire le notizie che un consigliere regionale di Forza Italia aveva messo in circolo (e dimostratesi verissime), il Comitato Organizzatore è stato finalmente soccorso dall’intervento dello Stato. Gli interventi sono andati in due direzioni: il Governo ha nominato come Supervisore (e già membro) Mario Pescante, sottosegretario di Berlusconi allo Sport, e ha erogato a Toroc finanziamenti pubblici per circa 180 milioni di Euro grazie alle delibere CIPE 19 e 20 del 2004 e alla legge 43/2005, rendendolo di fatto un ente pubblico.

Gli allora Comitati No Olimpiadi segnalarono che l’intervento pubblico dolimpiadi3i copertura delle perdite era assolutamente illegale sia sotto il profilo della normativa italiana (la legge 48/03, dedicata appositamente a Torino 2006, specifica che il Toroc deve cavarsela da solo e non può ottenere denaro pubblico). Sia in quella europea in tema di concorrenza.
Depositarono, infatti, un esposto alle procure della repubblica di Torino e Roma nonchè alle procure della Corte dei conti di Torino e Roma. Sinteticamente l’esposto dice: se Toroc è pubblico, allora tutte le gare svolte sino ad ora, ad esempio per affidare la preparazione della cerimonia d’inaugurazione, sono nulle perchè non hanno seguito la normativa europea/italiana sugli appalti.

Inoltre, risultava strano che in un ente pubblico persone come, ad esempio Tiziana Nasi, che sono legate direttamente a società che hanno beneficiato degli investimenti pubblici olimpici, potessero apparentemente, ricevere saltoappalti diretti e lavorare. Le dichiarazioni dell’autorità italiana alla Commissione Europea: – il governo, assicura la CE smentendo l’esistenza a favore di Toroc di garanzie automatiche di ripianamento perdite da parte dello Stato.

In questo modo “salvando” la natura privata del comitato organizzatore. Quelle rassicurazioni risulteranno false. A conferma dell’essenza del suo status privatistico, il “Toroc” ha resistito in giudizio avanti il T.A.R. Piemonte sostenendo non solo di non essere ente pubblico, ma neppure Organismo di Diritto Pubblico. Il T.A.R. (sentenza 362/04) ha confermato le teorie “Toroc” sostenendo – citiamo la sentenza – che “neppure nella disciplina contrattuale…è dato ravvisare alcuna disposizione idonea a rendere pubblicisticamente rilevante l’attività del Toroc”. Vi è di più: le Autorità governative italiane, oggetto del reclamo n.2002/4172 presentato alla Commissione Europea dallo scrivente Comitato, che sosteneva la qualità di O.d.P. di “Toroc” e la conseguente violazione della normativa CEE in materia di appalti di servizi da parte dello Stato Italiano. Ed invece sostenero teorie circa una natura privatistica del Toroc in occasione di riunioni con funzionari CE a Roma e con lettere 7 dicembre 2001 e 25 marzo 2002 indirizzate alla CE stessa.
La Commissione Europea su tali basi, ha concluso archiviando il caso nonbob2 ritenendo “Toroc” un Organismo di Diritto Pubblico, in particolare proprio perché le Autorità italiane avevano chiarito che “il Comitato deve finanziarsi essenzialmente con i proventi della sua attività, non avendo ricevuto alcun conferimento dagli enti fondatori successivamente alla sua costituzione, e, soprattutto, non gode di alcun meccanismo automatico di copertura delle perdite”.

Siamo nel periodo del primo cittadino Chiamparino, la sponsorizzazioni, gettonatissime in questo fine ’04, arrivarono da Finmeccanica (già intervenuta come sponsor Toroc con 6 milioni di euro), Trenitalia (che ha ereditato l’ex amministratore delegato di Finmeccanica e ex AD di Fiat Auto, Roberto Testore), AEM Torino, Comune di Torino, Italgas, ENI, Poste Italiane, RAI, etc.

Il Toroc opera quindi su suolo italiano, con poteri di fatto direttivi su almeno un altro ente pubblico italiano (l’Agenzia per lo svolgimento dei XX Giochi Olimpici che funge da Stazione Appaltante e gestisce all’incirca bob32.500 miliardi pubblici al 2002). Purtroppo risponderà contrattualmente e funzionalmente ad una associazione privata straniera, il CIO, avendo inoltre rinunciato alla competenza dei tribunali italiani per le eventuali controversie che con questo dovessero sorgere: non l’Italia quindi ma la Corte per gli Arbitrati dello Sport a Losanna, con sede la stessa città sede del CIO…e fondata 20 anni fa dal CIO stesso.

Il Toroc è stato dotato di un “governo”, l’Ufficio di Presidenza, e di un “parlamentino”, il Consiglio di Amministrazione, composto da personaggi politici, sportivi, ex sportivi, membri CIO e sindaci, si videro Giorgetto Giugiaro e Giuliano Molineri, Evelina Christillin: figlioccia e amica di Giovanni Agnelli (Fiat), un passato lavorativo per Fiat, per Juventus e…moglie di Gabriele Galateri di Genola e Suniglia, il potentissimo amministratore delegato IFI (Istituto Finanziario Industriale – Fiat -) e IFIL – Fiat, a marzo del 2001 anche la Dr.ssa Tiziana Nasi, nipote del Senatore Agnelli e presidente (nonchè co-proprietaria) di Sestrieres S.p.A., Sporting Club Sestriere S.r.l. e Circolo Golf Club. Valentino Castellani, sindaco Torino. (Ex membro Torino 2006 candidatura), Bruno Rambaudi ex presidente Unione Industriali Torino. (Ex membro Torino 2006 candidatura) Enzo Ghigo presidente giunta regionale Piemonte. (Ex membro Torino 2006 candidatura), William Casoni assessore regionale trasporti, Mercedes Bresso presidente giunta provinciale Torino. (Ex membro Torino 2006 candidatura), Franco Capra vicesindaco Claviere, Alberto Barbero sindaco Pinerolo. (Ex membro Torino 2006 candidatura), Francesco Jaime sindaco Sestriere. (Ex membro Torino 2006 candidatura)

Presidente onorario:
Giovanni Agnelli. Dalla data della sua morte, sostituito da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari S.p.A.

Concludendo, Chiamparino, e come lui prima Castellani, ma anche la Bresso, sono stati amministratori di un ente privato, Toroc, che era affiliato in franchising e subordinato ad un’associazione privata svizzera, CIO. L’onomalia torinese con funzionari pubblici che siedono in fondazioni private controllate da stranieri.

Toroc aveva attività propria che remunerava con soldi privati (es: quotabob dei diritti TV e quota delle sponsorizzazioni es MC Donald’s o General Electric). Per questo motivo, si era dichiarato privato ed estraneo al controllo giurisdizionale pubblico su di esso. Per l’UE era un ente privato. Ma quando quei soldi nel 2004-2005 sono finiti, e Toroc è fallita, gli allora dirigenti Chiamparino & co. hanno chiesto ed ottenuto, che il Governo di Berlusconi, si accollasse il debito voragine. Il Governo e gli enti pubblici hanno accettato e i soldi pubblici dei contribuenti hanno ripianato i debiti di un ente privato incapace di gestirsi con i suoi dirigenti pubblici.

Toroc ha diretto così l’Agenzia Torino 2006, ente pubblico che fungeva da stazione appaltante per la parte di impianti ed infrastrutture. La localizzazione degli impianti e caratteristiche costruttive vennero decise a priori da Toroc con il piano degli interventi, che impose ad esempio la costruzione di impianti di risalita e di innevamento artificiale, per centinaia di milioni di euro, nella zona della Via Lattea, di gestione privata. Fu così che Toroc, indirizzò soldi pubblici, tramite la subordinata Agenzia Torino 2006 verso ben specifiche zone di territorio ed aziende, sempre i soliti chiampa2amici.

Il costo di gestione, pulizia, riscaldamento, illuminazione condizionamento, custodia, lo pagò il pubblico. Risulta chiaro che doveva essere solo il pubblico a gestirlo. Altrimenti con i soldi del contribuente, e le bollette pagate dallo Stato, con una gestione privata, gli affari sono troppo facili. Questa cosa, cari lettori, non è “un tassello che si va a inserire in un grande disegno strutturale di promozione internazionale del Piemonte e della citta’ di Torino”, Chiamparino era presidente di Toroc ed era in ‘Cabina di Regia’, e non si accorse mai di questi affari?, come minimo è stato un amministratore molto molto distratto.

Finiti gli affari, anche i danni collaterali diventarono di debito pubblico, sicuramente qualcuno ricorderà lo svuotamento delle vasche di ammoniaca della pista di bob.

VR (24/05/14)