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Ospedale di Susa: manifestazione e tensioni

Si è svolta a Susa la manifestazione contro la decisione di Saitta di chiudere il punto nascite dell'ospedale. Tensioni e polemiche contro Plano e le FfdOo

di Davide Amerio.

Un cordone di carabinieri in divisa antisommossa e 6 blidati posizionati davanti all’ di Susa hanno accolto oggi pomeriggio i manifestanti che si sono raccolti davanti l’ingresso per protestare (ancora una volta) contro la decisione della giunta e dell’assessore di chiudere il reparto maternità e depotenziare – di fatto – la struttura ospedaliera a partire dal pronto soccorsocarabinieri

La Questura di Torino ha emanato un’ordinanza nella quale proibiva il corteo e la manifestazione davanti all’ospedale. Incredibilmente ha deciso di schierare una linea di forze dell’ordine assolutamente spropositata rispetto alla pacifica manifestazione in corso con l’intenzione di impedire la libertà di dissenso.

Diverse persone hanno contribuito con i loro interventi a motivare le ragioni della manifestazione e delle forti critiche alla giunta Chiamparino. Monica ha ricordato la carta dei diritti del fanciullo del 1924 nella quale la sicurezza sociale, di cura e di benessere delle mamme e dei bambini sono ritenuti fondamentali come pure il diritto alle cure mediche e di pronto soccorso.

Matteo Locatelli del Meet up di Forno Canavese ha portato il suo saluto e la testimonianza dell’Ospedale di Courgnè nel quale è in funzione il sistema di Day Service che entrerà in funzione a Susa dopo la chiusura del . Morale: si paga il ticket e occorre prenotare per avere la possibilità di essere “curati” e se ci sono complicazioni devi comunque andare in una struttura “adeguata” come quella di Rivoli. Peccato che qui ci sia la saturazione di quasi tutti i servizi, in particolare del Pronto Soccorso.

ospedale susa

L’ospedale di Susa è una struttura storica che ha superato guerre mondiali ma oggi non supera la prova della scure dell’austerità imposta dal governo Renzi e applicata da Saitta.
La chiusura avviane contro la volontà dei cittadini – dichiara la consigliera M5S ; la sovranità e del popolo e non dei politici e invece il rifiuto di esaminare proposte alternative per il punto nascite ha sempre e solo incontrato l’opposizione dell’assessore Saitta.

Contestazioni al sindaco Sandro Plano da parte dei manifestanti durante il suo intervento. Molti contestano al sindaco di aver firmato un accordo che di fatto  consente la chiusura progressiva dell’ospedale. Plano si è difeso ribadendo che comunque un sindaco deve ubbidire alla Legge adeguandosi. Ma non si sono placate le polemiche alla luce anche del decreto ministeriale che consente una deroga in favore delle strutture in aree disagiate e che Saitta non ha voluto prendere in considerazione nonostante le proposte del M5S in Regione.
Non solo, l’assessore alla Sanità ha più volte dichiarato pubblicamente che i “sindaci” della valle erano d’accordo sulla chiusura.

ospedale susa manifest

La con la gestione PD ha generato un buco di oltre 5 miliardi di euro – ha dichiarato – e si dice certo che Saitta ha accelerato i tempi per non incappare nel decreto della Lorenzin che avrebbe potuto salvare il punto nascite di Susa. Al solito le conseguenze le pagano i cittadini. Molti i No presenti alla manifestazione insieme al comitato delle mamme di Susa.

Momenti di tensione si sono avuti di fronte all’ingresso carrabile dell’ospedale bloccato da un doppio cordone di carabinieri per impedire l’accesso dei manifestanti dentro l’ospedale. I cancelli di ingresso erano già stati chiusi dal mattino. Non era mai successa una cosa simile – ribadisce la Batzella – qui si commettono violazione sulla libertà di espressione e di circolazione delle persone. Siamo in una dittatura. Chiudere l’ostetricia e il punto nascite è una violazione dei diritti di donne e bambini. Cosa succederà quando una partoriente avrà dei problemi urgenti e si dovrà recare sino a Rivoli? E come faranno quelle persone che in difficoltà economiche non possiedono un’automobile?

I sindaci dovrebbero ritirare l’accordo e il protocollo sottoscritto con la regione Piemonte, è ciò che viene chiesto da più parti.

La manifestazione è proseguita con un corteo pacifico per le vie di Susa animato da cori contro Saitta e la giunta Chiamparino. Il corteo è poi tornato davanti all’ospedale dove semplici cittadini sono intervenuti al microfono per dichiarare, non senza emozione, il proprio dispiacere e la propria frustrazione per una scelta pericolosa e scellerata per la collettività della .

(D.A. 29.11.15)