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Papa Francesco in salute con dispiacere di alcuni.

Alone di mistero sulla presunta "malattia" di Papa Francesco. Bufala mediatica o un segnale politico verso un Papa che crea fastidi alle lobby?

di Claudio Giorno.

Il Papa ha una “piccola macchia scura nel cervello”, un “tumore curabile”. Lo scrive il Quotidiano Nazionale in prima pagina. Immediata la secca smentita del portavoce padre Federico Lombardi: “La diffusione di  infondate è gravemente irresponsabile e non è degna di attenzione. Il Papa sta svolgendo come sempre la sua attività intensissima”.

Aveva fatto da apripista La stampa di Torino affidando alla prosa brillante diMassimogramellini  di trasporre con leggera ironia il pesante sconcerto delle cancellerie sabaude per l’ultima stravaganza attribuita a “Francesco”: la benedizione e l’incoraggiamento inviato via posta vaticana a Tarzan, al secolo Andrea Alzetta, leader delle occupazioni di case sfitte della capitale. “Da laico mi infastidisce di più la sua attenzione esasperata e ormai esasperante verso tutto ciò che accade nella capitale di uno Stato estero confinante col suo” scrive il vicedirettore del quotidiano diSergiomarchionne “dimenticando” che al successore di Pietro viene affidato anche il ruolo di Vescovo di Roma. Un ruolo che “il prete di strada” (come egli stesso si è definito in una recente intervista a un giornale parigino) svolge per davvero a differenza dei suoi recenti predecessori e anzi vorrebbe poter fare con la libertà di movimento che essere pontefice oggettivamente limita. Ma il vero motivo della occulta che sin dalla “fumatabianca” lo ha  avviluppato, ma che sta “finalmente” uscendo allo scoperto solo in questi ultimi giorni è la sua ostinazione a interpretare in modo semplice, immediato, “popolare” il messaggio del Vangelo. L’attenzione quotidiana alla tragedia dei migranti e la censura dell’egoismo dell’, la condanna ogni giorno più intransigente della corruzione, la “lettera circolare” (l’enciclica) in cui la cura che deve essere riservata all’ viene esplicitamente messa in contrapposizione con la piaga della speculazione, infastidiscono gli editori delle “grandifirme”. Che – come tutti sappiamo – sono finanzieri, banchieri, petrolieri, palazzinari, sempre più apertamente collegati con gli esecutori delle politiche che ne favoriscono l’appetito bulimico…

Ma non si può attaccarlo frontalmente, non perché non piacerebbe farlo, ma perché (come sanno perfettamente tra il manipolo di porpore che vorrebbero conservare impunemente vizi e  privilegi)  la sua popolarità è senza precedenti. Il recente viaggio in centro e nord America – se ce ne fosse stato ancora bisogno – lo ha definitivamente certificato.

Occorre quindi fornire una “spiegazione convincente” di questa sua schiettezza “eccessiva”, dell’allergia manifesta al linguaggio “diplomatico”, soprattutto un argine per le sue affermazioni “non mediabili” che potrebbero indurre le “persone semplici”  a considerare la disuguaglianza crescente come un peccato mortale, e le pratiche religiose ostentate dai potenti non come osservanza dei precetti, ma come qualcosa di intollerabilmente blasfemo.

E cosa potrebbe esserci di meglio se non giustificare i suoi comportamenti “bizzarri” con la presenza di una “macchiolina nera” appena sotto lo zuccotto?

(C.G. 21.10.15)