Passaggio fondamentale per il Movimento No Tav con il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP)

Al TPP l’accusa della valle consiste nella sistematica violazione dei diritti fondamentali dell'intera comunità, costretta a doversi difendere da governi, partiti e grandi lobby economiche e imprenditoriali

di Gabriella Tittonell

Tribunale dei Popoli (TPP): “Qui oggi viviamo un passaggio fondamentale, qui oggi voi rimettete la persona al centro, assumendo la sfida affinché si possa realizzare il grande sogno che fu di coloro che subirono la prima guerra mondiale, quello di non permettere che mai più popoli diventino colonizzatori di altri… Nostra necessità fondamentale, come Tribunale permanente dei popoli è quella di ridare la parola a chi ne ha diritto.. Il tribunale cerca e cercherà concretamente di fare di questo popolo no tav un popolo modello di come si possa esistere al di fuori della menzogna… Quanto ci apprestiamo a fare nei prossimi mesi sarà un lavoro molto importante ed originale…. Saranno sei, sette mesi di lavoro che si concluderanno a fine 2015 con un’udienza conclusiva, qui a Torino, che rappresenterà il punto di arrivo di realtà diverse” – questo quanto affermato dai componenti della giuria del Tribunale dei Popoli (TPP) intervenuti lo scorso sabato a Torino, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale , questo al mattino, e poi al Salone D. Bunino di Bussoleno, il pomeriggio.

Dando di fatto il via ad un nuovo processo, ancora sui fatti riguardanti la lotta no tav, ma per mettere in luce un diverso aspetto, quello dei diritti fondamentali (inascoltati) che dovrebbero avere le comunità locali sulla scelta della costruzione delle grandi opere sul proprio territorio. E per rispondere ad un esposto

SANDRO PLANO

SANDRO PLANO

presentato dal Controsservatorio Valsusa e da numerosi sindaci della Valle di Susa in cui si sono messi in luce diritti violati, popolazioni inascoltate, istituzioni locali a cui è stata negata la possibilità di rappresentarli.

L’accusa? La violazione dei diritti fondamentali di una intera comunità, costretta a doversi difendere da governi, partiti e grandi lobby economiche e imprenditoriali. Nella sala gremita della Cavallerizza si sono susseguiti gli interventi, presieduti da Alessandra Algostino dell’Università di Torino. La lezione magistrale è stata affidata a Luis Moita dell’Università di Lisbona che ha ribadito la necessità di “rivelare” e “liberare” in un mondo dove spesso lo stato è in guerra con il popolo, dove spesso sono violati i diritti fondamentali. A questa è seguito l’intervento del segretario generale del TPP Gianni Tognoni.

Nella seconda parte, presieduta da Perfecto Andrès Ibanez (TPP Spagna) sono state messe in luce le ragioni per le quali si ricorre al suddetto Tribunale. Gli interventi, tutti estremamente precisi e coinvolgenti sono stati quelli di Livio Pepino del Controsservatorio Valsusa, del Sindaco di Susa e Presidente dell’Unione Comuni Valsusa Sandro Plano, di Geneviev del No all’aeroporto di Notre Dame des Landes, di Raul Vera, Vescovo di Saltello, in Messico (il Messico è distrutto, disfatto, le multinazionali hanno reso i messicani schiavi, si è perso il 70% del potere di acquisto in pochi anni, assistiamo alla globalizzazione della miseria, dell’ingiustizia). E ancora Antoni Pigrau Solé, dalla Spagna (il potere si identifica con lo stato, che ha come sua funzione principale quella di deregolare, dare restrizioni, eliminare differenze, occultare i problemi reali del sistema). Roberto Schiattarella ha ricordato come spesso esista un divario tra i fatti come accadono e come poi vengono raccontati: “nulla è più politico dello spread.. la politica è fatta di cittadini cosmopoliti che fanno i soldi ed oggi l’interesse generale è il mercato”.

A queste voci altre si sono unite, quelle del poeta del Nicaragua Ernesto Cardenal e quella di Flavio Valente. Altre testimonianze sono poi state quelle del pomeriggio a Bussoleno: quelle di Alberto Perino, di Barbara Debernardi, già sindaco di Condove, di Gigi Richetto ed anche, attraverso un breve filmato, quelle dell’esperienza dell’Università della terra e non sono mancati gli interventi per illustrare il no al Mose di Venezia, al Muos della Sicilia, al sottopasso di Firenze. Tante variegate storie che hanno come denominatore comune il non ascolto delle ragioni e le risposte sono solo quelle repressive.

Su questi temi il Tribunale Permanente dei Popoli lavorerà nei prossimi mesi, incontrando, raccogliendo documentazioni, dati. “La nostra è un’opportunità, ma non è una delega, perché il nostro lavoro intanto continua, con protagonismo e presenza quotidiana” – così queste parole dei componenti del Controsservatorio Valsusa, che hanno svolto uno splendido lavoro, si è conclusa la giornata. Davvero propositiva e ricca di importanti spunti di riflessione e di lavoro.

G.T. 15.3.15