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PIL o GDP le attività criminali diventano un valore

In questi tempi di crisi e austerity, di opposizione sempre più forte alle burocrazie, l'Europa gioca la carta della revisione delle modalità del calcolo del PIL. E vissero tutti più felici e contenti?

di Davide Amerio

del PIL (Prodotto Interno Lordo) chiamato in inglese GDP (Gross Domestic Product) più o meno ne hanno sentito parlare tutti, specialmente in questi ultimi anni da quando la presenza  dell'Unione Europea è entrata così pesantemente nelle nostre vite.

Primo dei meccanismi studiati nelle scuole di come misuratore della ricchezza di una nazione oggi è il tormento quotidiano con cui si misurano i famigerati parametri europei: il rapporto deficit – (il noto 3% da non superare) e il rapporto debito – (l’altrettanto noto 60% quale limite oltre il quale un paese è considerto a rischio default).

Nell’economia classica il Pil ha significato sempre “benessere”: più Pil indica più ricchezza, maggiore ricchezza porta a più benessere. Questa equazione prescindeva da come la ricchezza veniva effettivamente distribuita o i modi in cui era creata (impatto ambientale, sociale, etc. etc.). Motivo per cui molti studiosi, governi, politici, hanno deciso di studiare possibili alternative al Pil cercando di definire un misuratore che risponda meglio al concetto di benessere dell’individuo. Ne sono un esempio  indicatori come il Pil verde, lo HDI (indice di sviluppo umano), il BLI (indice di una vita migliore), il BES (benessere equo e sostenibile), PIQ (Pil di qualità), la FIL (felicità interna lorda).

Nulla di tutto questo preoccupa Eurostat (l’Istituto di Statistica Europeo) e nemmeno l’Istat che dal prossimo 3 ottobre applicherà le nuove norme (Esa 2010) per calcolare il Pil. Le nuove disposizioni contemplano alcuni aspetti interessanti e altri quantomeno inquietanti.

Alla prima categoria appartiene lo spostamento degli impieghi in Ricerca e Sviluppo dalla casella delle spese (quindi calcolate come passività) a quella degli investimenti. Stessa sorte toccherà anche alle spese militari per nuove armi, alle merci lavorate all’estero e alle polizze assicurative.

Alla seconda invece attiene l’inserimento di stime che riguardano quasi tutta l’economia criminale: prostituzione, contrabbando (escluso quello delle armi), usura e spaccio di droga.

Si andrà quindi a creare una situazione a dir poco paradossale. In primo luogo queste nuove modalità di calcolo produrranno un valore di Pil più alto rispetto a quello attuale e sarà gioco facile dei governi (in particolare il nostro) vantarsi di una crescita senza aver fatto nulla di meritevole ma godendo di un “trucco” contabile. Quale sia il beneficio in termini numerici di questo “aiutino” è oggetto di dibattito controverso.

A detta degli eurocrati questo aggiustamento consentirà di riallineare il valore del Pil dei diversi paesi europei e un più facile calcolo dei parametri. Altri suggeriscono un raffronto più reale con l’America che considera i suoi cospicui investimenti in termini di R&S come voce attiva e darà impulso a tutti quei paesi che dedicano risorse economiche alla tecnologia e alla innovazione.

Certamente l’aumento del Pil produrrà un automatico miglioramento dei parametri di valutazione dello stato di salute economico dei paesi membri. Anzi, alcuni ipotizzano che questi miglioramenti produrranno sul mercato benefici nella percezione del rischio paese con conseguenti  vantaggi dei livelli di indebitamento. Considerazione alquanto opinabile: i “mercati” dovrebbero essere abbastanza preparati da conoscere la reale situazione che, di fatto, non cambia a parte i numeri che vengono modificati con un “barbatrucco”; ma la storia delle valutazioni delle agenzie di Rating ci lascia sovente perplessi e non ci stupiremmo se stessero al gioco.

Mi domando se invece non si cerchi subdolamente di modificare la percezione dei cittadini (l’indice di fiducia) facendo apparire dei miglioramenti che dovrebbero stimolare i consumi, di conseguenza la domanda di beni e quindi la ripresa tanto agognata e soffocata nella morsa dell’austerity. Ciò mi pare discutibile in assenza di una politica di stimolo della liquidità di denaro circolante che la BCE si guarda bene dall’attuare.

L’inserimento poi delle attività criminali in modo così palese e sfrontato pone seri interrogativi “morali” su come debba essere considerata la ricchezza. Il Pil ha per sua natura una connotazione positiva: presuppone un legame con la produzione di ricchezza lecita ad appannaggio di tutti. E’ vero che da anni discutiamo se tornare ad aprire le case chiuse e la legalizzazione di alcune sostanze stupefacenti, e questo comporterebbe certo un beneficio per lo Stato, ma altra questione è considerare queste attività di “scambio” utili e desiderabili.

Questa modalità attribuisce un valore positivo (o non negativo) ad attività che, teoricamente, dovrebbero essere perseguite dalla Stato: usura, spaccio, prostituzione. Senza dimenticare che essendo per natura perseguibili dalla giustizia sono fonte di guadagni oscurati e conseguente evasione fiscale.

In un paese come il nostro dove l’indice morale (se ne esiste uno) rasenta da tempo quota zero, quali conseguenze può avere il considerare atti criminali come una “ricchezza” del Pil? Qual’è sarà la volontà di azione dei governi contro queste attività se esse potranno essere utili nel vantare un miglior saggio del prodotto interno? Consentire di guadagnare prestigio nel mostrare un Pil in crescita ma frutto di attività che agiscono contro il benessere e la serenità dei cittadini ha davvero senso? Non sarà questo uno stimolo a chiudere gli occhi verso crimini e criminali che, in fondo in fondo, si potrà ben dire agiscono nell’interesse nazionale?

Forse siamo all’alba di una nuova frontiera scientifica creata da questa Europa dei burocrati: la statistica paradossale!

D.A. 07.06.14

Fonti :

http://temi.repubblica.it/micromega-online/piu-pil-per-tutti/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/18/crescita-per-renzi-arriva-la-carta-dei-nuovi-parametri-di-bilancio-vale-l1-2-di-pil/957042/

http://www.unita.it/italia/e-ora-nel-calcolo-del-pil-entrano-br-droga-prostituzione-e-contrabbando-1.570651

http://www.ilgiornale.it/news/interni/ue-rivede-calcolo-pil-litalia-pi-ricca-decreto-983347.html