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Pro Natura Alta Valsusa, Alter Vertice stop alla NLTL

“L'uomo è uno stupido. Solo i superbi e i testardi non sanno riconoscere le responsabilità delle scelte politiche” di Papa Bergoglio

Comunicato Stampa – Pro Natura Alta Valsusa

stop alla Nuova Linea Torino-Lione

 
A pochi giorni dalla conclusione del dibattito promosso a Venaus dal titolo  “AlterVertice No Torino Lione”, che ha visto la partecipazione di politici, amministratori, tecnici italiani e francesi, Ospite d’onore , Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo. La “persona giusta per rendere più incisive le ragioni del no”   in una fase in cui, sull’onda del momentaneo stop francese alla progettazione  della tratta nazionale Chambery-Saint Jean de Maurienne della Torino-Lione, in Francia, Italia ed anche nel Parlamento Europeo hanno ravvivato il dibattito sul futuro dell’emblematica grande opera.
 
Proprio a Karima Delli è toccato aprire i lavori. E lo ha fatto pronunciando  una frase che ha subito provocato consenso e applausi: “Chiedo ai governi Italiano e Francese una moratoria sulla ferrovia Torino-Lione”. “Noi – ha spiegato la Parlamentare europea – non siamo oppositori: noi siamo propositivi. “La nostra soluzione è utilizzare l’esistenteOggi come oggi – precisa ancora – il progetto della Torino-Lione è vecchio:  non corrisponde più alle necessità di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata enormemente importante la questione climatica
 
“Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione sia per i costi, che hanno visto i costi dell’opera lievitare dai 12 miliardi iniziali ai 26;  per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque”. La richiesta di una “MORATORIA” sul Tav proposta da una figura di spicco come Karima Delli Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, è giustificata dalla consapevolezza dichiarata che:  “i Governi di Italia e Francia non possono più portare avanti iniziative faraoniche come questa”. La Delli si dichiara pronta a lavorare con i Ministri di Roma e Parigi alla ricerca di alternative. Una soluzione c’è gia: “utilizzare le linee esistenti”.
 
, commissario di Governo per la nuova linea ferroviaria, rilascia una dichiarazione all’Ansa, ritenendo che l’Onorevole Delli parli da militante aggiungendo che la sua dichiarazione: “è in contrasto con la , con le decisioni e le richieste recenti delle Istituzioni europee”. Aggiunge ancora: “il percorso europeo risulta condiviso e coerente a partire dal libro bianco sui trasporti del 2011 ed alla conseguente decisione, approvata dal Parlamento europeo, di garantire i cambiamenti strutturali che consentano al trasporto ferroviario di competere efficaciemente”.
 
Non è mai facile replicare ad affermazioni che rappresentano l’origine di punti di vista diametralmente opposti. Tuttavia nel farlo cercherò di essere portatore di elementi e dati oggettivi dai quali non si può prescindere.  Con l’attuale legislazione, è possibile iniziare a costruire parti di grandi opere (lotti appunto)anche in assenza della disponibilità finanziaria complessiva. Questo è consentito anche se tali parti non saranno autonomamente in grado di funzionare (ovvero lotti costruttivi ma non funzionali), come nel caso di un troncone di una galleria sotto le montagne.  

Meritano di essere ricordati alcuni titoli dei giornali: 

  •  La Stampa 8 dicembre 1984: “I buldozer e i picconi sono pronti. Attendono solo il via per poter cominciare a scavare per 54 km”.
  • La Stampa 19 dicembre 1984: “L’aspetto più affascinante della linea Torino Lione, sarà il tunnel di 54 km”.
  • La Stampa 17 marzo 2002: “Torino-Lione pronta fine 2013. Tre anni di anticipo sulla tabella di marcia”.
  • La Stampa 23 dicembre 2003 Masera:“Il sogno del supertreno tra Torino e Lione sta diventando realtà”.
 
Dopo 27 anni di progetti e oltre 1 miliardo di spesi, oltre al tunnel esplorativo, non è stato realizzato nemmeno un metro dei 270 chilometri della Torino – Lione costituita dai tre tronconi: la sezione italiana, quella transfrontaliera  e quella francese. L’interesse per quest’opera non è far passare il treno ma realizzare la galleria di 57,4 km sotto le
 
Negli ultimi vent’anni lo scambio di merci tra Italia e Francia ha avuto una discesa costante.
 
Oggi il transito di merci sulla ferrovia della Valle di Susa, è pari a 3/4 mln tonnellate di merci l’anno. Le ferrovie dello Stato hanno stimato la capacità dell’attuale linea esistente e funzionante, da 20 a 32 mln tonnellate annue, pertanto avrebbe un margine di incremento da 6 a 10 volte. La linea è a doppio binario elettrificata e il tunnel del Frejus, tra Bardonecchia-Modane, è stato ampliato con un investimento di centinaia di milioni di euro per consentire il trasporto merci di grande sagoma. A oggi nessun elemento indica una tendenza di crescita dei flussi, ma qualora si verificasse vi sarebbero tutti i margini per gestirlo.
 
Marco Ponti – Professore ordinario di dei trasporti al Politecnico di Milano.
Alla domanda – La TAV in Val di Susa è necessaria per i trasporti tra Italia Francia ?
Marco Ponti – Quella linea sembrerebbe non indispensabile, sicuramente avrebbe una priorità molto bassa rispetto a altri interventi perché i costi sono elevatissimi e il traffico, sempre stando alle cifre ufficiali, molto modesto, tra i traffici più modesti di tutti i valichi italiani delle Alpi.
 
La verità è che non esiste nessuna spiegazione e giustificazione plausibile che ragionevolmente legittimi la realizzazione di quest’opera. Non sono più accettabili scelte prive di alcuna pianificazione ingegneristica e finanziaria che comportino e continuino a provocare sprechi economici enormi. Premesso che le infrastrutture sono fondamentali per la crescita del paese, potenziare e ammodernare il settore dei trasporti, siano essi stradali, ferroviari, ecc. , significa creare uno sviluppo economico dell’area geografica di riferimento. Tuttavia questi possono essere realizzati solo se il livello di traffico futuro consente di garantire un adeguato ritorno dell’investimento, in termini di analisi di costi-benefici.
 
Sono oltre 600 le opere incompiute censite dal Ministero delle infrastrutture e dalle Regioni. Monumenti allo spreco, esempio di corruzione e malgoverno. 
 
“Sostenere uno spreco di miliardi di euro in opere inutili come il Tav in Valsusa a discapito di opere che davvero sarebbero utili (e l’elenco è lungo), ed ergersi a paladini del lavoro e del benessere dei cittadini, è una forma di ipocrisia che non si può ignorare. Non lo possono ignorare i politici e gli industriali che la dettano, e neppure i giornalisti, nella loro fedeltà spontanea od obbligata, alle linee editoriali. La situazione esasperata che si è venuta a creare in Val di Susa, ha origine proprio dalla sordità e dall’ipocrisia della politica e del l’ informazione, che hanno responsabilità ben precise”. 
 Secondo i tecnici NoTav quando  il Parlamento ha ratificato il trattato italo-francese sulla Nuova Linea Torino-Lione – oggi Legge in Italia come in Francia – lo scorso anno: “i parlamentari furono ingannati”.

Il Movimento Notav lo ha annunciato all’AlterVertice dichiarando di aver inoltrato a Roma un esposto in Procura chiedendo alla magistratura di “svolgere degli accertamenti”. A illustrare i contenuti dell’esposto è stato: Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino e componente della “commissione tecnica” nominata dal Comune di Torino e mutuata dalla Unione Montana Bassa Valle Susa.

 
Ai parlamentari vennero presentati: “dei dati non veritieri su diverse circostanze, fra cui le analisi dei rapporti costi-benefici”. “Gli onorevoli – è stato detto – sono liberi di votare come credono e persino di farsi ingannare. Ma non si devono ingannare gli elettori”.
 
L’esposto rappresenta la – estrema ratio – per vedere riconosciute, nel rispetto della legge le ragioni di una protesta civile e democratica che ha come obiettivo principale il riconoscimento della Verità!
 
La menzogna è una forma di violenza, il modo in cui l’argomento Tav è stato pubblicamente trattato in questi 27 anni, da chi detiene il potere economico, politico e mediatico in Italia, suscita una riflessione, dinanzi alla quale non si può rimanere indifferenti. L’indifferenza è un privilegio che non ci possiamo permettere. La prima vittima di quest’opera non è la Valle di Susa, è la VERITÀ! Offendendo la verità, si offende la dignità non solo di coloro che conseguiranno un danno sul territorio ambientale, idrogeologico, sanitario permanente, ma di tutti i cittadini che non vengono ritenuti degni di conoscerla e vengono raggirati senza alcun rispetto.
 
Occorre fermarsi ora, non lasciamo che altre risorse finanziarie vengano sottratte alla cura del territorio, alla tutela del patrimonio immobiliare, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, interventi di cui il Paese necessita, come il sangue nelle vene di ognuno di noi, al fine di dare concretezza alla retorica dei discorsi che la politica rinnova di fronte a tragedie, che sono cronaca di morte annunciata. Negare questa priorità, rappresenterebbe una colpevole omissione da parte della politica e del governo. 
 
Lo stesso Pontefice – Papa Bergoglio – ha usato parole forti per richiamare l’attenzione della politica L’uomo è uno stupido. Solo i superbi e i testardi non sanno riconoscere le responsabilità delle scelte politiche.
 
 
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