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Processo Dosio, si rinvia al 14 dicembre, torna ai domiciliari

Una nuova evasione, stamattina la compagnia Carabinieri di Susa ha prelevato la Dosio in Credenza

di Valsusa Report

Sono giunti in tre alle ore 11e30, i Carabinieri di Susa comandati dal Capitano Pieroni che aspettava in tribunale nell’aula 52 per la deposizione come teste dell’accusa. Hanno prelevato l’insegnante in pensione e sono sgusciati al tribunale di Torino per l’udienza del processo che deve riconoscere l’evasione della Dosio dai suoi arresti domiciliari, misura cautelare imposta dal tribunale di Torino prima ancora di un giudizio di processo e gestita dal pool anti-No Tav della procura di Torino.

Si inizia con la testimonianza Durante, “la bionda” come la chiamano i No Tav, la digos descrive bene l’ultimo arresto di Nicoletta Dosio davanti al Palagiustizia di Torino, poi è la volta del Comandante di Susa Pieroni che conferma “la ripetuta non presenza presso il domicilio già dall’inizio della misura cautelare”.

Nicoletta Dosio rilascia una dichiarazione scritta e la legge in aula ricordando anche gli altri No Tav già colpiti più duramente di lei e ricordando il gufo di Durer “il nostro solo crimine è di veder chiaro nella notte”.

dichiarazione-dosio

DICHIARAZIONE SCRITTA DOSIO

Parla la difesa con l’avv. D’amico che riporta il comportamento della Dosio “ad un atto di donazione. Di disobbedienza civile, resa pubblica fin dall’inizio – e specifica come – si tratta di un agire politico”. Spiega infatti come la caratteristica di recarsi durante l’evasione in un luogo sede di associazione culturale e dove si incontrano abitudinariamente i No Tav sia proprio una caratteristica di “atto politico”, di contraria opinione la Pm Quaglino che riporta tutto ad un atto individuale fine a se stesso, quindi colpevole con 8 mesi di reclusione, la richiesta in chiusura dello stato.

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Poi l’altro avvocato Valentina Colletta descrive la personalità della Dosio, una “militante attiva ma mai violenta” definita invece dal pm come “persona che concorre in azioni violente e persona pericolosa per la società comune”. La difesa chiede l’assoluzione concludendo “che forse c’è stato un errore”. La corte si ritira e rimanda all’udienza del 14 dicembre, i No Tav accorsi in grande nummero abbandonano l’aula, la Dosio viene accompagnata a casa dai Carabinieri ed evade nuovamente per recarsi alla Credenza di Bussoleno.

V.R. 23.11.16