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Progetto definitivo linea ferroviaria Torino Lione. Osservazioni della Comunità Montana

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di Massimo Bonato

Emesse il 15 maggio scorso, e pubblicate sul sito della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone il 22 maggio, le Osservazioni al Progetto definitivo della parte comune italo-francese, tratta in territorio italiano della linea Torino-Lione, non hanno forse ancora avuto il tempo per essere recepite dall’opinione pubblica, ma vale la pena che lo siano.

Sebbene il tempo concesso agli amministratori per la disamina di 29 scatoloni di disegni e relazioni sia stato eufemisticamente breve (30 giorni) il risultato prodotto consta di 87 pagine fitte di puntuali considerazioni, approvate con deliberazione della Giunta n. 43 del 15 maggio 2013 e poi inviate a ministero delle Infrastrutture, ministero dell'Ambiente, Regione Piemonte e LTF.

Vi sono ragioni trasportistiche – se fossero pendenza e tortuosità del percorso della linea storica a determinare il calo di traffico merci (tra i 4 e i 5 mln di t/anno), su una linea che sale a 800 m con una pendenza del 12,5%, non ci si spiega come attraverso il Brennero, con una più tortuosa linea che sale a 1370 m, si registri un traffico merci in crescita e superiore (14,5 mln di t nel 2010) a quello del Frejus, e come il valico di Ventimiglia, sul livello del mare, il traffico si possa poi dire irrilevante.

Ma è l’”Europa che lo vuole”. È il mantra recitato a preghiera di un’apertura anche psicologica. Vien da sostituirlo al Credo, non foss’altro per premiare la pertinacia con cui ci si convince che tanto più il falso viene pronunciato tanto più appare vero.

È l’Europa dei Monti e degli Hollande che siglano l’ennesimo accordo, fatto salvo che le firme vengono apposte tanto al progetto dell’alta velocità ferroviaria tanto al raddoppio della canna del Frejus, e non si capisce a questo punto se saranno i camion a finire sui treni, i treni a finire sui camion, o se ciascuno resterà a circolare là dove circola adesso. Sempre che l’Europa finanzi l’opera, finanziamento per il quale a oggi non v’è nulla di sicuro, nonostante le strombazzate mediatiche.

E tanto più si invoca l’Europa, tanto più si cerca di restringere il problema a una bega di condominio arroccata sulle posizioni di una valle cocciuta; senza considerare che il denaro pubblico proviene anche da quella Bari, con i cui assessori, consiglieri e rappresentanti del mondo accademico di recente si sono incontrati gli amministratori e i tecnici valsusini: baresi che desidererebbero andare anche soltanto a una “velocità decente”.

comunità montanaRidefinire la logistica dai porti alle autostrade alle vie ferroviarie, era poi quel che consigliava «The Economist» – noto settimanale della sinistra radicale – nel settembre del 2011, tratteggiando un panorama mondiale di treni ad alta velocità pressoché fallimentare ovunque. “Impiegare le risorse per rafforzare le debolezze del sistema e rilanciarlo nel suo complesso” sono le conclusioni del settimanale finanziario inglese, e anche quelle a cui pervengono le Osservazioni della .

Sono quindi ragioni molteplici quelle delle Osservazioni: vanno dall’analisi procedurale a quella relativa ai costi-benefici, dai flussi di traffico alle opere civili, dalla cantierizzazione ai depositi del materiale di scavo, dalla conformazione geologica alle problematiche idrologiche a quelle atmosferiche, dalla salute all’.

Un documento aggiornato, da leggere e consultare per rinfrescarsi la memoria, poiché su una cosa il Governatore del Piemonte Roberto Cota ha ragione: la questione non riguarda soltanto più un treno e una linea ferroviaria. Riguarda, ormai da anni, una questione di comunicazione, tra chi parla e chi non ascolta; politica, poiché investe la gestione della cosa pubblica; sociale, poiché i cittadini son sempre più stretti attorno a ragioni e distanti da un governo partitico che fa quadrato attorno a parole d’ordine.

Del resto, in un momento in cui alle necessità si risponde con promesse, a diritti si risponde con compensazioni (o “valorizzazioni”), la ragionevolezza e lo studio vengon tacciati d’esser miopi ostacoli al “progresso”, è chiaro come sia sempre più necessario mantenere una ferma visione del mondo come è e come dovrebbe essere, piuttosto che accettare il suo esatto contrario come normalità, ammannita con pretese di gratitudine.

Si sa, i mantra non son fatti per essere capiti, son fatti per esser salmodiati.

Massimo Bonato 29.05.13

Pigia l’indirizzo della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone qui in basso per leggere e scaricare le Osservazioni.

Progetto definitivo linea ferroviaria Torino Lione. Osservazioni della Comunità Montana