Puglia. Onde sismiche per estrarre petrolio

La società americana Global Med Llc fa richiesta per attività estrattive al largo dello Ionio. Il petrolio italiano a dispetto di un intero ecosistema. E per coprire il fabbisogno di appena due anni.

di Massimo Bonato

Le coste pugliesi fanno furore. Ma non per il turismo, che pure meriterebbero. A interessarsi al mare del tacco, dopo il Trans adriatic pipeline (Tap) è ora la volta degli statunitensi della Global Med Llc a voler gettare l’ancora. Questa volta ci si vuole trovare il nello Ionio settentrionale.

Ben sei le richieste della società nordamericana, che han fatto preoccupare il senatore di Sel Dario Stefàno, che ha infatti presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. La Global Med Llc chiede di poter perforare i fondali dello Ioni alla ricerca di idrocarburi, in una zona che si estende tra (al largo di Santa Maria di Leuca), Calabria e Basilicata.img_archivio131102014172329

Ma la cosa che desta veramente allarme, non fosse che queste sei richieste vanno a sommarsi ad altre sedici richieste di concessioni presentate e ad altre quattro già soddisfatte, è la tecnologia che verrebbe utilizzata. Si chiama Air Gun, e produce onde simiche letali per la fauna marina.

Se strategico è stato definito il Tap, nulla vieta al decreto Sblocca Italia di far ricadere anche queste attività estrattive nelle semplificazioni amministrative per soddisfare le richieste. E anche questo preoccupa.

Tanto più, si chiede il senatore Stefàno, che le riserve sono state valutate dalla bp attorno ai 290 Mtep, avvero appena il doppio del fabbisogno di un biennio: “Quindi, si sceglie di mettere a repentaglio un intero ecosistema, aree di pregio naturalistico e paesaggistico e le annesse attività economiche legate alla pesca e al turismo, per una riserva di due anni?”

M.B. 05.11.14