Quale nuovo ordine mondiale?

Un'opinione sul nuovo ordine mondiale che si sta sviluppando sotto i nostri occhi.

Tempo Lettura: 5 minuti

L’opinione di Fabrizio Bertolami.

Quando si parla di Ordine Internazionale o di Nuovo Ordine Mondiale subito si pensa a tesi complottiste.

Questo perchè al termine della Guerra Fredda è venuto a mancare un archetipo di entità maligna onnipresente e capace di insinuarsi in tutti i gangli delle moderne società come si pensava fosse l’URSS. Più realisticamente è venuto a mancare un ordine stabile e prevedibile sebbene manicheo: o con gli USA o con l’Unione Sovietica. Con il Bene o con il Male.

Dal punto di vista delle Relazioni Internazionali, quella bipolare è una delle possibili configurazioni dei rapporti tra potenze ma non l’unica. Al momento, anzi, risulta essere alquanto eccezionale. Abbiamo assistito ad un momento unipolare spagnolo nel ‘500, che ha ceduto il passo al “Secolo d’Oro” olandese del ‘600. Poi è stata la volta della Francia e quindi dell’Inghilterra. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza internazionale al pari dell’URSS. Oggi si affaccia la Cina, o meglio si ri-affaccia dopo un sonno durato quasi tre secoli.

Tutte queste evoluzioni hanno rappresentato, di per sè, un susseguirsi di Ordini Mondiali relativamente al periodo storico e alle capacità tecnologiche del tempo. La Gran Bretagna tecnologicamente avanzata e potenza mondiale dell’800 controllava l’India rurale, feudale ed arretrata. Le condizioni seguenti il 1945 hanno portato ad un Nuovo Ordine in cui l’Inghilterra risultava vincente, ma minoritaria. Non erano più i brigantini a mantenere l’Ordine Internazionale ma i missili balistici nucleari. L’India dichiarava l’indipendenza, nasceva il Pakistan e tutta l’area diveniva fonte d’instabilità più ampia. Non sempre, infatti l’Ordine che si vuole creare va a beneficio di tutti. L’attuale momento rappresenta l’ennesima scossa di assestamento di questo famigerato Nuovo Ordine Mondiale. Uno sciame sismico che dura da quasi 30 anni. Perchè in realtà è in continuo divenire. In questo periodo abbiamo assistito al cosiddetto momento unipolare americano e siamo ora giunti dinanzi alla prospettiva di un nuovo sistema multipolare. Ma realmente, ne esistono i presupposti? Sono in atto sforzi nella sua realizzazione? Realmente l’architettura internazionale può reggersi senza la colonna portante americana?

In realtà quello che noi chiamiamo Mondiale è un Ordine che è tale solo a partire dalla fine del ‘600, ma anche da allora in poi è un Ordine largamente Regionale con presupposti globali in continua evoluzione. Non riusciamo a concepire un mondo multipolare perchè non ne siamo abituati o forse perchè, surrettiziamente, le centinaia di meeting internazionali tra capi di Stato ci hanno illusi che il sistema fosse inclusivo e consultivo se non proprio democratico ma fondato sull’accordo. In realtà esso vive di contrapposizioni e non potrebbe essere altrimenti. L’Ordine di cui stiamo parlando è in realtà sempre un compromesso che è parte di un processo in continuo divenire, con momenti di egemonia che è sempre prima militare e solo dopo culturale o d’influenza. Il Soft Power si può utilizzare solo quando l’Hard Power non risulta più efficace nella risoluzione delle dispute internazionali o quando si ha un avversario con eguale Hard Power. Ma quando ci si chiama USA il dilemma non si pone. Il sistema è, come sempre, orientato al più crudo realismo e le forze in campo hanno agende ufficiali ed altre nascoste che rendono più difficile la lettura dei fatti geopolitici.

Se suddividiamo in settori un planisfero possiamo notare che la dove esista una potenza stabile e stabilizzatrice non vi sono guerre, nè militari nè commerciali. E’ così in tutta l’Asia dove, sebbene l’antagonismo tra la Cina e i suoi vicini sia foriero di continue tensioni sotterranee, non vi sono focolai di guerra nè problemi di natura commerciale. Anzi, la Cina è il centro di una serie di alleanze regionali che vanno dall’APEC all’ASEAN passando per la SCO e la NDB che la rendono il perno imprescindibile della stabilità di tutta l’area. E’ in pace anche l’intera America Latina, dove anche gli ultimi conflitti interni alle nazioni andine e centroamericane si stanno risolvendo e anche Cuba e Stati Uniti hanno siglato una storica intesa. E’ ovviamente in pace l’America del nord ed è curiosamente pacifica l’Africa se si escludono i casi, sembra senza soluzione, di Sud Sudan, Somalia ed Eritrea. Vi è poi un’area che dal 1945 non è mai stata completamente in pace ed  è quella che chiamiamo medioriente che va dall’Afghanistan alla Palestina, passando per l’Iran, l’Iraq, la Siria, l’Egitto sino all’Algeria.

Quest’area ha spesso portato disordine all’area immediatamente vicina, quella europea. Ciò a cui assistiamo oggi è qualcosa che anche solo cinque anni fa poteva risultare impensabile, ma a varie riprese le vicende mediorientali hanno visto come teatro l’Europa come a Monaco nel ’72, a Ustica nell’80, a Lockerbie nell’88, a Roma nel 1985. E’ un’area che senza l’impero Ottomano non ha più avuto un centro d’irradiazione di Ordine, dopo l’esperienza coloniale (e più o meno post-coloniale) si è sfaldato nelle sue componenti etniche e settarie. Esiste un’altra area, vicina a quella europea, che ha attraversato diversi Ordini negli ultimi due secoli. E’ l’area est europea. E’ la terra di scontro degli Imperi. Quello Asburgico, quello Polacco, quello Russo, quello Ottomano, quello Tedesco. Un’area martoriata dalla geopolitica per la quale l’Europa è entrata in guerra due volte negli ultimi cento anni; a causa della Serbia nel 1914 e per la Polonia nel 1939.Le due aree restanti, se escludiamo l’Oceania, pacifica quasi per definizione, sono quella europea e quella russa. la prima, essendo crocevia tra l’est e l’ovest e tra nord e sud, è di per sè instabile e ne ha dato prova lungo tutta la sua storia. Ha esportato tanto Ordine quanto Disordine. Ha distrutto altri Ordini e vi si è sostituita. E’ stata scalzata da altri Ordini come nel caso americano o anche russo. Oggi è parte di un Ordine che dovrebbe e vorrebbe governare ma non sa ancora come.

L’ultima area è la Russia, che in effetti non è un’area ma un’intera nazione. La più vasta nazione del globo. Una linea di confine ininterrotta che abbraccia l’intera massa euroasiatica dalla Finlandia alla Cina passando per l’Iran. Una Nazione sempre in guerra con il mondo se non con sè stessa, da tutti temuta ma necessaria ad ogni alleanza negli ultimi 400 anni. L’unica Nazione europea a confinare con gli USA, che però oggi la escludono dal TTIP per isolarla. L’unica con il coraggio, o la necessità, di agire nel pantano siriano ma sotto l’egida della Carta dell’ONU. Strani tempi quelli in cui la Russia si fa garante delle regole internazionali. In altri tempi si sarebbe detto “E’ la Geopolitica, stupido!”, ma vale anche oggi. L’Ordine Mondiale, in definitiva, è ancora ostaggio della dottrina realista delle Relazioni Internazionali con buona pace di Fukuyama, che infatti si è recentemente ricreduto rispetto ad alcune tesi contenute ne  “La Fine della Storia”. La Fine è ancora abbastanza lontana e l’Ordine, per quanto Nuovo, è sempre quello, ovvero cercare di mantenere la situazione mondiale nel massimo ordine possibile per il maggior tempo possibile senza troppi dubbi morali. L’equilibrio di potenze è il sostrato su cui si fonda questo tipo di Ordine, poichè sebbene a prima vista sia ancora in atto una situazione unipolare, con gli USA quale Nazione con il maggior budget per la difesa della storia, il coordinamento con le altre potenze è essenziale. Altrimenti l’abbattimento del Sukhoi russo in Siria ad opera dei turchi sarebbe finito in ben altro modo. Era diritto della Russia rivendicare un’aggressione e dichiarare lo stato di guerra alla Turchia ma l’Ordine viene prima dell’Orgoglio e Putin e Lavrov questo lo sanno bene. I turchi hanno giocato sporco, e forse neanche per un loro interesse diretto, ma come detto questa è ormai una guerra in cui la procura è in bianco. Comunque credo sappiano chiaramente che  “Quando l’uomo con la pistola incontra l’uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto” ed i russi hanno molti fucili, di diversa natura e anche belli grossi. Il tavolo traballa ma non è ancora caduto.

L’Ordine che sta nascendo ha bisogno degli USA, della Russia, della Cina e di qualche nazione europea ma ha anche bisogno del Brasile, dell’Iran,del Sudafrica, della Nigeria, dell’India e dello Stato della  Città del Vaticano. Serve un salone piuttosto grande e ben attrezzato.