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Referendum: le tre vittorie della Costituzione Italiana

L'esito del referendum è una vittoria per la Costituzione Italiana. Dalle menzogne alla legge elettorale; il cul-de-sac della politica renziana.

di Davide Amerio.

Sull’esito vittorioso del NO al Costituzionale non scriverò “abbiamo vinto!”, perché non si tratta di una vittoria di cui ci si può fregiare, quanto “ha vinto la nostra Costituzione”, che molti di noi hanno difeso in ogni modo.

È una vittoria importante per tre ordini di motivi.

Primo. La prevalenza dei contrari alla “schiforma” costituzionale partorita dal trio Renzi-- con la benedizione dell’ex Presidente Napolitano.  Una riforma di cui nessuno ha saputo/voluto rivendicare la paternità; ancora oggi non conosciamo chi sia (o chi siano) i reali estensori del testo (anche se tra il programma della P2 di Licio Gelli e le dichiarazioni della JP Morgan, qualche idea l’abbiamo).

Secondo. La percentuale di distacco dei voti tra il SI e il NO è piuttosto ampia (quasi 20%) e assume maggior valore in relazione alla numerosa partecipazione al voto referendario (circa 65%).

Terzo. Questa vittoria è stata conseguita a fatica fronteggiando la peggior campagna referendaria che si possa ricordare. Il livello di scorrettezza, infamia e menzogna che hanno raggiunto i proponenti del SI è un fenomeno che potrà essere ricordato nei libri di storia.

Occupazione totale della Rai (dal cambio dei direttori delle tre reti prima dell’inizio della campagna); occupazione di ogni spazio comunicativo ingolfato dal duo Boschi-Renzi a ogni ora del giorno con la compiacenza di uno stuolo di giornalisti zerbini; titolo del testo della Legge di riforma costituzionale scritto in termini ingannevoli come uno spot pubblicitario per le merendine.

Abbiamo assistito a dichiarazioni di personaggi di “peso”, a favore del SI, che hanno dimostrato una leggerezza e una irresponsabilità morale gravissima con affermazioni del tipo “si la riforma è scritta maluccio… ma la sostengo ugualmente”. Come se il testo della Costituzione fosse paragonabile ai temi scolastici e il giudizio simile all’allievo che prende un 6= ma in fondo è contento perché ha preso la sufficienza – anche se ha scritto un tema che fa schifo.

Hanno minacciato le peggio disgrazie per il paese (giocando anche sulla pelle dei malati e di chi soffre) se avesse vinto il NO e promesso l’iperuranio delle soluzioni per l’Italia se avesse vinto il SI. Hanno viaggiato, a spese nostre, per andare a raccontare la loro versione agli Italiani residenti all’estero.

Insomma, hanno offerto il meglio (peggio) di sé; svelando, definitivamente, il loro modo di intendere la democrazia e la politica. Sono convinto che molte delle persone favorevoli al SI, se oggi venissero correttamente informate, si  renderebbero conto di essere state ingannate da una propaganda martellante senza argomentazioni ma ricca di slogan accattivanti.

Il risultato dimostra, e di questo non possiamo che rallegrarcene, che esiste in Italia un numero sufficiente di cittadini che hanno ancora ben presente i valori della nostra Costituzione: Repubblica, Democrazia, Libertà, Antifascismo, Socialismo, Solidarietà, Lavoro, Dignità, Benessere, Istruzione, Libero Mercato.

Terminata la fiera delle cialtronerie e approssimazioni con la quale si è paventato il governo dei “populisti”, mettendo insieme (nella povertà intellettuale che contraddistingue l’intellighenzia nostrana) Grillo-Salvini-Berlusconi, abbiamo qualche speranza che il paese possa ritrovare quel senso del bene comune necessario a riformarlo sul serio.

E probabilmente per quest’anno guadagneremo, ancora, qualche altra posizione al ribasso nelle classifica mondiale sulla libertà d’informazione, visto il penoso spettacolo offerto dalle principali testate giornalistiche. 

Ora accadrà tutto il prevedibile: si inventeranno governi e governicchi per sopravvivere sino al 2018. Nel frattempo l’incognita della legge elettorale peserà gravemente. L’ deve passare il vaglio della Corte Costituzionale (nuovamente rinviato a gennaio). Una legge figlia dell’inciucio costruita per ostacolare l’ascesa del M5S.

Strategia fallita, essendo il movimento cresciuto di consenso (nonostante il fango) e quindi oggi ne beneficerebbe. Se la Corte boccia l’Italicum, conferma le denunce di quanti hanno da tempo affermato che questo possiede le stesse caratteristiche di incostituzionalità del . Ovvero della legge – incostituzionale- con la quale si è formata l’attuale legislatura che ha tentato di mettere mano alla Costituzione.

Se la Corte non boccia l’Italicum, cercheranno di modificarlo in chiave anti-M5S. Se la Corte darà delle indicazioni correttive da applicare, saranno costretti a dimostrare quanto sono disposti a rispettare le regole della nostra democrazia. 

Insomma, alla fine, Renzi & soci, sono finiti in un “cul de sac”. Come suol dirsi “il diavolo fa le pentole ma nella fretta si dimentica i coperchi”. Per nostra fortuna.