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Regione Piemonte “nuovo” piano Rifiuti

Nuovo Piano dei Rifiuti della Regione Piemonte; dalla Città Metropolitana le considerazioni e le osservazioni del M5S di Dimitri de Vita

COMUNICATO STAMPA

Il nuovo piano della sui non è uno scherzo o forse si.

 Rifiuti ed ancora rifiuti, costretti a parlarne anche in assenza delle periodiche emergenze italiche perché se è pur vero che non ce li mangiamo, continuiamo a respirarli sotto mentite spoglie, l’importante è che non si vedano perché stonano col panorama e poi che gli effetti sulla salute siano a lungo termine: obiettivi centrati.

Non arretreremo di un passo sulla nostra contrarietà all’incenerimento e non solo perché la normativa europea considera tale modalità di smaltimento come assolutamente residuale ma anche e soprattutto per la contraddizione insita in una scelta che drammaticamente contrasta la riduzione della produzione dei rifiuti. L’inceneritore è peraltro gestito da una società interamente privata, TRM (IREN) che per avere un bilancio economico in attivo ne deve divorare a iosa e va da sé che il comportamento virtuoso della cittadinanza è un evidente ostacolo al profitto e di fatto lo sarebbe anche la norma se fosse stilata nel pieno rispetto delle raccomandazioni europee e del buon senso comune.

Il ha sempre chiesto al PD Torinese, Metropolitano e Regionale un semplice salto nel presente (francamente si ha il timore di proporlo nel futuro: per loro sarebbe troppo) attraverso l’introduzione della tariffazione puntuale già prevista dalla Legge Finanziaria del 2013, il raggiungimento di risultati in linea con quelli nazionali ed europei per quanto concerne la raccolta differenziata, il riciclo e recupero di materia nonché la stessa produzione di rifiuti.

Per carità, manco a parlarne? Che si bruci pure perché prima o poi dovrà pur nevicare ed i PM 10 periranno forse di freddo?

Tra le chicche del piano di gestione del PD nostrano, un posto di tutto rispetto merita il quanto mai lungimirante obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti a 455 kg per abitante entro il 2020 quando noi sappiamo (lo certificano proprio loro sul BUR) che già nel 2013 si era giunti ad una produzione pro capite di 450 kg (sic!). Secondo loro è una riduzione del 5%. Si, sono fantastici! Lo sappiamo.

E poi, entro il 2020 eccone un altro, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata: non è servito ribadirgli che quel valore andava già raggiunto nel 2012 come previsto da una Legge nazionale, la numero 152 del 2006.

Per chi legge ci limitiamo a riportare i punti salienti di un diverso piano regionale già approvato, quello dell’Emilia Romagna dove proprio il PD locale ha saputo confrontarsi serenamente e stilare un piano che prevede come da noi proposto l’istituzione della tariffazione puntuale secondo il principio del chi più inquina più paga, un raggiungimento di raccolta differenziata pari ad almeno il 73%, una riduzione della produzione di rifiuti del 25% ed un riciclo del 70%.

Il tutto entro il 2020, eccolo l’unico obiettivo che ci accomuna, l’anno appunto.

 Il Gruppo Consiliare
Città Metropolitana di Torino