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Ricorsi al Tar. I No Muos a Palermo

Il Tar Sicilia dovrebbe deliberare oggi in merito ai cinque ricorsi presentati da tutte le parti in causa, nel procedimento riguardante le installazioni americane in contrada Ulmo a Niscemi.

di Daniela Giuffrida

È atteso per oggi il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale siciliano a proposito dei ricorsi pendenti, riguardanti quel “pasticciaccio” della vicenda .
A meno di una possibile, quanto paventata dai Comitati , decisione di rinvio, il dovrebbe deliberare oggi in merito ai cinque ricorsi presentati in diverse occasioni, da tutte le parti in causa, nel procedimento riguardante le installazioni americane in contrada Ulmo a .
I ricorsi, a partire dal primo presentato nel giugno del 2011 dall’Amministrazione comunale di Niscemi, in cui lo stesso Comune chiedeva l’annullamento delle autorizzazioni concesse precedentemente, ha visto scendere in campo nel 2013, oltre che il ministero della Difesa italiana (contro la sospensione dei lavori disposta dalla Regione Siciliana nel marzo del 2013) anche semplici cittadini e associazioni ambientaliste come Legambiente.
Anche diversi Comuni dell’area interessata dalle emanazioni elettromagnetiche delle tre parabole del MUOS, hanno preso posizione ad adiuvandum a fianco del Movimento No Muos Sicilia, contro il provvedimento di revoca col quale, il 24 luglio 2013, il Presidente Crocetta revocava un precedente provvedimento di revoca delle autorizzazioni, imposto nel marzo precedente.
“I giudici del TAR, con Ordinanza del 9 luglio 2013 – afferma in un comunicato il Coordinamento dei Comitati No Muos – hanno ritenuto che in questa materia assuma priorità e assoluta prevalenza il principio di precauzione (art. 3 ter d. lgs 3 aprile 2006, n. 152) nonché l’indispensabile presidio del diritto alla salute della comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente, fino a quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”.
Per fornire informazioni e spiegazioni riguardo ai procedimenti e alla sentenza che sarà emessa dai giudici, alle ore 12.00 gli avvocati del “team legale” dello stesso  Coordinamento dei Comitati no MUOS terranno una conferenza stampa al Malaussène di Palermo.
Ma, al di là dei ricorsi presentati e in fase di pronunciamento da parte del Tar Sicilia, il Movimento No Muos Sicilia, oltre che denunciare la “totale indifferenza” delle istituzioni, apre una questione estremamente delicata che riguarda un Decreto Assessoriale che autorizza le strutture “militari” a superare il limite di legge sulle onde elettromagnetiche e tutto in assoluta DIFFORMITA’ alla normativa nazionale.

Pubblichiamo per intero il comunicato ufficiale del Movimento No Muos Sicilia.

In attesa dell’esito del ricorso al Tar del 25 novembre, il Movimento No Muos Sicilia, ricorrente nei procedimenti contro l’istallazione di C.da Ulmo, a Niscemi, tiene a sottolineare l’importanza per il comprensorio del pronunciamento del TAR dopo il rinvio dello scorso marzo quando venne nominato il prof. D’amore come consulente tecnico.

Confermiamo la nostra fiducia nella Magistratura, certi dell’efficacia del parere del Verificatore del TAR, delle memorie prodotte dal gruppo di legali e dagli studi dei tecnici, con l’auspicio che i Giudici arrivino a una veloce soluzione che possa garantire il diritto alla salute dei cittadini del territorio.

Dobbiamo purtroppo denunciare la totale indifferenza della politica istituzionale, che a parte blande iniziative, ha del tutto ignorato le proposte fatte dal Movimento in tutte le sedi, a testimoniare un mero effimero interesse propagandistico nei confronti delle vicende propedeutiche per lo sviluppo della vocazione naturale della Sicilia.

La mancata modifica, dopo due anni dal decreto assessoriale che autorizza le strutture militari dell’isola a superare il limite di legge sulle emissioni elettromagnetiche, in palese difformità alla normativa nazionale, è un palese esempio di quanto i parlamentari siciliani abbiano disatteso le premesse del loro mandato e siano complici della continua devastazione ambientale cui siamo sottoposti, confermando la distanza rispetto ai problemi reali.

D.G. 25.11.14