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Salento. No Tav, No Tap, No 275 “Oltre la Festa”

No Tap, No 275, ma anche No Tav a “Oltre la Festa”, manifestazione organizzzata dal centro sociale di Tiggiano per dire no alle Grandi opere.

di Massimo Bonato

, ma non solo. Si moltiplicano le proteste per grandi e piccole realtà compromesse o interessate da interventi che la popolazione osteggia. Si moltiplicano quindi le occasioni di incontro, di confronto, di dialogo.
Per la terza volta i No , con Guido Fissore, Tommaso Perino e Mimmo Bruno sono presenti alla manifestazione Oltre la festa, alla sua XII edizione, organizzata dal centro sociale di Tiggiano e dall’associazione “Salento: che fare”.

“Salento, terra di sole mare e vento, lavoro nero e sfruttamento” è il tema della serata, opportunità per parlare di Grandi opere. Tap (Trans-Adriatic Pipeline), Tav, ma anche operazioni meno conosciute che vengono alla ribalta.
È il caso della Statale 275 che collega Maglie a Leuca, interessata da un’ampliamento che la porterebbe ad allargarsi fino a 60 m. Un “mostro” a quattro corsie di 900mila metri quadrati di asfalto che “avrebbe il solo effetto di distruggere per sempre 30.000 ulivi, pajare, liame, 15 km di muretti a secco, tranciando di netto antichi tratturi messapici e romani”. A fronte di un esiguo incremento di traffico estivo, durante i fine settimana.
Il Comitato 275 e la Sirena Salentina si battono per il rispetto del territorio: la statale potrebbe essere raddoppiata soltanto fino a Montesano e gli ultimi 20 km fino a Leuca messi in .
“Ma i problemi non vengono mai da soli” spiega Guido Fissore. “Pare che il tracciato debba passare pure sopra discariche abusive di rifiuti tossici lasciati qui da industrie delocalizzate. Così si coprirebbe tutto facilmente”.

I temi dunque si intersecano inestricabilmente. Grandi opere, delocalizzazione delle industrie, nuovo assetto del capitale , difesa del territorio. Soltanto qui i posti di lavoro andati in fumo per lo smantellamento dell’industria calzaturiera e della lavorazione delle pelli sono stati 20.000. Le stesse industrie che, una volta approfittato dei fondi statali, han lasciato sul terreno i propri liquami e se ne sono andate all’estero.
“Il Salento è diventato una discarica di rifiuti e i salentini sono considerati rifiuti costretti a emigrare” sottolinea il «Quotidiano di Lecce».

Grandi opere e piccole realtà. Come la falesia che scende a picco sulla baia di Ciolo. Una costa a strapiombo da cui non è mai caduto un sasso, ma che ora si vuole imbrigliare tra reti, recinzioni e altro cemento, per sicurezza. Vi si oppone il sindaco del Comune di Gagliano, appassionato di arrampicate, che con la sua associazione e Legambiente ha montato una protesta per salvaguardare questo incantevole angolo della sua terra.

Le bandiere non mancano ormai da tempo alle manifestazioni No Tap. Sono un esempio di come la sensibilità traduca la protesta sorretta al principio soltanto da pochi attivisti in un vero e proprio movimento popolare. “L’Italia è piena di queste realtà” dice Guido. E la paura è che gli intenti, seppur distanti nello specifico, uniscano la gente comune nella stessa sensibilità e nella stessa consapevolezza di poter contare qualcosa sulla propria terra unendo le lotte.

M.B. 22.08.14

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