Sanità a Susa lettera aperta dei cittadini sull’ospedale

Un gruppo di segusini scrive alle testate giornalistiche per la chiusura dell'ospedale di Susa assolutamente sbagliata. Appello ai sindaci per il loro ruolo

FOTO FRANCESCO CAVEZZALE

Gent.le Direttore

Alcune considerazioni sulle ultime vicende riguardanti l’ospedale di , l’assenza degli amministratori all’ultima  manifestazione a Susa e gli  incontri informali tra gli stessi e i propositori dell’opera . Già con precedenti comunicazioni è stata rimarcata l’importanza di supportare la protesta dei cittadini ai tagli indiscriminati in campo sanitario con la presenza dei Sindaci di Valle e la gravità della loro assenza alle manifestazioni topiche, evidenziando un aspetto  che  si sta   purtroppo delineando sempre più in Val di Susa, la non unitarietà delle azioni istituzionali con quelle popolari. Per la salvaguardia di un presidio ospedaliero, Susa o qualsiasi altra struttura di riferimento per il territorio, è imprescindibile la presenza da parte di tutti i primi cittadini valligiani, il percorrere insieme alla popolazione le strade del buonsenso come hanno fatto sabato 10 ottobre i 47 Sindaci del Pinerolese in difesa dei diritti sanitari locali. Non si può trincerare l’assenza con la motivazione che si sta trattando con la Regione per ottenere quanto si riesce. C’è una grossa falla in partenza nell’ approccio  che porta i sindaci  a definire in separata sede accordi senza confrontarsi con  gli operatori di settore, con gli elettori, i movimenti e i comitati locali, come avvenuto a marzo 2015 con l’accettazione di un protocollo di intesa tra  ASL, e Sindaci della Valle. Il concetto di rappresentatività degli amministratori non implica che l’essere eletti equivalga automaticamente a ricevere una delega in bianco per 5 anni, che permetta di definire importanti questioni senza un confronto preventivo con tutti gli organismi interessati. Nel caso specifico riteniamo che aver sottoscritto il protocollo d’intesa  abbia ad oggi determinato 3 risultati: 1) ufficializzato la chiusura del punto nascite di Susa 2) favorito il preventivo probabile smantellamento del reparto 1 anno prima del previsto 3) dare impulso con l’arrendevole firma a nuovi tagli che saranno giustificati con  termini ormai abusati e impropri: “razionalizzazione” e ” riorganizzazione”, che equivalgono invece spesso a un servizio meno efficiente per l’utente. I grandi cambiamenti nella storia vengono portati avanti dai centri di potere con gradualità e il depotenziamento progressivo dell’offerta sanitaria ne è un fulgido esempio. L’obbiettivo dichiarato per cui i Sindaci si erano seduti al tavolo, salvare il salvabile ed investire nell’esistente,  a pochissimi mesi dall’accettazione del protocollo ha  prodotto una laconica risposta di sommo dispiacere dei funzionari ASL, non ci sono fondi. Stessa identica procedura di mancato confronto ha avuto l’incontro con l’architetto Foietta che proprio perchè informale necessitava dell’  informazione preventiva agli organismi presenti sul territorio, a differenza degli incontri formali che sono già abitualmente divulgati e arrivano facilmente a tutti gli interessati. In questo momento molto difficile che tende a desertificare i servizi e i diritti dei cittadini riteniamo sarebbe opportuno coordinare  tutte le entità locali piemontesi a difesa dei presidi ospedalieri e tutti i sindaci dei comuni piemontesi interessati, magari portando tutte le  istanze  ma  con una unica voce in piazza a Torino, nel cuore della , dove queste scellerate decisioni vengono prese.Diversamente questa frammentazione comporterà facilmente il persistente atteggiamento del venir considerati  come numeri, a sentir calare frasi ed obbiettivi insensati, a non considerare le peculiarità di ogni territorio che non possono essere affrontate una tantum. Come sappiamo la Valle di Susa si estende per circa 90 km e battagliare per garantire l’unico punto nascite e tutti gli altri servizi presenti sul territorio è un dovere. La mancata sicurezza del reparto neonatale segusino che viene utilizzata come foglia di fico dai dirigenti ASL per giustificare il ridimensionamento come verrà garantita e gestita dopo la chiusura del punto nascite? È più sicuro partorire in autostrada a Bussoleno mentre si cercava di raggiungere Rivoli come avvenuto a marzo del 2014? Sarebbe un bel segnale da parte dei Sindaci di Valle ritornare sulla posizione che più è loro consona, vicino ai cittadini, senza abbarbicarsi in improbabili tavoli istituiti da parte di chi con queste presenze  legittima il proprio sciagurato operato e che ha già più volte dimostrato di non essere in grado di gestire le risorse pubbliche, perseguendo in primo luogo il profitto invece che l’interesse degli utenti.

Distinti saluti.

Davide Amerio, Luca Bavaro , Roberta Bitto, Fabienne Bruno , Emmanuelle Bruno, Lorenzo Chirico, Luciano Coletta,  Manuela Cuccorillo, Fulvia Di Stefano, Gabriele Donvito, Diego Fulcheri, Stefano Girard ( Bussoleno), Angelo Gorrino, Lorella Mannoni,  Ivano Martinuz, Roberta Michelon, Sandra Milan, Sara Montaldo, Roberto Monterosso, Maurizio Musio, Maria Pia Perino, Marco Sayn, Gianluca Sobrato,  Ivan Trevisan, Patrizia Monica Triolo, Franco Trivero, Gioele Wolf, Franco Zaccagni