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Sardegna contro deposito scorie radioattive.

Il 15 giugno,il governo decide il sito per il deposito delle scorie radioattive, la Sardegna si mobilita in massa e scende nelle piazze a gridare NO!

di Daniela Giuffrida.

A pochi giorni dal 15 giugno, data fissata dal per  comunicare il sito sceltsardegna no nuclear 01o per diventare il deposito nazionale di , la si mobilita in massa e scende nelle piazze a gridare il proprio NO.

Organizzata dal Comitato NoNucle-NoScorie, si è svolta ieri in Sardegna una manifestazione contro il nucleare che ha visto impegnato il popolo sardo in un flash mob, svoltosi contemporaneamente in sei piazze dell’isola.

Tanti comuni dell’isola hanno dichiarato il loro sostegno all’iniziativa, ma Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia e Bosa sono stati i “centri di raccolta” in cui diverse migliaia di sardi si sono ritrovati alle 11.00 del mattino per manifestare il loro dissenso. Un filo conduttore unico, dunque,  ha unito idealmente le sei piazze sarde in un fermo e deciso “NO”.

NO al nucleare così come voluto, votato e quindi ottenuto dal referendum del 2011, NO  al  progetto di trasferire su suolo sardo, le scorie radioattive provenienti dalle centrali in dismissione, distribuite su tutto il territorio nazionale. Lo stesso NO che sabato  scorso era stato manifestato anche dai  600 studenti del liceo scientifico di Oristano, che avevano anticipato il loro flash mob, proprio per affermare, anche in ambito scolastico, il loro diritto alla vita.

Alle 11 esatte del mattino, le “sveglie” dei cellulari dei manifestanti, hanno dato il segnale e tutti i presenti si sono distesi in terra per tre minuti, quindi, al nuovo segnale convenuto, tutti insieme si sono rialzati e hanno applaudito, dopo essersi scambiati segni di pace e amicizia.

Solo a Cagliari si è vissuto qualche momento di tensione perchè essendo la manifestazione organizzata sotto il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, non vi era la possibilità pratica di attuare il flash mob.

La Via Roma è una arteria centrale di Cagliari ed effettuare il flash mob avrebbe costretto i manifestanti ad invadere la sede stradale, bloccando il traffico. Frenetiche le trattative con i funzionari  Digos, presenti sul posto, ma infine questi hanno concesso l’autorizzazione e per 5 minuti il traffico in via Roma  è stato bloccato.

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, che ieri ha partecipato a Sassari alla manifestazione antinucleare ha dichiarato senza lasciare spazio a possibili interpretazioni che “Il Consiglio regionale si è espresso in maniera chiara, dimostrando di esser unito contro quella che sarebbe un’altra insostenibile servitù, un vero disastro.

Al territorio sardo, le servitù militari hanno già regalato uranio impoverito, metalli pesanti, polveri sottili e nanoparticelle e i loro effetti devastanti pesano già sulla salute degli abitanti nelle aree limitrofe ai poligoni, il sopraggiungere del “sarcofago”, il grande contenitore che ospiterebbe le scorie, renderebbe ancora di più difficile vivere in una terra tanto bella quanto bistrattata.

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: 24 mila km di foreste, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”,  così scriveva Fabrizio De Andrè, ligure ma sardo d’adozione, sardo per amore. Ed è davvero così.

(D.G. 08.06.15)