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Sblocca Italia – Distruggi Italia un libro gratuito per svelare l’inganno

Con lo sblocca Italia siamo nuovamente di fronte alle premesse per fare scempio del territorio e delle bellezze del nostro paese. Eppure c'è chi continua a opporsi alle rassicuranti litanie renziane (per nostra fortuna)

di Davide Amerio

Non c’è giorno, ora, minuto della nostra vita che non venga occupato dal suono della parola ‘Riforme‘. Ogni telegiornale, trasmissione televisiva, testata giornalistica nazionale ci parla di riforme. Di quanto sono necessarie, di come non ne possiamo fare a meno.
Un incessante martellamento tra il Minculpop e il principio psicologico per cui a furia di ripetere una menzogna prima o poi questa appare vera. Siamo ridotti così dopo vent’anni di abitudine alla menzogna pubblica e spudorata, traghettati nel finto ‘nuovo’ giovanilismo eretto a sistema senza nemmeno poter dire qualcosa, poter esprimere un parere, che so, magari attraverso elezioni democratiche.

Lo rientra a pieno titolo nella categoria di ciò che appare e non è; laddove i contenuti nella sostanza contraddicono lo spirito di un reale riformismo e fanno a pugni con i titoli altisonanti ed evocativi.

Da un incontro casuale tra Domenico Finiguerra (sindaco del primo comune italiano a decidere il consumo zero del suolo) e Tomaso Montanari (Docente di Storia dell’Arte, blogger, giornalista, escluso dal “Corriere fiorentino” in quanto i suoi libri contrastavano le magnifiche azioni del sindaco ) in occasione di un incontro a Scandicci per la manifestazione di Slow Food, nasce tra le discussioni l’idea di Sergio Staino (disegnatore satirico) di raccontare in qualche modo, agli Italiani, il vero contenuto di una finta riforma come lo Sblocca Italia.

Detto fatto; l’idea viene condivisa e si ritrovano in sedici a mettere insieme un libro da divulgare gratuitamente (qui sul sito di Altraecomia.it in formato Pdf) con l’obiettivo di far conoscere ciò che realmente si nasconde dietro a questa ennesima finta riforma.

Partecipano al progetto giornalisti, giuristi, urbanisti, vignettisti. Tutti offrono il proprio contributo in modo gratuito. Nella prefazione Tomaso Montanari spiega il motivo che li ha spinti a creare questo progetto, cita Piero Calamandrei e Giuseppe Dossetti:

Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro.
Vogliamo un Paese in cui chiamiamo sviluppo ciò che coincide con il bene di tutti, e non con l’interesse di pochi. Un Paese in cui lo sviluppo sia ciò che innalza -e non ciò che distrugge- la qualità della nostra vita.
Un Paese che cresca, e non un Paese che divori se stesso. 
Un Paese capace di attuare il progetto della sua Costituzione. Una Costituzione che da troppo tempo “è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere”, una Costituzione in cui “è scritta a chiare lettere la condanna dell’ordinamento sociale in cui viviamo” (Piero Calamandrei)

Giuseppe Dossetti avrebbe voluto che nella Costituzione ci fosse questo articolo: “La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.

 Buona lettura.

D.A. 09.10.14