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Sblocca Italia parte l’assalto delle trivelle

Il comitato No Triv, avverte: "serve una mobilitazione per salvare la vera ricchezza nazionale costituita da beni culturali, paesaggio e produzioni di qualità".

di Massimo Bonato

“Appena un mese dopo la conversione in legge del da parte del Parlamento” sono state presentate al ministero dell’Ambiente sei istanze per trivellazioni e prospezioni nelle Marche, Emilia Romagna, Piemonte e mare della Sardegna. Lo rende noto il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che, insieme al comitato , avverte: “serve una mobilitazione per salvare la vera ricchezza nazionale costituita da beni culturali, paesaggio e produzioni di qualità”. “I frutti avvelenati in forma di trivelle dello Sblocca Italia stanno già calando su territori e cittadini dall’alto come previsto dal provvedimento” si legge in una nota.
Sono state avviate 5 procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) nazionale per lo scavo di pozzi, quattro di tipo esplorativo e uno per la coltivazione del giacimento (3 in Emilia Romagna; 1 nelle Marche e 1 in Piemonte). Un ulteriore progetto riguarda la prospezione nel mare di Sardegna”.
10982603_1544594212470824_1770393593245543462_nI 5 procedimenti in terraferma “sarebbero stati di competenza regionale – fa notare il Forum – ma lo Sblocca Italia ha sottratto alle Regioni il parere sulla Valutazione di Impatto Ambientale accentrando le procedure a Roma”. In Piemonte, informa il Forum H2O, il pozzo esplorativo a Carpignano Sesia è proposto dall’Eni, a 300 metri dall’autostrada A26 Gravellona-Genova, a 1 km dal centro abitato di Carpignano e a 1,5 km da quello di Fara novarese (Novara). Nelle Marche il pozzo esplorativo di Ripatransone (Ascoli Piceno) è proposto dalla società Apennine Energy a 600 metri dal centro abitato. In Emilia Romagna i tre progetti sono previsti a: Ostellato, proposto dalla società AleAnna Resources, nella Important Bird Area IBA “Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano”, area di importanza internazionale per l’avifauna in provincia di Ferrara. Il pozzo di Solarolo, proposto dalla società AleAnna Resources, è a 1 km dal centro abitato di Solarolo e poco meno di 5 km da Granarolo (Ravenna), area di produzioni di altissima qualità Dop collegate proprio alle caratteristiche ambientali. A 1 km dal centro abitato del comune di San Pietro in Casale (Bologna), a pochi chilometri da Cento, in piena area terremotata nel 2012, è proposto dalla società Po Valley Operations PTY LTD. A questi progetti si aggiunge il procedimento di Via per un progetto di prospezione con linee sismiche che riguarda un’area di centinaia di migliaia di ettari di mare della Sardegna di fronte ad Alghero, Capo Caccia e Stintino. “Il Coordinamento nazionale No-Triv e il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua auspicano un’immediata mobilitazione delle amministrazioni locali e dei cittadini per fermare l’aggressione al territorio e alla salute dei cittadini promossa dal Decreto Sblocca Italia”. I comitati ricordano che tutti, cittadini, associazioni di categoria, enti, possono inviare osservazioni ai progetti citati.

COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV e FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Qui le istanze:
http://www.va.minambiente.it/it-IT