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Scanzi: la guerra tra M5S e i Civatiani.

Andrea Scanzi riflette sulla guerra tra M5S e Civatiani. Un conflitto inutile e doloroso.

di Davide Amerio.

è un ottimo giornalista. Di quelli che riflettono prima di scrivere e non hanno timore nell’esprimere il proprio pensiero. Una rarità, lo dicono le statistiche internazionali, in questo paese. Per me è sempre un piacere leggerlo, anche quando non sono completamente d’accordo. Sul il suo intervento recente riguarda il rapporto tra il M5S e i Civatiani.
Una lotta inutile, secondo il suo parere, che andrebbe superata rivedendo le rispettive posizioni “oltranziste”. La mancata convergenza tra il e le cosidette aree della radicale sarebbe la causa della continua vittoria del duo Renzi-Berlusconi e della crescita dell’astensionismo.

L’argomento è tutt’altro che banale e influenza in modo determinante la possibilità di far cambiare – sul serio, – rotta al paese. Tralasciando le invettive reciproche tra i “simpatizzanti”, i troll, i bimbi-minchia che popolano i social di parole inutili, cercare di capire le radici di questa incomprensione è fondamentale.

A sinistra si imputa al M5S di non aver accettato l’accordo con Bersani; probabilmente tra costoro ci sono molti che hanno votato M5S nella speranza che “cambiasse” la sinistra e sopratutto il PD. Questo è un errore “filosofico”: non si può pretendere che un movimento cambi l’identità di un partito che non ha alcuna intenzione di mutare. Si dimentica che il duo Bersani-Letta non solo si è presentato dai deputati del M5S con un “prendere o lasciare” ma, sopratutto, il primo ha commesso errori di valutazione grossolani rispetto alla potenzialità del movimento (e questo in un altro paese avrebbero comportato immediate dimissioni) e ha “vinto” per un pugno di voti; il secondo ha trascorso tutta la campagna elettorale dichiarando preferibile il voto a Berlusconi piuttosto che al Movimento. Come si può resistere a far “società” con due tipi del genere? (per indulgenza tralascio di tirare in ballo anche Fassino).

Il legame del movimento con è sempre stato usato in modo strumentale. Se, come dice Scanzi, un personaggio mai tenero con i 5 stelle come oggi ha cambiato parere – non su Grillo – ma sui deputati del movimento che ritiene validi e preparati, ci si dimentica che senza Beppe questi bravi, preparati, valevoli cittadini, oggi deputati, mai sarebbero stati presi in considerazione dalla politica dei Bersani e dei Letta.
A Grillo si imputano posizioni destrorse. Tipica, anche questa, reazione della sinistra italiana: se osi dire che non tutti gli immigrati possono essere accolti e che bisognerà pur distinguere tra le brave persone e i delinquenti e non ti abbandoni sadicamente al melenso buonismo, allora sei di ! Negli anni ’70/’80 se osavi dire che esistevano, anche, dei lavoratori pelandroni che danneggiavano le aziende, allora eri un reazionario. Cambiano i termini dell’equazione ma non il risultato.

A sinistra ogni “stormir di fronda” porta con sè amorevoli infatuazioni. Prima Tzipras, oggi Podemos, domani, forse, Landini. E la costante è il dar contro al movimento. Peccato che sia proprio Curzio Maltese – sottolinea Scanzi – a riconoscere come le battaglie dei cinque stelle siano davvero di “sinistra”. Con buona pace di quelli che vanno dicendo a destra e a manca che il M5S non fa nulla e non si “sporca le mani”.

Lungi da me l’idea di considerare i grillini privi di colpe, errori, e responsabilità. Con una differenza sostanziale però: con costoro ci si può “arrabbiare” come si fa con un adolescente che deve crescere; gli altri invece sono adulti, navigati, “esperti” e inciampano quotidianamente sulle loro omissioni, complicità e menzogne. Non ci si può quindi stupire del grado di diffidenza del movimento nei loro confronti.

Resta il problema centrale: cosa significa oggi, veramente, essere di sinistra? Per trovare un terreno comune bisogna prima risolvere questo dilemma; in modo onesto e coerente. Viceversa la diffidenza degli uni verso gli altri non verrà mai meno; nemmeno l’illusione di essere portatori di verità rivelate da parte di qualcuno e saremmo sempre vittima di delusioni mentre “quegli altri” continuano a spadroneggiare impoverendo il paese e le nostre vite.