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Sentenza sul Muos mala-giustizia amministrativa?

La Sentenza del CGA ha riaperto una questione Muos che sembrava ormai destinata a concludersi nella maniera fortemente auspicata dai Comitati, dagli attivisti e da quanti in questi anni hanno lavorato per una "giusta interpretazione" delle normative italiana ed europea.

di Daniela Giuffrida.

Chiuso il primo grado di giudizio presso il TAR , il 13 febbraio scorso, con una sentenza che dichiarava il fuori legge e pericoloso, si era pensato, ma senza troppe illusioni, che la questione  fosse destinata a chiudersi in maniera positiva. Quella sentenza era arrivata dopo diversi ricorsi, accolti (dei ) e rigettati (del Ministero della Difesa), erano state sofferte e superate ben due Verificazioni che avevano visto annullare diverse autorizzazioni, per palese contravvenzione a specifiche norme. Era stato ordinato un sequestro (ancora vigente), sulle tre parabole del Muos, sequestro voluto da una Procura che aveva anche rigettato la successiva istanza di sospensione presentata dall’Avvocatura dello Stato, insomma, ottenuti tutti questi segnali positivi da parte della e penale, sembrava di poter considerare che la vicenda fosse sul punto di concludersi. Ma così non è stato.

Muos satelliti

Lo scorso 2 settembre, il lancio del 4° dei 5 “satelliti Muos”, è apparso come un segnale premonitore e assolutamente scontato di quanto sarebbe accaduto il giorno dopo. Sicuri del fatto loro, gli americani, non hanno nemmeno aspettato che il CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) si pronunciasse ufficialmente.

Così, come i più “realisti” avevano previsto, il 3 settembre la sentenza 379/2015 del CGA, ha azzerato tutto ed ha rimesso in campo tutte le forze in qualche modo già protagoniste finora. Ha annullato 4 ricorsi, due verificazioni, ha ritenuto valide autorizzazioni che, in primo grado, erano state ritenute inesistenti da altri magistrati ed ha rimesso in piedi un castello di prove e controprove da ripetere e riverificare.

Ma siamo di nuovo al punto di partenza?  In realtà c’è una grossa novità, questa volta, non ci sarà più soltanto il Ministero della Difesa contro la causa dei No Muos: il grande “Golia” vede la discesa in campo di tre suoi  “omologhi”, adesso i in campo sono quattro. Giusto per non farsi mancare nulla. Saranno imparziali i tre “Ministri”? Ricordiamo che la sentenza prevede un “giudizio” finale da approvare per maggioranza, TRE SU CINQUE di loro basteranno per decidere la sorte di 30.000 siciliani, solo a .

QUANTI SONO I VERIFICATORI? 5 !

QUANTI I MINISTERI RAPPRESENTATI? 3 !

Guarda il caso com’è strano…. Noi speriamo che tutto proceda seguendo un percorso trasparente e super partes,  ma non ne siamo convinti, perché, diciamocelo chiaramente, è davvero banale pensare che i nominati dai tre ministri richiesti dal CGA, possano andare contro quanto asserito da un altro Ministero ed influire positivamente sulla giusta conclusione della questione.

E non dimentichiamo le “regole di funzionamento” previste dalla sentenza: le spese per la verificazione sono a totale carico del Comune di Niscemi e se il Comune non avesse questi fondi da anticipare?

Possibile che magistrati coscenziosi e puntuali come certamente sono quelli del CGA, ignorino che il Comune di Niscemi, come la maggior parte dei comuni italiani e siciliani, versa in gravi condizioni economiche, grazie ai tagli imposti dal centrale e da quello regionale alle Amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, non ha “fondi” da anticipare? Costano parecchio gli spostamenti e tutto quanto il resto per un solo verificatore, figuriamoci per cinque, ma il sindaco La Rosa, raggiunto al telefono, ci ha detto di essersi già attivato per recuperare questi fondi, chiederà la collaborazione degli altri sindaci dei comuni limitrofi e nel caso in cui questo non fosse sufficiente, è disposto ad accendere un mutuo e se anche questo, per un motivo qualsiasi, non fosse ancora sufficiente o non fosse erogato, si vedrà costretto a tagliare servizi “rinunciabili” alla cittadinanza, certo che i suoi concittadini capiranno che il “diritto alla salute non è un bene negoziabile”.

E quella regola di giudizio ricavabile dall’art. 116 c.p.c.?

Alla luce di tutto quanto quest’ultima sentenza ha disposto, la lotta dei No Muos è ripresa oggi  in grande stile e così, mentre l’Associazione Antimafie Rita Atria, già questa mattina, tramite il proprio difensore avvocato Goffredo D’Antona, “ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di  Marco Lipari e Gabriele Carlotti, rispettivamente Presidente del Collegio del Consiglio di Giustizia Amministrativa ed estensore della sentenza, non definitiva,  sul MUOS  per verificare la sussistenza del reato di abuso in atti di ufficio ex art. 328 C.p. […] ” ed i LEGALI NO MUOS stanno già vedendo il da farsi nell’immediato, ecco che, stanotte, gli attivisti hanno fatto di nuovo sentire la loro rabbia, la loro decisione di non lasciare quella popolazione nelle mani di chi sta dimostrando palesemente di non provare alcun interesse per il suo destino.

no Muos reti

Nella notte, dunque, alcuni attivisti si sono recati presso la recinzione della stazione satellitare americana e armati di tronchesine, hanno tagliato pezzi di rete per un lungo tratto del perimetro della base, “in modo che la marina militare sia costretta a cambiare diversi metri della rete”.

Ancora una volta un’azione diretta di disturbo ma anche di grande solidarietà nei confronti degli attivisti NO arrestati negli ultimi giorni in . Striscioni di solidarietà sono comparsi questa notte, accanto alle bandiere No Muos, sulla reti della base americana

Ecco il comunicato del Comitato di base No Muos di Niscemi.

“Pochi giorni fa la sentenza del CGA (sebbene non definitiva) ha rimesso in discussione la sentenza del TAR, che ha portato al sequestro dell’impianto MUOS.

Non aggiungeremo adesso molto di più a quanto espresso dai legali no muos, in quanto siamo convinti come loro che il la sentenza del CGA sia una sentenza politica, che mette nelle mani del governo ulteriori controlli circa gli impianti. Naturalmente non si può che essere diffidenti circa l’imparzialità di tali studi, ma non è questo il punto.

La portata della sentenza del CGA, per quanto non definitiva, riapre nuovamente la questione sul MUOS. Per questo, nella notte scorsa, un gruppo di attiviste e attivisti si sono recati alle reti della base e, in risposta ad una sentenza politica e di parte, hanno tagliato pezzi di rete per un lungo tratto del perimetro della base, in modo che la marina militare sia costretta a cambiare diversi metri della rete a recinzione della base. Ancora una volta, l’azione diretta, di disturbo e danneggiamento, è una pratica riconosciuta non solo come valida, ma come risposta a tribunali fin troppo spesso troppo politici e poco tecnici.

Riprendiamo le parole di una compagna del movimento che, vista la situazione, sembrano più che appropriate:

“Entriamo
Usciamo
Saliamo
Scendiamo
Tagliamo
Ogni volta che vogliamo.
Sappiatelo“

Contro il MUOS nessuna sentenza, ora e sempre Resistenza!” dal sito del Coordinamento Regionale dei No Muos

(D.G. 07.08.15)