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Serata dell’associazione “Segno” a Susa: la Cultura come Capitale.

La prima di un ciclo di sei serate per discutere di cultura, politica, economia con ospiti interessanti.

di Silvia Jethmalani 

Venerdi 7 novembre a , presso la Libreria , si e’ tenuto il primo di una serie di 6 incontri organizzati dalla neo nata Associazione Culturale ”Segno”, composta da Vincenzo Vins, Marco Dori, Fabrizio Zandonatti, Simone Leschiera, Maria Angela Taccoli e Maicol Sibille e presieduta da Fabrizio Zandonatti.

Il tema di questo primo evento era : “Coltivare il futuro promuovendo la ”.

E’ stato ospite della serata il Presidente del di Torino Rolando Picchioni, introdotto e coordinato dal giornalista freelance Fabrizio Vespa.

Il tema della cultura, dell’uso delle numerose risorse presenti in Italia poco o nulla valorizzate è ricorrente e non trova mai adeguata risposta in ambito governativo. In Italia il Ministero dei Beni Culturali non ha lo stesso valore di altri Ministeri. I ministri cambiano in continuazione e si avvicendano persone non interessate o non abbastanza competenti e comunque considerate di serie C.

Nel nostro paese trascuriamo siti archeologici di rilevanza mondiale: a Pompei non si riesce a creare un luogo-museo mentre  Londra con poco più di 250 pezzi provenienti dallo stesso sito ha realizzato nel 2013 una delle mostre di maggior successo di pubblico.

Diverse sono le componenti che impediscono il successo delle nostre iniziative culturali, sottolinea Pecchioni. A volte l’incapacità degli operatori culturali, la pesante burocrazia, la non conoscenza del nostro immenso patrimonio, la pigrizia e l’ignoranza, forse anche il non amore per quelli che sono I nostri tesori.

Una delle frasi sulle installazioni luminose che fanno parte di “Luci d’Artista” a Torino appartiene al cileno Alfredo Jaar che scrive: Cultura=Capitale

L’Italia”, dice Picchioni, “dovrebbe recuperare la sua identità, e questa sarebbe la monetizzazione migliore della nostra cultura, fatta di creatività, di ingegno e di intraprendenza”. Se non ci fossero stati i secoli passati cosi ricchi di esperienze e di sapere, di quali competenze e magnificenze potremmo fregiarci oggi a livello ? La grandiosa testimonianza di opere, di civiltà e di patrimoni esistente nel nostro Paese fa si che oggi l’Italia possa vantare non solo un reddito monetario ma anche e soprattutto un reddito di identità.

Il Capitale una volta impegnato può diventare a sua volta Cultura, quella rete di conoscenza che oggi senza un po’ di capitale monetario non si può assolutamente estendere al di fuori dei luoghi in cui il bagaglio della civiltà nasce, si manifesta e si produce. Dunque la Cultura é davvero un Capitale perché noi stessi riusciamo ad esprimere una capacità di reinventare la creatività italiana.

Creando progetti nel territorio, come nel caso del “Exilles Fest 2014”, una manifestazione organizzata a fine agosto dalla Fondazione per il Libro, si mobilitano i Comuni, le popolazioni e gli enti preposti alla cultura che interagendo tra loro danno vita ad eventi di successo che in futuro possono garantire uno sviluppo economico e culturale. Picchioni cita il grande antropologo Levi Strauss, il quale affermava che “bisogna conoscere il territorio come si ascolta crescere il grano”. Occorre dare un’attenzione fortissima a quello che un territorio esprime, ai suoi ritmi di vita, per arrivare così ad un’empatia con tutte le parti coinvolte.
La cultura va quindi sviluppata, consigliata, agevolata, ridotta per cosi’ dire a “cosa semplice” per poter essere capita ed apprezzata
da tutti.

Il Presidente espone quello che sarebbe il suo sogno per il futuro, la creazione di bellissime biblioteche,” luoghi totali” come lui li definisce, in cui i giovani non si limitano a sfogliare un libro distrattamente ma luoghi in cui stare seduti per terra su comodi tappeti e trascorrere la giornata con servizi messi a disposizione.

La serata si é conclusa con due proposte. La prima del Fondatore dell’associazione “Segno” Fabrizio Zandonatti: la creazione di un Circolo di Lettura composto da persone che vogliano liberamente incontrarsi e condividere la scelta di un libro cui seguirà discussione e confronto in un successivo incontro.

La seconda di Picchioni che propone di allargare la Rete del Salone del Libro fino a Susa, per far si che personalità intellettuali di spicco e grandi scrittori che partecipano al salone di Torino portino il loro contributo culturale fino in .

(S.J 12.11.14)