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Si può vivere senza Petrolio?

Una società che basa la sua energia sul petrolio non ha futuro. Esistono alternative? Ma, sopratutto, come gestire una fase di transizione?

di Minimo Gramelloni.

Sicuramente non se lo aspettava nel 2006, insegnante nella cittadina di Totnes in Inghilterra , che con questa semplice domanda proposta ai suoi studenti, negli anni successivi sarebbe nato uno dei più grandi Movimenti mondiali di Alternativa.
Si perché gli studenti coinvolsero i Genitori, i quali a loro volta coinvolsero le varie Associazioni di cui facevano parte e ben presto si arrivò alle Istituzioni Locali, che intuirono che dietro a questo semplice domanda si celava un’enorme opportunità di riconsiderare il nostro sistema economico e modello di vita.

Ma andiamo con ordine.

Nel 1819 Edwin Drake effettuò la prima trivellazione petrolifera, negli Stati Uniti, scoprendo un modo efficace di estrarre questo liquido nero, sconosciuto ai più, e da allora l’escalation di produzione proliferò in modo esponenziale sino a condurre il a diventare la materia prima più importante del Pianeta, che ha permesso in questi 150 anni la più grande evoluzione e crescita nella storia dell’umanità.

Liquido nero che produce a basso prezzo, facilmente reperibile, che il progresso scientifico ha permesso di trasformare dal suo principale utilizzo, la benzina, in nastro adesivo, scarpe da ginnastica, calze di nylon, colla , vernici bottiglie di plastica , cd e dvd, spazzolini, computer e tante altri oggetti che compongono le nostre case e convivono nel nostro vivere quotidiano.

Rob Hopkins

Rob Hopkins

E’ stato calcolato che il consumo medio di un cittadino nei paesi industrializzati è di circa un barile al mese, pari a 159 litri.
Forse adesso la domanda iniziale di Rob Hopkins è più comprensibile.

Datosi che il Petrolio non è infinito, e molti studi internazionali sostengono che si sia ormai raggiunto il Picco di Produzione, come si vivrà quando sarà terminato?
Potremmo rimpiazzare, in parte , il petrolio con altri combustibili fossili, vero.
Ma il picco del naturale si verificherà solo pochi anni dopo quello del petrolio.
E Il picco del potrebbe essere si più lontano, magari alcuni decenni, ma il è anche il combustibile che genera più gas serra tra tutte le fonti fossili e il suo uso generalizzato potrebbe causare gravi danni al pianeta.

Per cui si pone la necessità, per le Generazioni future, di rendere disponibili altre sorgenti energetiche che non siano soggette ad esaurimento, e soprattutto impostare uno stile di vita più sobrio ed improntato alla Prosperità sostenibile.
Fu proprio a queste considerazioni che giunsero gli Studenti di Totnes nel loro lavoro di analisi e ricerca di un modello economico-sociale alternativo al Petrolio. E decisero di impostare un Manuale Pratico di , in cui elencavano le modalità necessarie a trasformare una Comunità dalla dipendenza del Petrolio ad una con un modello alternativo, sostenibile e resiliente. Nascevano così nel 2008 le Transition Town, (http://transitionitalia.it/info/), Movimento ormai diffuso in tutto il Mondo di Cittadini e Comuni che intendono proporre e mettere in pratica tali ideali e concetti .

Quattro i punti base di una Comunità in Transizione:

1 Produrre in autonomia Energia da Fonte Rinnovabili con iniziative Comunitarie
2 Creare una produzione locale con attività commerciali a km zero, attraverso mercati rionali e Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)
3 Investire in Relazioni umane e formazione culturale
4 Rendersi indipendenti dal sistema bancario, con lo sviluppo di monete complementari locali

Sono ormai più di 1.500 i Comuni in Transizione nel Mondo, da Portalegre in Brasile a Newcastle in Australia, da Totnes in Inghilterra a Monteveglio in Italia, un grande fenomeno che non è passato inosservato neanche ai burocrati Europei, che incuriositi hanno voluto invitare al parlamento europeo i principali esponenti delle Transition Town.
Come sempre accade, i grandi cambiamenti non avvengono attraverso i leader, ma dalle quotidiane abitudini di Cittadini in evoluzione, Minoranze Profetiche che propongono con l’esempio pratico innovazioni ricche di buon senso.

(M.G. 21.10.15)