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Sicilia la pessima gestione dei rifiuti da Cuffaro a Crocetta

La gestione dei rifiuti in Sicilia sotto la lente d'ingrandimento del M5S Sicilia: dai tempi di Totò Cuffaro nulla è cambiato.

di Redazione (con Daniela Giuffrida).

Il problema dei è un argomento spinoso, complesso e oggetto di malversazioni e corruttele. L’essere umano è l’unico a produrre che non sono di alcuna utilità all’eco sistema. Ogni specie vivente produce (tipicamente organici) che sono utilizzati da altre specie come nutrimento. Così il ciclo virtuoso si perpetua. Noi specie umana abbiamo inserito la produzione di oggetti (plastica, carta, metalli) che terminato il loro ciclo di utilizzo rimangono tali e non sono biodegradabili o riutilizzabili dall’eco sistema. I modelli di produzione industriale sono ancora lontani dal raggiungere una produzione più bassa possibile di . Pensiamo agli imballaggi. Avete mai provato a pesare la confezione vuota che contiene 100gr di prosciutto comprati al supermercato? Provate a pesarla e vi renderete conto che pesa circa 25/30 gr. Quindi quando acquistiamo 100gr di cibo, ci portiamo a casa 25/30 grammi di rifiuto.

L’ingombro e lo smaltimento sono problemi che si trascinano da anni e, in alcune zone d’Italia, il problema ha assunto livelli drammatici. Non ostante i miglioramenti compiuti con le attività di riciclo e la differenziazione, e le opportunità tecnologiche che contribuirebbero a invertire la rotta, trasformando il rifiuto in una risorsa, la politica mostra ampi segni di inefficienza e impreparazione sull’argomento. Il denaro che ruota intorno alla gestione dei rifiuti è notevole e gli affari della criminalità organizzata, con la complicità dei politici, sono all’ordine del giorno.

Lo scorso fine settimana, durante la manifestazione del a Palermo, , del M5S (avvocato e membro dell’ARS) ha illustrato il panorama infelice della gestione dei rifiuti in Sicilia dai tempi di Cuffaro sino a Crocetta.

La cattiva gestione dei rifiuti, ha ricordato Trizzino, implica maggiore inquinamento per l’ambiente e danni alla salute dei cittadini. Analizzando i bilanci, nei quattro anni di presenza dei Cinque Stelle nella Siciliana, l’analisi dei bilanci delle gestioni negli uffici preposti ha fatto emergere distrazioni di ingenti somme di denaro pubblico, puntualmente segnalate alle autorità competenti.

La gestione dei rifiuti in Sicilia, ha ricordato il consigliere, è sempre stata caratterizzata da una situazione di emergenza nell’ultimo ventennio. Non ci sono mai stati periodi di gestione “ordinaria” del fenomeno. Dai tempi di Cuffaro, passando per Lombardo e giungendo sino ad oggi con Crocetta è sempre stato un avvicendarsi di ordinanze di “emergenza” e di proroghe. Un vero e proprio fallimento.

Tale condizione ha prodotto inquinamenti delle falde acquifere creati dalle perdite di pergolato delle discariche e dei cumuli di rifiuti ai margini delle strade. Il profilo economico è stato caratterizzato dall’intreccio tra politica e mafia che dal 1999 al 2012 sembrano aver concertato un disegno finalizzato a creare un “disordine organizzato” che, inevitabilmente, ha favorito la criminalità. Frutto di queste commistioni sono anche gli che godono del favore della giunta Crocetta.

Trizzino ha sottolineato le dichiarazioni di Roberto Scarpinato, magistrato della Direzione distrettuale antimafia che affermò: “Cosa Nostra punta al controllo dell’intero ciclo economico dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia […] c’è un patto tra mafiosi, politici, professionisti e imprenditori anche non siciliani, per aggiudicarsi il monopolio degli appalti della discarica di Bellolampo e per la realizzazione di un inceneritore“.

Sotto le lenti della Corte dei Conti sono finiti i bilanci delle autorità d’ambito, dove la Corte ha rilevato esposizioni debitorie per 900 milioni di euro, con costi di produzione sempre in ascesa. La stessa Commissione d’inchiesta della XVI legislatura ha rilevato le numerose anomalie nella gestione dei rifiuti che mostrano un progetto più ampio finalizzato ad assecondare la criminalità organizzata. Purtroppo, conclude Trizzino, quattro anni di gestione Crocetta non hanno cambiato la situazione. Manca la programmazione del servizio a partire dalle reali esigenze degli utenti e chiarezza su quali e quanti impianti sono realmente necessari per gestire la massa dei rifiuti prodotti.