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Sit-in a Cagliari per dire no allo stoccaggio delle scorie nucleari in Sardegna

Sit-in a Cagliari per dire no al Deposito Nazionale di scorie nucleari in Sardegna.

di Leonardo Capella

Al sit-in organizzato dal Coordinamento “No nucle-No scorie”, che si è tenuto a Cagliari questa mattina, 7 aprile, in occasione della visita del ministro dell’ Gian Luca Galletti al convegno “Tutela dell’ e sviluppo sostenibile”, è stata chiara, come dichiarato dai promotori del sit-in, “la ferma indisponibilità del territorio sardo ad ospitare scorie radioattive di qualsiasi provenienza”.

Ad accogliere il Ministro anche (Sardigna Natzione Indipendentzia) che ricorda come nel del 2011, che li vide tra i promotori, “il popolo sardo ha detto sovranamente no alle scorie” e ha deciso contestualmente che “il territorio sardo è indisponibile non solo alle centrali nucleari, ma anche allo stoccaggio di scorie radioattive. Considerato che solo i sardi possono decidere sul loro territorio, perché solo essi dovranno risponderne verso le generazioni future e non i dominatori di turno”. 

Forti e provocatorie le parole di Sni che ritiene di “aver il mandato per porre in atto tutte le iniziative necessarie perché la volontà della Natzione sia sovrana e rispettata, nel contesto dello stato, dell’Europa e del Mondo” e continua: “Se l’ipotesi del disastro verrà confermato chiameremo il popolo sardo all’Intifada sul tutto il territorio natzionale, presidieremo i porti ed i siti individuati come possibili depositi di scorie”.

Il Ministro Galletti si difende ribadendo che “Nessuna decisione è stata presa e non abbiamo ancora ufficialmente l’individuazione dei siti adatti ad ospitare il deposito unico di scorie nucleari, perché il mio ministero insieme al Mise sta valutando se la Sogin, che ha individuato i siti, ha tenuto in considerazione bene le linee guida che l’Ispra aveva dato per l’individuazione del sito. E saranno tantissime le aree individuate in tutta Italia”.

L’esponente del Governo ha poi concluso affermando che “non c’è un territorio candidato naturale” e che “rispetto ad altre zone, – la – ha un problema in più che che è quello del trasporto. Quindi ha i pro e i contro come tutte le altre zone”.

L.C. 07.04.2015