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Sogin perde un pezzo, AD Casale si dimette

Amministratore Delegato della Sogin Riccardo Casale, se ne va dopo discussioni nel cda, “non sono chiare le autorizzazioni VIA”

di Report

Sogin, la società di Stato che gestisce il decomissioning nucleare per l’Italia ha compiti molto precisi che richiedono attuazione particolare ma anche e soprattutto nuovi scavi o opere di contenimento. Ne è un esempio il decommissioning del sito Itrec di Rotondella, dove la bonifica e lo smaltimento del monolite, nel quale sono ospitati i quattro pozzi, originariamente costruiti per raccogliere il materiale radioattivo, attraverso attività di scavo e opere di contenimento dovrà essere smaltito. Tutto avverrà anche con l’ausilio di un ponte di drenaggio ed una barriera idraulica. Dopodichè trasportati presso il deposito nazionale nucleare le scorie troveranno sede. Sul punto una variante che si pensava non posssibile ha fatto scoprire che quei contenitori contenessero anche materiali liquidi. Ottocento litri di liquido a bassa radioattività, dovranno essere sottoposti a cementificazione.

Ed è su questo tipo di variazioni, si ipotizza, ci siano state discussioni nel cda della Sogin, Casale si è dimesso dall’incarico, per presunti contrasti interni al consiglio di amministrazione, i dissidi con il presidente dell’azienda, Giuseppe Zollino, e con alcuni membri dello stesso cda, sono stati messi in una pesante lettera inviata al ministro dell’Economia, , e alla responsabile dello Sviluppo Economico, . L’AD dimissionario cita, pubblicato da repubblica in alcuni stralci della lettera “opere soggette a prescrizione VIA (valutazione impatto ambientale) non…deliberate con il rischio di illeciti penali”.

Il punto va anche e di conseguenza sulla Cnapi, (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee), dove il Ministero dell’ e quello dello Sviluppo Economico hanno chiesto “ulteriori approfondimenti” alla società Sogin prima di autorizzare l’iter di approvazione e la conseguente stuolata di cemento del Deposito Nazionale che dovrà contenere fino a 90mila metri cubi, e gestire i rifiuti radioattivi italiani fino al 2065. Un duro colpo per la Società tale da far intervenire anche pubblicamente e con interrogazioni parlamentari le forze politiche del oggi impegnate alla realizzazione del deposito. “Le dimissioni dell’amministratore delegato della Sogin Riccardo Casale sono un campanello d’allarme che non può essere trascurato Senatrice del PD – predisporremo un’interrogazione parlamentare con un’audizione urgente del governo nella Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti”.

V.R. 28.10.15