Spy Cables. Pressioni verso il Sud Africa per non appoggiare più i Palestinesi

Nel mirino degli Spy Cables di Al Jazeera i rapporti tra Sud Africa con il sua campagna di boicottaggio e Israele nella questione Palestinese.

di Leonardo Capella

I primi reports degli Spy Cables cominciano a essere pubblicati e subito infuriano le polemiche. Nell’ultimo documento messo in rete da Al Jazeera e Il Guardian si parla di possibili pressioni verso il Sud Africa per spingerlo a modificare la propria politica di boicottaggio nei confronti di Israele.

Ricordiamo il Sud Africa African National Congress si è storicamente allineata con la lotta nazionale palestinese e che la sua campagna BDS [1. BDS è una campagna globale lanciata nel 2005 in risposta alle richieste della società civile palestinese per le sanzioni internazionali contro Israele e gode di un ampio sostegno in Sud Africa. Il movimento BDS con le sanzioni e boicottaggi internazionali aveva giocato un ruolo fondamentale nell’indebolire il governo della minoranza bianca in Sudafrica, suscitando un crescente sostegno alla causa palestinese da parte dei funzionari sudafricani.](Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni ) coinvolge alcune figure di alto profilo nella lotta anti-apartheid.

Nel documento di intelligence trapelata Nucleo Investigativo di infatti leggiamo che “Un gruppo che afferma di essere composta da ex agenti del Mossad israeliano ha minacciato di scatenare un attacco informatico devastante sul Sudafrica a meno che il suo governo non dia un giro di vite sulla crescente campagna di boicottaggio di Israele”.

Secondo i rapporti l’allora ministro delle finanze, Pravin Gordhan, ha ricevuto una nota da “fonti sconosciute”, in data 28 giugno 2012, dove si minacciava un attacco informatico “contro i settori bancario e finanziario del Sud Africa”. La lettera, consegnata a mano, ha dato al governo appena 30 giorni di tempo per ottenere la “sospensione del BDS”.

Nelle note dei Cables leggiamo che per Paul Mashatile, il Ministro delle Arti e della Cultura,  l’imposizione di sanzioni economiche e culturali verso Israele vengono considerate fondamentali “in reazione alla distruzione da parte di Israele della società palestinese e della negazione dei diritti fondamentali ai palestinesi”.

L.C.  26.02.2015