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Sudafrica. Si incendiano le università

Formazione gratuita, qualità degli insegnamenti al centro delle rivendicazioni studentesche che da tre settimane bloccano le università. Scontri, arresti e qualche concessione.

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Mercoledì 28 ottobre gli ultimi scontri tra polizia e studenti all’università Witwatersrand di Johannesburg, in Sudafrica. Cariche, lacrimogeni, idranti, e un arresto.

southAfricaDemonstration23Oct15_largeScontri soltanto ultimi in ordine di tempo, dal momento che dal 13 ottobre il mondo universitario sudafricano è in subbuglio. Cominciata all’università di Wits, la rivolta ha portato in piazza istanze, analoghe a quelle che hanno mobilitato da mesi le università di mezzo mondo, dal Canada al Cile, Messico, Bolivia: formazione universitaria gratuita, migliori qualità negli insegnamenti.

protest_polIn particolare qui, in Sudafrica, abbattimento della discriminazione che nei costi alza muri non solo tra chi può e chi non può permettersi la sempre maggiore esosa formazione superiore, ma anche tra bianchi e neri. Il costo ormai proibitivo della formazione universitaria continua a imporre la frustrazione per la disuguaglianza nel paese, che non cessa a diminuire nonostante i vent’anni dalla fine dell’apartheid.

Così, da tre settimane in molte università in Sudafrica sono stati sospesi corsi ed esami per le proteste. Riprenderanno solo ora, che il presidente Jacob Zuma ha assicurato il congelamento delle tasse universitarie almeno per il prossimo anno.

downloadZuma ha dovuto cedere alle continue pressioni studentesche, che a Pretoria, soltanto venerdì 23 hanno raggiunto il culmine delle violenze a cui la protesta è stata sottoposta dalla polizia, che ha usato contro i manifestanti anche proiettili di gomma e granate stordenti, oltre ai soliti lacrimogeni e idranti.

di Massimo Bonato da _omissis_

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