Suicidi di stato, arrivano le denunce

Il comitato 580 deposita oltre 100.000 denunce querele nei confronti dei precedenti governi Monti e Letta.

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di Valsusa Report

Dal primo gennaio al 5 febbraio 2014, 79 vittime di suicidio registrate, vittime580 3 suicidate per la crisi. Nasce il “Comitato popolare 580 c.p.” e ha anche promosso una fiaccolata per ricordare le vittime del conflitto economico il 4 aprile di quest’anno.

Il suicidio non è previsto come delitto nel codice penale italiano, vi sono ragioni pratiche e di inefficacia della pena. La costituzione recita la vita come un diritto, non un dovere. “Il fatto che l’ordinamento rinunci a prevedere un delitto a carico del soggetto attivo/passivo, non significa che rimanga indifferente a tale comportamento, punendo comportamenti che sono ad esso satellitari” (fonte Wikipedia).

Per questi motivi Lino Ricchiuti, Aladino Lorin, Paolo Sabbioni e l’Avvocato Romano Antonio Corcione sul loro blog hanno pubblicato una denuncia in bianco a cui molti hanno aderito compilando e facendo esposto/querela, come un cittadino che ha deciso di dire basta e ha formalmente depositato un esposto/querela alla Procura della Repubblica per “istigazione al suicidio”, o il M5s che il 18 febbraio 2014 alle ore 15 p580 5resso la sala Nassirya del Senato, ha presentato l’iniziativa promossa dal Comitato Popolare Art. 580 C.P. , tramite familiari delle vittime e semplici cittadini.

Il numero di morti per suicidio e autolesione intenzionale nel periodo cosiddetto di crisi italiana è stato di: 4.156 nel 2011, 3.989 nel 2010, 3.975 nel 2009. Purtroppo, dati più recenti non ci sono, il dato 2011 è stato pubblicato nel 2012, quello relativo al 2012 ancora non è uscito. Ma la media è di ben oltre 4.000 all’anno.

L’Art. 580 c.p. istigazione o aiuto al suicidio, recita: “Chiu580 1nque determina altrui al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima [c.p. 29, 32, 50, 583]. Le pene sono aumentate [c.p. 64] se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1 e 2 dell’articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità d’intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all’omicidio [c.p.p. 575, 576, 577]. Per l’aumento della pena per i delitti non colposi di cui al presente titolo commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, vedi l’art. 36, comma 1, L. 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal comma 1 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

“In un calcolo sulle pensioni medie con un tetto di 2300€/mese a pensionati 580 2ricchi, si possono dare 12 mensilità da 800€ ai senza reddito italiani”, “con un reddito di cittadinanza non ci sarebbero suicidi e ripartirebbero le spese degli italiani” – queste le varie voci riscontrate nelle discese di piazza, “certo è che la conseguenza di chi non fa la riforma istiga al suicidio di propri connazionali”, ripetono i partecipanti alla denuncia che ha superato le 100.000 adesioni.

V.R. 12.09.14